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Tasso di disoccupazione, cosa misura e a cosa serve?

30 Giugno 2020

Il tasso di disoccupazione è la quota della forza lavoro senza un impiego espressa in percentuale                (percentuale di disoccupazione).

Per capirlo meglio facciamo un passo indietro e vediamo la situazione a livello macro dove in ordine abbiamo:

  1. POPOLAZIONE: rappresenta la popolazione totale di una nazione

  1. POPOLAZIONE ATTIVA: tutta la popolazione >15 anni di età

  1. FORZA LAVORO: parte lavorante della popolazione attiva

  1. INATTIVI: persone che fanno parte della popolazione attiva ma non cercano lavoro

A sua volta possiamo dividere la forza lavoro in 2 micro categorie:

  1. OCCUPATI: persone che stanno lavorando

  1. DISOCCUPATI: persone momentaneamente senza lavoro ma in cerca

Cos’è il tasso di disoccupazione?

Il tasso disoccupazione è dunque il rapporto tra disoccupati e forza lavoro.

È un indicatore di che generalmente aumenta o scende a seguito delle mutevoli condizioni economiche invece di anticiparle.

  • Quando l’economia è sottotono e i posti di lavoro sono scarsi, il tasso di disoccupazione tende ad aumentare;

  • Quando l’economia cresce ad un tasso sano e i posti di lavoro sono relativamente abbondanti, il tasso di disoccupazione può registrare un ribasso.

In Italia il tasso di disoccupazione è calcolato mensilmente, trimestralmente e a livello annuale dall’Istat.

La rilevazione campionaria ISTAT sulle Forze di Lavoro rappresenta la principale fonte di informazione statistica sul mercato del lavoro.

Statistiche disoccupazione Italia: Ecco i dati sul territorio Italiano.

Considerazioni

Per tutti è forse chiaro che la crescita dei tassi di disoccupazione rappresenta un segnale negativo,

ma non è detto che sia diffusa la consapevolezza su cosa significhi esattamente un tasso al 10% rispetto a uno al 7%.

Per quanto riguarda la questione del lavoro, in verità vanno considerati due voci: il tasso di disoccupazione e il tasso di occupazione.

L’utilizzo di queste voci è sicuramento uno strumento imperfetto per analizzare lo stato di salute lavorativa di un paese, ma aiuta ad orientarsi tra i numeri.

Il tasso di disoccupazione in Italia è attualmente al 6,3%. e, ogni punto di disoccupazione vale circa 250 mila persone in cerca di lavoro.

Il tasso di occupazione, invece, è al 57,9%. Qualcosa, all’occhio del lettore meno esperto, non quadrerà.

La somma tra i due tassi non fa cento. Come è possibile?

 La verità è che non può fare cento.

Questo perché, molto banalmente, il tasso di disoccupazione non indica la percentuale di disoccupati sul totale della popolazione e

il tasso di occupazione non indica la percentuali di occupati sul totale della popolazione.

Come abbiamo visto inizialmente, Il tasso di disoccupazione è il rapporto, in percentuale,

tra il numero di coloro che cercano lavoro e il totale della forza lavoro, mentre

Il tasso di occupazione è il rapporto, in percentuale, tra il numero degli occupati e il totale della popolazione.

Alla luce di queste definizioni, è possibile cogliere un limite e cioè che il tasso di disoccupazione esclude molti “disoccupati”. Questo perché il conteggio riguarda solo chi, tra i disoccupati, sta cercando lavoro.

Vi sono poi i “quasi lavoratori”, ossia coloro che, pur avendo un’occupazione, vivono sotto la soglia di povertà.

Insomma, dai numeri non emerge neanche la qualità del posto di lavoro, che rimane però un dato importante per analizzare e monitorare le tendenze e le speranze di crescita economica.

Questo tema peraltro riguarda tutti paesi europei come per esempio la Germania,

dove la significativa quantità di mini lavori contribuisce non poco ad abbassare il tasso di disoccupazione che va nelle classifiche ufficiali.

Davide Cassaghi

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