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Trader professionista

30 Luglio 2020

Vuoi essere un trader professionista?

Scopriamo insieme quanto si guadagna e come ci si diventa

Analizziamo prima i più grandi, i migliori, quelli che hanno capacità e patrimoni inimmaginabili!

Iniziamo da loro …

Chi sono, quanto sono ricchi, ma soprattutto

qual è la loro storia?

Scopriamo insieme chi sono i trader professionisti più ricchi del mondo, i loro nomi e quanto hanno accumulato attraverso il trading.

Come tutte le attività il trading richiede tempo, studio ed esperienza e i protagonisti di questa classifica oltre ad un pizzico di fortuna non si sono risparmiati in dedizione e formazione. 

Trader professionista n°1:

George Soros

I trader più ricchi del mondo

Soros oltre ad essere il più famoso è anche uno tra i più ricchi trader del mondo.

Ad oggi ha un patrimonio stimato di oltre 8,3 miliardi di dollari.

Come detto non è uno che ha scommesso, ha alle spalle una solida formazione.

Laurea alla London Business School con un master in filosofia.

Proprio alla filosofia deve quasi tutto, infatti ha avuto il merito e il coraggio di aver applicato la teoria generale della riflessività di Karl Popper ai mercati dei capitali. 

Egli stesso afferma che attraverso queste applicazioni ha maturato una maggiore conoscenza sia delle bolle speculative e del valore dei titoli di mercato sia delle discrepanze di valore utilizzate in borsa. 

Dopo gli studi ha lavorato per alcune banche commerciali per poi avviare il suo primo hedge found. 

Soros è l’uomo dei record e della spregiudicatezza: è riuscito a guadagnare 1 miliardo di dollari in un solo giorno, come? 

Sbancando la banca d’inghilterra.

Il 16 settembre del 1992 vendette sterline a pronti contro termine per un valore complessivo di 10 miliardi di dollari e la Banca d’Inghilterra fu costretta a svalutare la sterlina.

Soros ha anche contribuito a svalutare la lira ed è stato condannato nel 2002 per insider trading.

Da sempre nelle sue strategie e nelle sue speculazioni predilige le valute e le strategie di trading long term strettamente correlate ai Fondamentali di Mercato

Un trader professionista del forex insomma!

Di fronte a tante ricchezze l’ungherese è molto attivo sul fronte politico e ha fondato una sua fondazione, Open Society Foundation, con cui ha il potere di elargire importanti donazioni alle cause a cui più tiene.

Trader professionista n°2:

Alexander Elder

I trader più ricchi del mondo

Segue Soros, Alexander Elder.

La ricchezza di Elder si aggira su alcuni miliardi di dollari ma non è ben capitalizzata.

Elder, russo di origine, ha studiato psichiatria e non nasconde come questa disciplina lo abbia aiutato nell’affinare le sue tecniche di trading

Proprio per il trading ha lasciato la medicina. 

E’ uno dei maggiori esperti in analisi tecnica oltre che appunto di psichiatria e psicologia.

Per fortuna per noi ha dedicato una buona parte della sua vita a fare formazione.

Numerosi sono i saggi che ha scritto, alcuni di essi veri e propri bestseller e immancabili letture per imparare e scoprire nuove strategie.

I più importanti sono “Mind, Method and Management“ o “Come into my trading room”.

I tre capisaldi della sua strategia possono essere riassunti in 3M come il libro poc’anzi citato: mente, metodo e tempo di gestione del denaro (management).

Una mente davvero brillante che non si limita ma elargisce le sue tante conoscenze e metodiche.

Trader professionista n°3:

Martin Schwartz

I trader più ricchi del mondo

Settantacinquenne ex capitano dei Marines dopo un Mba alla Columbia e l’attività di analista finanziario Martin Schwartz ha avuto alcuni periodi bui che però ha avuto modo di riscattare.

Lui è il classico esempio del trader che riesce a fare soldi in brevissimo tempo.

E’ riuscito a trasformare un capitale iniziale di 70.000 dollari in 100.000 dollari e da lì in un anno ha sestuplicato il suo patrimonio arrivando a 600.000 dollari. 

Egli ricorda come nei suoi tempi d’oro riusciva a guadagnare anche 70.000 dollari al giorno

Molta di questa ricchezza dipende dalla sua strategia di Day trading e dallo strumento su cui investe: le opzioni, che permettono molti guadagni ma sono anche molto rischiose.

Trader professionista n°4:

Ray Dalio

Non poteva non comparire nella nostra classifica anche Ray Dalio, 58 esimo nella lista Bloomberg delle persone più ricche del mondo con il suo patrimonio di 18 miliardi di dollari di cui ben 2 guadagnati nell’ultimo anno.

Ha fondato la Bridgewater Associates, che è l’hedge fund più grande al mondo tanto che oggi gestisce ben 180 miliardi di dollari.

Nella bridgewater vige la massima trasparenza infatti i suoi manager hanno la possibilità di acquisire quote dei fondi in totale libertà.

Dalio, di origini italiane, ha comprato le sue prime azioni all’età di 12 anni e dopo una laurea in finanza e un Mba ad Harvard ha seguito la sua passione lavorando come broker ed analista per importanti fondi. 

La sua strategia si basa sull’analisi fondamentale delle aziende e sulle analisi di dati macro economici come tassi di interesse e di inflazione.

Su queste analisi compra di volta in volta centinaia di titoli (azioni, valute, materie prime) che gli consolidano i ricavi e gli permettono di differenziare.

Anche Dalio come altri grandi miliardari è molto impegnato in diverse attività di beneficenza. 

Trader professionistan°5:

David Siegel

Non poteva mancare nella nostra classifica anche David Siegel che come altri ha studiato tanto per diventare quello che è oggi.

Dottorato in informatica conseguito al MIT e un lavoro al fianco di Jeff Bezos, Siegel è uno dei primi fondatori di un sito internet di servizi personali finanziari integrato.

Ma è soprattutto uno dei cofondatori di Two Sigma Investment uno dei primi hedge fund ad essere all’avanguardia della tecnologia nella presa delle scelte del trading.

Oggi infatti Two Sigma è tra le principali società ad utilizzare l’intelligenza artificiale e il machine learning nel trading.

La sua strategia non poteva dunque essere che technology based si basa infatti sul Time Sharing.

Questo è un approccio concorrente del sistema operativo all’uso delle risorse di elaborazione, attraverso il quale l’esecuzione o l’attività della CPU viene suddivisa in quanti o in intervalli temporali.

Ad oggi gestisce ben 39 milioni di dollari.

In aggiunta alle sue strategie vi consigliamo anche di leggere le sue teorie sull’influenza della tecnologia nella società che lo hanno portato a fondare Scratch e ad essere molto impegnato nella beneficenza.

Il suo attuale patrimonio è di 6,1 milioni di dollari.

Trader professionista n°6:

Larry Hite

Lui è considerato tra i padri fondatori del trading. 

Ha lavorato per anni presso la Brokerage House americana.

Ha alle spalle un passato un po’ non convenzionale per questa classifica.

E’ stato infatti promotore di musica rock nonché attore e sceneggiatore, ma a causa di una serie di incidenti nel 1968 dovette dedicarsi a fare l’agente di cambio. 

E’ solo dopo molto studio ed esperienza che nel 1981 ha aperto la sua società, la Mint Investment Management Company.

Le sue strategie di trading si focalizzano sulla gestione del rischio, con l’intento di ottenere delle performance importanti.

Mentre il suo strumento d’elezione sono le materie prime di cui è stato il più grande consulente al mondo

Oggi ha una posizione più tranquilla rispetto al passato ma non smette di fare il trader professionista e di essere attivo nella ricerca e nelle collaborazioni.

Con la sua Hite Capital Management ha elaborato svariati saggi di carattere formativo e scientifico in particolare sul trading sistematico.

Come altri è impegnato nel sociale in particolare nel settore dell’educazione.

Ma continuiamo il nostro viaggio su quanto guadagna un trader professionista con un altro nome fondamentale.

Trader professionista n°7:

Stanley Druckenmiller

Druckenmiller è stato dal 1988 al 2000 uno dei gestori per Soros per il Quantum Fund. 

Nato da una famiglia della classe media segue una formazione tradizionale: laurea triennale in letteratura inglese e una in economia. 

Lascia però il dottorato in economia per fare l’analista petrolifero per la Pittsburgh National Bank. 

Nel corso della sua vita e della sua carriera lavorativa grazie alla sua abilità e alle posizioni lavorative strategiche che ha occupato ha accumulato un capitale ingente e pari nel 2017 ai 4,4 miliardi di dollari.

La sua strategia di trading utilizza delle tecniche che riconoscono il top down.

Ex-presidente della Duquesne Capital si è sempre occupato di mercato azionario.

Mediante questa strategia l’analista esamina delle situazioni di mercato problematiche con l’intento di investire sull’ipotesi di adeguate soluzioni.

Ha posizioni corte e lunghe, inoltre su futures e opzioni si avvantaggia dell’effetto leva.

Chissà se sarà in grado di superare il maestro Soros.

Al momento la sfida è aperta anche sul fronte della beneficenza essendo stato uno dei maggiori donatori negli ultimi anni per cause benefiche e di ricerca.

Trader professionista n°8:

Jack D. Schwager

Schwager non è solo un trader professionista, ma è anche un economista, laurea alla Brown, e matematico di fama mondiale. 

Tiene svariate conferenze e seminari su tematiche legate ai numeri.

Il suo libro più famoso è “Market Wizards”.

Il suo patrimonio si stima sia sui 5 milioni di dollari ma l’elevata privacy e la sua riservatezza non consentono di approfondire quale sia il suo reale patrimonio.

Nei suoi libri si è occupato di parecchi argomenti tra cui commodities, analisi tecnica, hedge fund e altro.

E’ inoltre il fondatore di Fund Seeder che vi consigliamo vivamente di visitare per scoprire un lato nascosto e magico del mondo del trading. 

Come avete visto tutti hanno scelto un proprio settore, chi le valute, chi le materie prime o chi azioni ed opzioni.

Ciò che però accomuna ognuno di loro è la passione e lo studio che hanno dedicato a fare trading oltre alla voglia costante di mettersi alla prova. 

Loro sono l’elite di quel 10% di trader che hanno successo nel lungo termine.

Se, come si sente dire, fare trading è semplice, che lo possono fare tutti, allora la domanda che mi sorge è più che lecita:

Come mai solo il 10% dei trader riesce ad avere successo, ed essere profittevole nel tempo?

Questa è una domanda che all’inizio della mia carriera mi ha tenuto compagnia per molto tempo sino a quando ho scoperto e capito quello che ti sto per dire.

Come si diventa un Trader professionista:

Vediamo le caratteristiche che hanno in comune i trader professionisti,

prendendo spunto da questi tratti comuni, potrai anche tu migliorare il tuo modo di fare trading, salire di livello e migliorare nel lungo termine i tuoi risultati!

Ti stavo dicendo che oggi, statistiche alla mano, solo il 10% (se non anche meno) dei trader ha successo: analizziamo insieme questi dati.

Se ci pensi, in fondo, nelle pubblicità tutti ti dicono che fare trading è semplice, che guadagnare è semplice e che lo possono fare tutti in mezz’ora al giorno, o peggio, in soli cinque minuti al giorno.

Ma, allora, se fosse così semplice dovrebbero guadagnare non dico tutti, ma una buona fetta dei trader, e invece no, solo una piccolissima percentuale, ovvero meno del 10% riesce a guadagnare.

Spaventoso, non credi?

Se poi dobbiamo dirla tutta, di questo 10% possiamo dire che un buon e 7-8 % è sulla parità, diciamo che non guadagna ma non perde neanche, in termini tecnici si dice che sta a breakeven.

Infine, c’è una una piccolissima parte restante, quindi un 2-3 % che riesce a guadagnare buone cifre nel lungo termine.

Anche perché se ci rifletti bene, non è detto che uno guadagna e basta, bisogna vedere anche quanto guadagna, che risultati riesce ad ottenere.

Più sono alti i guadagni, più la percentuale dei trader  professionisti che riesce ad ottenerli si schiaccia in maniera veramente preoccupante verso lo zero!

Ma a questo quesito ho finalmente la risposta.

Infatti, la risposta è semplicissima !

Fare il trader è un mestiere, è un’attività difficile, ci vogliono competenze, ci vuole esperienza, ci vuole psicologia, testa e pazienza, insomma richiede un mix di competenze e modi di fare davvero completi.

Gli unici 3 approcci dei trader di successo:

E’ arrivato il momento di svelarti quali sono questi 3 approcci dei veri trader professionisti per poi passare alle 5 ed uniche competenze che devi avere per diventarlo.

Prima di iniziare ti basti pensare che, così come i trader che perdono condividono dei modi di fare sbagliati comuni, i trader di successo, a loro volta, condividono modi di fare e competenze comuni, che li portano al successo!

1 Approccio verso il successo

Il primo approccio fondamentale, secondo me, è che, il trader professionista tratta il trading non come un gioco, ma come un vero e proprio business, una vera  azienda, un’ impresa.

Ti ricordi quando ti ho parlato che per fare trading occorrono le stesse capacità necessarie per fare l’imprenditore?

I trader professionisti trattano il trading come una vera e propria azienda,

non lasciano niente al caso, curano tutti i dettagli, hanno un approccio professionale, hanno una strategia, hanno delle regole ben precise.

Hanno un vero e proprio approccio da imprenditori: nella loro azienda gli imprenditori di successo, cioè i trader, hanno l’obbiettivo di fare le operazioni in modo tecnicamente corretto.

Questo vuol dire che non si concentrano sui soldi, che sono soltanto il risultato finale, ma in realtà si concentrano sul processo che poi genera i risultati.

Io dico sempre che nel trading, i soldi, sono una naturale conseguenza di un ottimo lavoro svolto. 🙂

Questa relazione nel trading non è mai così scontata, perché le persone comuni fanno trading per guadagnare soldi.

Per cui si concentrano all’inizio per lo meno solo sui soldi e sul fatto che il conto sale o scende,

poi si fanno prendere dal panico, dalle emozioni e dall’avidità sbagliando tecnicamente.

2 Approccio verso il successo

I trader professionisti che approccio hanno?

I professionisti invece fanno l’opposto, sanno che i soldi sono il risultato, per cui si concentrano sul processo che porta a quel risultato.

Se realizzano bene il processo, allora il risultato sarà soltanto una diretta conseguenza.

Viceversa se ti concentri solo sui soldi e tralasci il processo tecnico indovina cosa succede?

Che perderai soldi e basta.

Fare bene il processo significa eseguire le operazioni in modo tecnicamente corretto,

una volta che hai stabilito delle regole, dei binari da rispettare, li dovrai seguire in modo rigoroso, senza uscire mai dal perimetro che ti sei delineato.

Fatto questo, nel lungo termine, i risultati saranno positivi, o comunque le probabilità che i risultati siano positivi saranno molto più elevate.

Diversi saranno i risultati se un giorno segui una strategia, il giorno dopo un’altra e così via;

oppure se segui una news e poi ancora un’altra, da lì non se ne esce più e il risultato inevitabilmente sarà una perdita garantita.

3 Approccio verso il successo

Il tempo

La dedizione

Lo studio

Questi 3 elementi sono legati tra loro, perché lo studio implementa la dedizione ed il tempo.

Il trader professionista dedica tantissimo tempo allo studio, alla pratica o all’analisi.

Tutto questo è finalizzato a migliorare sempre di più le proprie capacità tecniche.

Nel trading non c’è mai un punto d’arrivo, piuttosto, è bene dire che si cerca di migliorare sempre di più: per cui all’inizio si dedica tantissimo tempo allo studio,

poi al tempo per mettere in pratica quanto studiato,

ed infine si passa all’analisi.

Una volta fatta l’operazione, la stessa la devi analizzare, sia che sia in profitto sia in perdita,

solo così potrai capire dove hai sbagliato, o dove hai fatto centro per poter migliorare.

Capisci l’importanza dello studio e dell’analisi?

Serve per migliorare sempre di più il proprio modo ad approcciarsi e fare trading.

Nel momento in cui raggiungi ottimi risultati dovrai continuare a studiare e rimanere aggiornato,

non dovrai mai avere la presunzione di sapere tutto solo perché hai ottenuto delle performance ottime.

Il trading è un’attività che ti porta a studiare sempre.

Per diventare un trader professionista non devi necessariamente passare 10 o 16 ore al giorno davanti ai grafici,

1 o 2 ore al giorno durante le quali ti isoli da tutto e ti dedichi allo studio sono più che sufficienti,

passo dopo passo senza forzare le cose per arrivare al guadagno immediato.

Per farti capire io, ad esempio, la mattina mi sveglio sempre un’ora prima del normale,

mi leggo una ventina di pagine di un libro per apprendere sempre nuove cose di volta in volta,

e la nostra newsletter Il club degli investitori per avere un quadro completo su come si è mosso il mercato.

Le 5 competenze dei trader professionsti:

Il trader professionista conosce la materia a 360 gradi,

conosce l’analisi tecnica in tutte le sue sfaccettature e come funzionano i mercati.

In pratica vita morte e miracoli del settore specifico in cui opera.

Per esempio, se io faccio trading in azioni, conosco più il lato fondamentale delle singole aziende rispetto magari ad un trader che fa trading sul forex che conosce di più l’aspetto legato ai cambi valutari.

Devi però avere una conoscenza inevitabilmente a 360 gradi,

una conoscenza che non finisce mai perché c’è sempre da imparar e perché i mercati cambiano.

La strategia!

L‘ho sempre detto, l’ho sempre sottolineato, bisogna avere delle regole precise!

I trader professionisti hanno delle regole precise, e queste sono i binari che li guidano nel loro percorso.

Attraverso la discrezionalità puoi solo spostarti leggermente dal tracciato dei binari stessi,

sono le regole che ti sei dato ti permettono di muoverti in un campo limitato che ti impediscono di fare errori di cui poi magari ti penti, oppure che possono rovinare il tuo capitale!!

Avere delle regole precise è quindi fondamentale ma soprattutto è importantissimo rispettarle in qualsiasi condizione di mercato ti trovi.

Le regole vanno rispettate sempre, 

non è un caso che durante l’ultimo crollo dei mercati sono rimasto  sempre fermo sulle regole che ho stabilito,

senza modificare la posizione degli stop, nonostante magari i miei clienti o gli utenti del gruppo chiedevano di modificare gli stop o addirittura di eliminarli!

Se i mercati crollano devi avere i tuoi binari che ti permettono di non farti prendere dalle emozioni,

i tuoi binari sono come un salvagente.

La gestione del rischio:

Devi avere sia regole operative, sia regole nella gestione del rischio !!

Gestione del rischio significa gestire il capitale, mettendolo il più possibile al riparo da eventi imprevisti.

Se la strategia rappresenta i binari della tua strada,  la gestione del rischio può essere vista come i limiti di velocità.

Capisci il paragone? Cerco di spiegarmi meglio perché ci tengo che tu capisca questo step fondamentale.

La gestione del rischio ti dice proprio questo: tu non devi superare una velocità in un determinato contesto.

Se non li rispetti, e quindi magari ti lanci a 200 km all’ora in centro città ti fai quasi sicuramente del male,

se sei più fortunato ti prendi almeno una multa, ma potresti rischiare di non prenderla neanche la multa e di schiantarti magari contro un muro!!!

Pertanto la gestione del rischio va vista un po’ come i limiti di velocità che dovrai sempre rispettare.

La psicologia

La psicologia è un altro elemento importante che sanno gestire bene i trader  professionisti.

La cosa da sottolineare non è che i trader non provano emozioni,

non sono dei computer, provano emozioni ma sanno riconoscerle e sanno anche controllarle.

Prendiamo me come esempio: io mi rendo pienamente conto quando sono euforico, quando sono impaurito oppure quando sono ansioso,

ma riesco anche a controllare le mie emozioni visto che le riconosco!

Se so che se sono stressato, ad esempio, allora dovrò guardare meno i mercati,

se mi sento euforico devo staccare un po’ la spina perché potrei fare troppe operazioni oppure potrei prendermi dei rischi troppo alti.

Così come quando ho paura, so che non devo perdere opportunità per paura, ma devo controllare sempre che i parametri della strategia siano rispettati e fare le operazioni anche quando ho paura a patto che rispettino i parametri della mia strategia.

I trader professionisti quindi riescono a gestire pienamente le emozioni.

Un principiante solitamente si fa prendere dalle emozioni,

passa all’overtrading e quindi inizia a fare più operazioni di quante dovrebbe, non ha pazienza, ha paura oppure è euforico e alterna questi stati d’animo e alla fine esce di testa!!!

L’esperienza

Inevitabilmente si guadagna col tempo, con il numero di operazioni eseguite sul mercato.

L’esperienza permette di mettere sul piatto anni di pratica e può essere davvero di grande aiuto.

Può essere molto utile per gestire le situazioni straordinarie quali il crollo dei mercati.

Inevitabilmente quando ci sono questi crolli, chi ha iniziato a far trading da poco, sicuramente si fa subito prendere dal panico.

In questi casi, gli inesperti cominciano a fare le operazioni a caso, perché cominciano a comprare o vendere sulla base delle loro sensazioni, dei loro dubbi o peggio ancora delle loro speranze.

Ricordi della crisi del 2008-2009…

Sono esattamente questi stati d’animo che mi fanno venire in mente la crisi del 2008-2009, gli anni in cui avevo appena iniziato a far trading.

Di colpo mi sono tornate in mente quelle sedute dove i mercati perdevano il 5% un giorno, poi facevano il +4% il giorno dopo, e poi ancora perdevano il 6% il giorno dopo ancora!

In questi casi è necessario ricordarsi di non fare più operazioni di quelle che dovresti fare perché esistono queste fasi nervose del mercato che non durano a lungo.

Quindi, l’unica scelta saggia è quella di far sfogare il mercato e rimanere alla finestra mentre il mare è in tempesta, e poi rientrare appena la situazione si calma e si riesce a interpretare di nuovo correttamente il mercato stesso.

Ecco perché ci tengo a ribadire l’importanza dell’esperienza e la piena gestione delle emozioni soprattutto in queste delicate fasi di mercato.

E’ vero capita anche a me di subire qualche perdita, qualche stop loss, (perché dovrei nasconderlo?).

Ma le mie perdite sono limitate e non faccio gli errori che ho fatto dieci anni fa, quando continuavo a comprare mentre i mercati scendevano e alla fine per ben due volte ho azzerato il conto !!!

I 3 approcci dei traderprofessionisti, quindi, quali sono?

  • Trattano il trading come un vero e proprio business.
  • Sono focalizzati sull’eseguire bene il processo perché poi i risultati saranno una diretta conseguenza.
  • Dedicano tantissimo tempo e tantissima dedizione allo studio e alla pratica.

Le 5 competenze sono:

  • La conoscenza a 360 gradi dell’argomento.
  • Avere una strategia tecnica ben definita e precisa, fatta da regole precise.
  • Essere in possesso un rigoroso controllo del rischio.
  • Possedere una forte resistenza psicologica, quindi saper riconoscere le emozioni e di conseguenza saperle controllare.
  • Hanno l’esperienza che si guadagna con il tempo e con la pratica!

Ed ora arriviamo al sodo con la fatidica domanda: “Ale, ma quanto guadagna realmente un trader professionista?

La risposta come spesso accade è dipende , qualsiasi valore assoluto viene detto è comunque sbagliato perché fare il trader non significa essere dei dipendenti ed avere uno stipendio fisso.

L’attività di trading e degli investimenti è un’attività rischiosa per definizione e incerta come una qualsiasi altra impresa.

Questa frase mettitela bene in testa e stampatela a caratteri cubitali 🙂

Per un dipendente è più semplice perché firmi il contratto da 1.500 euro al mese per un tempo indeterminato, e sai che nei prossimi mesi guadagnerai 1500 euro.

Per un Trader professionista non è cosi

Tutti gli imprenditori guadagnano cifre diverse ogni anno, ogni mese, ogni decennio, quindi questo è il primo concetto da capire.

Ti puoi mettere degli obiettivi percentuali?

Io direi di no.

Il concetto più importante da capire è che il rendimento che un trader ottiene, dipende dalla fase di mercato in cui si trova e dal rischio che sostiene.

Io posso dirti che un trader professionista guadagna il 100% l’anno e a fianco c’è un altro professionista che ha fatto negli ultimi anni il 20% l’anno, uno dice che quello che ha fatto il 100% l’anno è più bravo di quello che ha fatto il 20% l’anno.

Ma non è detto che sia cosi perché quello che ha fatto il 20% medio annuo potrebbe aver sostenuto dei rischi molto più bassi rispetto a quello che ha fatto il 100%.

Il rendimento è in funzione del rischio, per cui più alto è il rischio che sostieni più potrebbe essere elevato il tuo rendimento.

Ma attenzione perché potrebbero essere anche maggiori le perdite e quindi più è alto il rischio che sostieni e più possibilità hai di bruciarti il capitale, perché devi tener conto della solita equazione che è “a rischio zero corrisponde rendimento zero”.

Non alzare il rischio nella tua operatività

Per provare ad avere dei rendimenti positivi chiaramente dovrai andare ad alzare l’asticella del rischio, ma alzare l’asticella del rischio non comporta per forza che, se rischio 1, allora ottengo 5, e poi se rischio 10 ottengo 50.

Capisci cosa voglio dirti?

Il concetto non è che se guadagno rischiando poco poi se rischio ancora di più allora guadagno ancora di più perché poi all’aumentare del rischio aumentano anche le possibilità che mi vado a bruciare il conto.

L’industria dei broker…

Tutta l’industria dei broker in questi anni ha girato intorno al concetto di utilizzare la leva.

Perché utilizzando la leva puoi investire soldi che non hai e quindi con 100 euro investi come se fossi un investitore da 100 mila euro.

Pronto a scoprire la dura realtà?

La realtà dei fatti è che se tu hai 100 euro e investi come uno che ne ha 100.000 a bruciarti il conto ci metti un attimo.

Il consiglio generale è quello di non pensare ad avere un rendimento fisso.

Anche se ti imposti degli obiettivi bassi, è comunque sbagliato, perché se ti fissi un rendimento del 10% all’anno chiaramente utilizzerai una gestione del rischio prudente,

viceversa, se ti fissi di fare il 100% all’anno dovrai necessariamente utilizzare una gestione del rischio più aggressiva.

Facciamo un esempio di ipotetico guadagno per un trader professionista

Supponiamo che ti poni di raggiungere il 20% quest’anno ma, dopo dieci mesi, ti accorgi di essere in negativo, oppure, magari, di essere in positivo del 2%, che cosa devi fare?

Il 18% in due mesi.

E per fare il 18% in  due mesi devi aumentare il rischio e quindi magari rischi di bruciarti il conto.

Ti è più chiaro adesso?

Questa è una cosa che è successa anche a me personalmente quando abbiamo introdotto i servizi target che adesso abbiamo tolto.

In passato abbiamo avuto sempre rendimenti superiori anche al 70/80% lordi con la mia gestione del rischio, allora, fissiamo ad esempio un rendimento dell’80% che fino adesso è sempre stato raggiunto.

Cosa succede?

Parte l’anno, i mercati sono in laterale e poi sono scesi.

Quindi, pochi spunti, situazioni in cui la strategia non lavorava benissimo.

In pratica, mi sono ritrovato dopo tre mesi che eravamo in perdita,  a cercare un modo per arrivare all’80%.

Qual era questo modo?

Dovevo alzare il rischio.

Ma, alzando il rischio mi sono esposto di più in una fase di mercato difficile e quindi ho aumentato le perdite.

Nel momento in cui ho capito questo meccanismo, fortunatamente sono stato abbastanza lucido, da dire ai mie clienti, che un conto è il raggiungimento del target obiettivo, un altro è rischiare di bruciarsi il conto.

Quindi riduco il rischio, e solo quando il mercato tornerà in una fase positiva allora sarei tornato a fare i miei rendimenti.

Che risultato ho ottenuto?

Il risultato è stato che riducendo il rischio e facendo passare il tempo, alla fine, ho recuperato un drawdown del 17%, raggiungendo un picco lordo di quasi il 30% di profitto.

Il passaggio da una fase di drawdown a una fase di profitto è stato generato dal mercato.

Perché la strategia è sempre la stessa, quindi è molto importante che tu sappia che i rendimenti li da il mercato, noi non possiamo controllare i rendimenti, l’unica cosa che possiamo controllare è il rischio.

Come guadagna un trader professionista?

Ci sono professionisti che riescono ad avere profitti molto alti ogni mese, ma il punto qual è?

Che stanno tutto il giorno davanti al computer a speculare e hanno delle competenze incredibili.

Diventando proprio un’attività a tempo pieno che poi ti consuma dall’esterno, infatti la maggior parte di questi dopo anni e anni che mantengono questo continuo stress fisico e mentale decidono di smettere.

Il vantaggio di diventare investitore

Il vero vantaggio dell’investire è che il capitale viene fatto crescere col tempo.

Ma se io devo stare tutto il giorno davanti al pc a comprare e vendere allora diventa un’attività che sta consumando il mio tempo.

Se, invece, viene sviluppata una propria strategia di trading, che ti permette di investire il tuo capitale e tenerlo investito per settimane e mesi accade che il tempo che dedicherai a quest’attività sarà ridotto a poche ore al giorno nel fine settimana.

Questo perché dovrai analizzare i mercati rispettando esattamente i parametri della tua strategia che ti può dare dei rendimenti nel medio/lungo termine.

Ma il più grande vantaggio è che vai a dimezzare (se non di più) lo stress fisico e psicologico, rimanendo sempre lucido mentalmente,

riducendo gli errori e gestendo in modo professionale il tuo capitale senza rischiare di perdere tutto a causa dello stress elevato.

Prima di iniziare ad investire, poniti sempre queste domande:

Quanto rischio sono disposto a sostenere?

Nello specifico, quanto devo rischiare?

Infine, quanto posso rischiare?

Attenzione perché sembrano domande uguali ma sono diverse 🙂

Devi avere una strategia corretta, devi gestire il capitale in maniera corretta, prenderti giusti rischi e poi i rendimenti futuri te li darà il mercato.

Mi raccomando devi sempre porti la giusta domanda perché se ti poni le domande sbagliate avrai sicuramente delle risposte sbagliate.

E qualora non volessi fare il trader professionista ricorda che ci sono diversi sbocchi nel mondo della finanza.

Se pensi al trader o alla finanza cosa ti viene in mente?

Quando pensiamo al mondo della finanza e della figura del trader pensiamo ad un mondo complesso e spietato quanto ricco e affascinante.

Se pensi a dei film sulla finanza, sicuramente ti verrà in mente il grande classico Wall Street di Oliver Stone o i più recenti The Wolf of Wall Street o La Grande Scommessa,

questi film hanno alimentato ulteriormente questo alone di fascino e cinismo spietato.

Quanti di voi si sono fomentati nel vedere la vita da trader finanziario di Leonardo di Caprio nel film il Lupo di Wall Street?

Alzate le mani su!

Quanti di voi avrebbero voluto fare la vita da trader di Leonardo Di Caprio… prima che lo buttassero in carcere?

Su le mani!

Ecco, se vi state già leccando i baffi pregustando di fare quella vita, vi faccio tornare subito alla realtà perché quella professione, fatta in quel modo, non esiste.

È solo un’americanata per far divertire gli spettatori.

È uno spettacolo cinematografico.

Che poi non si può parlare neanche di professione perché di fatto è una truffa.

E quindi a meno che non vogliate fare i truffatori, fare una vita del genere non esiste.

Cioè in linea di principio potreste anche farlo… finché non vi buttano dentro.

Com’è successo al protagonista del film, che per chi non lo sapesse, ricordo che è tratto da una storia vera.

Lavorare nella finanza

Se non volete focalizzarvi solo sulla figura del trader prfoessionista ma volete lavorare nel settore della finanza, qualunque sia il lavoro che vogliate fare, mettetevi in testa che non farete mai quella vita e che ci sarà tantissimo da lavorare e da studiare.

Sicuramente vi toglierete delle grandi soddisfazioni personali e professionali, ma scordatevi tutti quegli eccessi.

Gli unici eccessi che avrete saranno le ore chiusi in ufficio.

Che comunque se si ama il proprio lavoro non sono mai troppo pesanti.

La finanza è diventato uno degli elementi centrali nelle società di tutto il mondo e sono aumentate tantissimo le richieste di figure professionali specializzate in questo ambito.

Banche, aziende o intermediari hanno dovuto fare i conti in passato con personale poco esperto e specializzato e oggi con sempre maggiore frequenza pubblicano annunci di lavoro ben mirati alla ricerca di specifiche competenze.

Ogni volta che apro il mio profilo Linkedin è sempre pieno zeppo di offerte di lavoro da tutto il mondo in ambito finanziario.

E chiaramente non finiscono qui.

Se scendessi nella pagina ce ne sono decine e decine.

Se volessi cambiare lavoro, oggi avrei solo l’imbarazzo della scelta.

Per far fronte a questa richiesta sono nati anche in Italia molti corsi professionali, universitari e master specifici nei vari settori.

Il Trader Professionista

E’ un operatore che lavora sui mercati finanziari per conto proprio o per banche d’affari e società finanziarie.

Il suo compito è quello di speculare acquistando e vendendo strumenti finanziari in borsa.

La retribuzione per questo tipo di attività dipende molto dai risultati che si ottengono in quanto spesso i trader sono pagati con fissi più bonus.

Nelle annate buone posso avere degli stipendi altissimi, ma in quelle cattive, molto spesso vengono sbattuti fuori.

Se lavorano per conto proprio, non possono essere licenziati, ma non si può parlare in questo caso di retribuzione annua.

Il trader come attività imprenditoriale

Il trader per conto proprio è più un’attività imprenditoriale con tutti i rischi e i benefici che possono derivarne.

I profitti dipendono sicuramente dal capitale a disposizione e da quanti rischi si prendono.

Molto spesso comunque, più del 90% delle volte, i trader autonomi finiscono a gambe per l’aria.

Quelli che lavorano per banche e società terze hanno un tasso di fallimento più basso perché sono comunque più controllati e gli viene imposto un rigoroso controllo del rischio.

Queste sono solo alcune delle professioni più richieste, chiaramente ce ne sono anche altre, ma per adesso non andiamo oltre.

Ah dimenticavo, quelle di cui abbiamo parlato sono retribuzioni italiane.

Andando all’estero, a parità di ruolo, le retribuzioni salgono vertiginosamente. E non è raro trovare un equity analyst che guadagna più di 300.000€.

Ora che sapete cosa comporta essere un trader professionista, come pensate di procedere?

Trasformati in un vero trader con il percorso da 0 a finalmente Trader, senza commettere quei terribili (e costosi!) errori che io stesso ho commesso 10 anni fa!.

Alessandro Moretti

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