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Trading online: l’identikit perfetto del trader perdente

16 Dicembre 2020
Ho ricostruito le caratteristiche che  accomunano tutti i trader perdenti, mettendole insieme e tirando fuori l’identikit perfetto che identifica in pieno questa categoria.
Se anche tu ti identifichi in una di queste caratteristiche stai attento, dovrai necessariamente correggerle per migliorare il tuo il tuo trading, altrimenti finirai per essere un trader perdente.

4 punti che identificano un trader perdente

Andiamo a vedere insieme  quali sono i quattro punti principali che ho individuato e  che accomunano tutti i trader perdenti.
Sappiamo bene che il 90% dei trader perde soldi in borsa,  quindi ogni 100 trader pensa che ce ne sono 90 o anche 95 che perdono soldi.
Ci sono dei punti e degli elementi che li accomunano, ho trovato questi quattro punti che sono comuni a tutti, andiamo a vederli.

Punto 1: non sapere cosa fare

Il trader perdente non sa quello che fa e quindi non sa quando compra perché compra.
Non ha una strategia precisa per comprare o per vendere, compra un titolo magari soltanto perché è sceso rispetto ad un valore passato
Vede un titolo che qualche anno fa o qualche mese fa prezzava 10€, oggi lo trova a 5€ quindi secondo lui è un affare.
Perché è un affare? Perché lo compra a 5€ e immagina nella sua testa di rivenderlo a 10€ tra qualche tempo, perché se in passato quotava quel prezzo probabilmente ci ritornerà.
Questo ragionamento è quanto di più sbagliato si può fare nel mercato azionario!
Il mercato  non deve necessariamente tornare ai valori passati, soprattutto perché  va dove vuole e quindi fa quello che vuole.
Se stiamo facendo trading in azioni dobbiamo partire dal presupposto che il valore di un’azione riflette quello che la società vale attualmente.
Se dieci anni fa il titolo quotava 10€  è perché la società valeva tale prezzo,  se oggi vale 5€ è perché quella società non ha più fondamentali di prima, magari non produce più utili come prima e non paga più i dividendi.
Oppure ha molti più competitor ed i suoi margini si sono si assottigliati, il business non è più così redditizio con una volta ed il valore dunque sceso.
Non si può pensare che quella società torni ai suoi valori storici, a meno che ovviamente non si abbia  qualche cambiamento importante nel settore, nel business o che non si ristrutturi questa società.
Facciamo l’esempio di Blockbuster:
Blockbuster ai tempi delle videocassette,  prima che si sviluppasse internet, faceva milioni di utili, era diciamo leader del settore. Quando uno voleva vedersi un film dove andava? Da Blockbuster.
Dopo che uscivano nei cinema, i primi distributori delle ultime novità cinematografiche erano proprio i Blockbusters.
Quando si voleva vedere un film uscito da poco, ed internet non c’era, bisognava andarlo a noleggiare o comprare da Blockbuster.
La società produceva  milioni e milioni di utili ma il business è cambiato con l’avvento di internet,  le persone hanno iniziato a comprare online, a scaricare copie pirata,  finchè i margini e la redditività di Blockbuster è andata a scemare portando l’azienda al fallimento.
Se una persona avesse investito in Blockbuster mentre stava perdendo, pensando che i suoi valori sarebbero tornati quelli iniziali, avrebbe finito per perdere tutto il suo capitale.
Quindi, quando si comprano le azioni e si fa trading, bisogna tener conto anche di quella che è la società adesso.

Punto 2: crede di avere sempre ragione

Quando compra pensa,  oppure se già lo fai tu penserai, che il mercato deve andare dove hai deciso tu, e quindi il trader perdente dice: “ok compro perché adesso il mercato deve salire”.

Ma non è questione di avere ragione, io devo seguire quello che fa il mercato non è il mercato che deve andare dove dico io.
É come se  mi buttassi nel fiume nuotando controcorrente nella speranza che il fiume cambi direzione, ma non devo andare controcorrente, devo nuotare nella direzione del fiume.
Come un surfista non devo andare contro l’onda ma devo seguirla perché altrimenti mi sfracello contro di essa.
Il trader perdente crede di avere sempre ragione e, siccome ne fa una questione personale, quando sta perdendo con un determinato titolo non lo vende, perché vendere quel titolo significherebbe ammettere davanti a tutti e soprattutto davanti a se stesso che ha sbagliato.
Questo è un ostacolo per molti, l’ego a volte è addirittura insormontabile e se non si riesce ad ammettere di aver sbagliato allora il trading non fa per voi. Meglio abbandonare perché il trading non è essere io contro il mercato, ma è una questione di avere una strategia è di seguirla.
Io posso posso comprare un titolo, quando esso inizia a scendere se sono long e sto perdendo, devo ammettere di aver sbagliato e chiudere l’operazione.
Viceversa posso andare short su una posizione e quando il mercato comincia a salire ed andarmi contro devo coprire la mia posizione short chiudendola.
Dobbiamo metterci in testa che il mercato va dove vuole e fa quello che vuole, non deve rendere conto a nessuno figuriamoci a noi.
Quindi non è questione di avere ragione o meno, è una questione di ammettere i propri errori ed avere una strategia, e con essa proseguire.

Punto 3: non ha gestione del rischio

Il trader perdente non gestisce il rischio perché non sa quello che fa e perché crede di avere sempre ragione (punto 1 + punto2).
Per lui non c’è bisogno di gestire il rischio, non c’è bisogno di gestire il capitale, poiché crede e spera che tutte le operazioni saranno profittevoli.
Vuole il 100%  delle operazioni in profitto e quindi se non ammette di poter aver torto non ha motivo di gestire il rischio perché secondo lui non perderà.
Come abbiamo visto in altri articoli, è estremamente importante gestire il rischio e, di conseguenza gestire il capitale.
Il trader perdente sostanzialmente  compra un titolo perché è a sconto rispetto a quanto quotava qualche mese prima, magari ci investe tutto il capitale in quel titolo perché convinto che tanto tornerà sui valori iniziali, pensa di avere ragione quindi il rischio  non lo vede e vede solo l’ipotetico profitto.
Non accetta proprio di avere torto e poi prega e spera quando perde.
Poniamo che abbia comprato un titolo che tempo fa valeva 10€ a 5€, nella speranza che prima o poi esso torni a quel valore.
Comprandolo a 5€ pensa di aver fatto un’affare, ma le quotazioni iniziano a scendere, prima 4€ poi 2€ .
Dato che non ammette di avere torto e vuole avere ragione non vende, perchè vendere vorrebbe dire ammettere di avere sbagliato e quindi continua a tenersi il titolo in perdita ma dentro di se prega che i prezzi possano tornare a salire.
Trova mille scuse per la discesa dei prezzi:
I cattivi di turno stanno facendo scendere i prezzi perché vogliono far perdere i piccoli trader come lui, le mani forti vedono le sue operazioni e lo fanno perdere di proposito, il prezzo deve risalire perché lo dice la formula magica ecc.. ecc..
Riamane quindi con la sua perdita sul conto con il capitale immobilizzato.
Poi però diventa improvvisamente impaziente quando guadagna, dopo che magari è stato in perdita per anni.
Le quotazioni, dopo essere arrivate a 2€, nel momento in cui arrivano a 5,50€ (ricordiamoci che aveva comperato le azioni a 5€) generano nel trader perdente impazienza, il suo pensiero diventa:” sono stato in perdita fino ad ora, ora che il titolo in profitto mi conviene vender prima che torni a ribasso”.
Comincia a pensare che con quei soldi, anche se pochi può comprarsi una macchina fotografica, o un pc nuovo, oppure può pagarsi le vacanze e quindi vende il titolo senza pensare a quanto ancora potrebbe salire, senza fare un’analisi di bilancio o analisi tecnica.
Vende e basta, per non dover tornare ad essere dalla parte del torto.
Vende nel momento in cui il prezzo sta salendo, nel momento in cui tutti stanno comprando e quindi il prezzo potrebbe essere spinto ancora più in alto.
Ricapitolando il trader perdente prega e spera quando il prezzo gli va contro e diventa impaziente appena vede un piccolo guadagno.
Questo riflette la sua parte psicologica ed motiva ovvero, non sa gestire le proprie emozioni  e colpevolizza gli altri durante le sue perdite.
Attribuisce colpe a chiunque tranne che a se stesso, non può ammettere di aver sbagliato, non riesce a vedere di non essere abbastanza preparato, di non aver gestito il rischio o di aver comprato un titolo senza fare uno straccio di analisi sensata.
Il trader perdente da la colpa agli altri, all’insider che accusa di star pompando giù i prezzi per poter fare l’affare, ai i politici stanno manipolando il titolo in questione…buffo vero?
Una volta ho letto su un forum di borsa (se così lo possiamo chiamare dati i contenuti) di persone che affermavano che, l’allora presidente del consiglio, aveva fatto una determinata dichiarazione perché sapeva che il titolo FIAT stava su una trendline….
Immaginate i nostri politici, che sicuramente non sanno nulla di analisi tecnica e che hanno altro a cui pensare, che si riuniscono per parlare di aspetti petroliferi ed energetici del paese pianificando i loro meeting in base a dove stanno i supporti e le resistenze di un titolo. Abbastanza assurdo non trovate?
Il punto è che se abbiamo fatto un’operazione sbagliata, magari senza seguire una strategia e senza criteri di gestione del rischio, l’unica cosa che possiamo fare è colpevolizzare noi stessi.

Punto 4: cambia continuamente mercato

Quando il trader perdente accusa la perdita da semplicemente la colpa al mercato, dice che è truccato e passa sistematicamente da uno strumento finanziario all’altro.
Prima investe nell’azionario italiano, poi perde soldi e passa all’azionario americano, la storia s ripete e passa al forex e così via.
Non colpevolizzando mai se stesso ma gli altri o il mercato non riesce a vedere i suoi errori e passa da un mercato all’altro fino a quando no azzera completamente il capitale.
Tutte queste caratteristiche sono quelle che accomunano i trader perdenti, hanno tutti questo schema mentale anzi, non hanno nessuno schema mentale perché questo non è uno schema.
Se ti ritrovi anche solo in uno di questi punti allora devi reagire immediatamente perché ti trovi sulla strada sbagliata, devi correggere questi errori  prima che ti costino caro e solo ad allora potrai riprendere a fare trading.
Trasformati in un vero trader con il percorso da 0 a finalmente Trader, senza commettere quei terribili (e costosi!) errori che io stesso ho commesso 10 anni fa!.
Alessandro Moretti.

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