TASSAZIONE NEL TRADING

Come dichiarare i redditi nel trading

I redditi provenienti dall’attivitá di trading sono inquadrabili nella piú ampia categoria delle “plusvalenze di natura finanziaria”.

Il sistema tributario italiano prevede che l’applicazione dell’imposta possa avvenire in base ai seguenti regimi tra i quali il contribuente puó liberamente scegliere:

·      Regime dichiarativo: le plusvalenze, al netto delle minusvalenze realizzate nello stesso anno o di quelle riportate da anni precedenti, purché entro il quarto, dovranno essere riportate nella dichiarazione fiscale per la liquidazione della relativa imposta;

·      Amministrato: la liquidazione e il versamento dell’imposta dovuta saranno effettuati dal sostituto d’imposta (banca o broker), esonerando in questo modo il contribuente da qualsiasi adempimento;

·      Gestito: viene applicato nel caso delle gestioni patrimoniali.

TASSAZIONE NEL TRADING IN REGIME DICHIARATIVO

Di seguito vengono approfonditi alcuni aspetti relativi alla determinazione dell’imposta nel regime dichiarativo, con la precisazione che nei regimi amministrato e gestito le stesse procedure vengono poste in essere dal sostituto d’imposta che si occupa degli adempimenti per il contribuente.

É utile precisare che, mentre tutte le banche nazionali consentono l’opzione per il regime amministrato, alcuni broker finanziari internazionali non sono sostituti d’imposta e pertanto non consentono tale opzione. In tali casi dovrá essere necessariamente scelto il regime dichiarativo.

Determinazione delle plusvalenze, riporto delle minusvalenze e determinazione dell’imposta

Il contribuente che intende optare per il regime dichiarativo dovrá compilare il quadro RT del Modello Unico.

La plusvalenza, o capital gain, rappresenta la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto, aumentato degli oneri quali le commissioni; se tale differenza é negativa l’operativitá ha realizzato una minusvalenza, o capital loss.

COME SI DICHIARANO LE PLUSVALENZE?

Le plusvalenze devono essere indicate al netto delle minusvalenze realizzate nello stesso anno d’imposta e certificate da un intermediario.

Nel caso in cui l’ammontare delle minusvalenze sia superiore a quello delle plusvalenze, l’eccedenza puó essere portata in deduzione, fino a concorrenza, delle plusvalenze realizzate nei periodi d’imposta successivi ma non oltre il quarto.

E a condizione che tali eccedenze siano indicate nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale le minusvalenze si sono realizzate.

Le modifiche dell’aliquota di tassazione delle plusvalenze di cui si dirá tra poco comporta che le eccedenze delle minusvalenze certificate da un intermediario saranno deducibili in quote a seconda del momento in cui sono state realizzate come segue:

·      48,08% se realizzate in un regime di tassazione al 12,5%(fino al 31 dicembre 2011);

·      76,92% se realizzate in un regime di tassazione al 20% (fino al 30 giugno 2014).

L’aliquota della tassazione delle rendite finanziarie, da applicarsi alla base imponibile costituita dalle plusvalenze nette come sopra illustrata, ha subito le seguenti modifiche nel corso degli ultimi anni:

·      Fino al 31 dicembre 2011: 12,5%;

·      Dal 1^ gennaio 2012 al 30 giugno 2014: 20%;

·      Dal 1^ luglio 2014: 26%

Per i dettagli si rinvia alle istruzioni del Modello Unico (www.agenziaentrate.it) e alle indicazioni dei consulenti fiscali.


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LA TOBIN TAX

A partire dal 1 marzo 2013 é stata istituita un’imposta sulle transazioni finanziarie.

La cosiddetta “Tobin Tax” si applica ai trasferimenti di proprietà di azioni e strumenti partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato.

Nello specifico saranno soggette alla tassa tutte le transazioni (a carico del solo acquirente) su azioni di Società italiane quotate aventi capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro (al 30 Novembre di ogni anno).

A prescindere dal paese dal quale proviene l’ordine o del mercato in cui tali società sono quotate. Sono soggette a Tobin Tax tutte le società non quotate sui mercati regolamentati anche se sottocapitalizzate.

Inoltre, anche per gli strumenti derivati aventi come sottostante le società di cui sopra, a partire dal 1 settembre 2013 è stata prevista l’applicazione della Tobin Tax.

Aliquote e modalità di applicazione

L’aliquota prevista per le transazioni su azioni dal 2014 è quello dello 0,10% sul controvalore del saldo netto positivo di fine giornata.

L’applicazione della tassa, per le sole azioni, avviene sul saldo netto di fine giornata relativo allo stesso strumento finanziario, vale a dire per le sole operazioni che a fine giornata generano un saldo positivo rispetto al saldo del giorno precedente.

Di conseguenza la tassa non verrà applicata sulle operazioni aperte e chiuse nella stessa giornata.

Alla negoziazione in Marginazione vengono applicate le stesse aliquote dell’operatività ordinaria.

Sono escluse dall’applicazione della Tobin Tax:

·      tutte le operazioni in leva chiuse nella stessa giornata di apertura o in Marginazione Intraday;

·      Tutte le operazioni su mercati esteri (ad eccezione del mercato francese o di acquisto di azioni su mercato estero di società italiane con capitalizzazione superiore a 500 Milioni al 30/11/2012);

·       Fondi, sicav, Obbligazioni, ETF, ETC e Valute (Forex);

·      I trasferimenti di proprietà delle azioni di società quotate aventi capitalizzazione  media inferiore a 500 mln di euro nel mese di novembre dell’anno precedente quello in cui avviene il trasferimento di proprietà.

Modalità di accertamento e versamento

L'imposta relativa alle transazioni concluse in ciascun mese deve essere versata mensilmente, entro il 16° giorno del mese successivo, utilizzando i codici tributo istituiti dall’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it)

Derivati

Per quanto riguarda i derivati che abbiano come sottostante indici o azioni italiane (Futures, Opzioni, CFD, warrants, covered warrants e certificates), la tassa è entrata in vigore dal 1^ Settembre 2013.

L’aliquota è determinata in misura fissa e varia a seconda del tipo di strumento e del valore del contratto; è applicata sia sulle transazioni di acquisto che di vendita, sia intraday che multiday e colpisce sia il compratore che il venditore.

Come si calcola il valore nozionale dell’operazione ai fini del l’applicazione dell’imposta

·      Per i contratti futures su indici, il numero di contratti moltiplicato per il numero di punti indici in base ai quali è quotato il contratto per il valore assegnato al punto indice;

·      Contratti future su azioni, il numero di contratti standard moltiplicato per il prezzo del future per la dimensione del contratto;

·      Le opzioni su indici, il numero di contratti moltiplicato per il prezzo del contratto (premio) espresso in punti indice moltiplicato per il valore assegnato al punto indice;

·      Opzioni su azioni, il numero di contratti moltiplicato per il prezzo del contratto (premio) moltiplicato per la dimensione del contratto;

·      Altre opzioni, il premio pagato/ricevuto per la sottoscrizione del contratto;

·      I warrants/covered warrants/certificates, il numero di warrants/covered warrants/certificates, acquistati, sottoscritti o venduti moltiplicato per il prezzo di acquisto o vendita;

Imposta sulle transazioni finanziarie per strumenti finanziari

Nella tabelle che seguono viene riportata la misura dell'imposta prevista per i diversi strumenti finanziari, espressa in euro, a carico di ciascuna controparte.
Per le negoziazioni su mercati regolamentati, essa è pari a un quinto di quella richiesta per gli scambi su mercati non regolamentati.

La Tobin Tax non è deducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

OBBLIGHI DI MONITORAGGIO FISCALE: QUADRO RW

Nel caso in cui l’attività di trading sia svolta per il tramite di un broker finanziario avente sede all’estero, potrebbe verificarsi la necessità di adempiere agli obblighi di monitoraggio fiscale con l’obbligo conseguente di compilazione del quadro RW del Modello Unico.

Il quadro RW deve essere compilato, ai fini del monitoraggio fiscale, dalle persone fisiche residenti in Italia che detengono investimenti all’estero anche ai fini della liquidazione dell’Imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero (IVAFE).

L’obbligo di monitoraggio non sussiste per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 10.000 euro; resta fermo l’obbligo di compilazione del quadro laddove sia dovuta l’IVAFE.

Questo obbligo sussiste anche se il contribuente nel corso del periodo d’imposta ha totalmente disinvestito.

In merito all’obbligo di compilazione del quadro RW di monitoraggio fiscale in conseguenza del rapporto con un broker estero, a differenza di quanto previsto dalla normativa in vigore fino al 31 dicembre 2012, ai fini dell’esonero “non è più sufficiente che i flussi finanziari e i redditi delle attività oggetto di monitoraggio siano stati riscossi per il tramite di intermediari residenti, essendo stabilito che l’esclusione da monitoraggio è subordinata anche all’applicazione del prelievo da parte del soggetto che interviene nella riscossione dei predetti flussi …..mediante l’applicazione dell’imposta sostitutiva nell’ambito dei regimi del risparmio amministrato o gestito“ (Circolare Agenzia Entrate 23 dicembre 2013 n. 38/E/2013 pag. 55).

Nel caso in cui il broker non consenta l’opzione per il regime amministrato, pertanto, non essendo più previsto l’esonero in caso di assenza di sostituzione d’imposta, non paiono esserci più dubbi in merito all’obbligatorietà della compilazione del quadro RW.

IVAFE (imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero)

L’imposta, calcolata sul valore dei prodotti finanziari e dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione, è pari all'1 per mille annuo per il 2012, all'1,5 per mille per il 2013, e al 2 per mille a decorrere dal 2014.

Per i soli conti correnti e i libretti di risparmio detenuti all’estero – diversi da un conto di corrispondenza con un broker finanziario – l’imposta è stabilita nella misura fissa di 34,20 euro per ciascun conto corrente o libretto di risparmio detenuti all’estero.

Il valore dei prodotti finanziari è costituito dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui le stesse sono detenute, anche utilizzando la documentazione dell’intermediario estero di riferimento per le singole attività o dell’impresa di assicurazione estera.

Se al 31 dicembre le attività non sono più possedute, si fa riferimento al valore di mercato rilevato al termine del periodo di possesso.

Per le attività finanziarie che hanno una quotazione nei mercati regolamentati deve essere utilizzato questo valore.

Anche tale imposta si liquida nella dichiarazione Modello Unico (quadro RW) e si versa con le modalità previste per le altre imposte.

NOTA CONCLUSIVA: IL QUADRO FORNITO IN QUESTA PAGINA COSTITUISCE UNA RAPPRESENTAZIONE GENERALE DELLA FISCALITA’ NELL’AMBITO DEL TRADING MA NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UNA TRATTAZIONE ESAUSTIVA SULL’ARGOMENTO E NON TIENE CONTO DELLE SPECIFICITA’ DELLE SINGOLE SITUAZIONI.

PER ADEMPIERE AL MEGLIO A TUTTI GLI OBBLIGHI PREVISTI DAL NOSTRO ORDINAMENTO E APPROFONDIRE L’ARGOMENTO CONSIGLIAMO PERTANTO AI NOSTRI CLIENTI DI CONTATTARE IL CONSULENTE DI FIDUCIA.

Buon Trading

Alessandro Moretti

 

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    2 replies to "Tassazione nel trading: Come dichiarare i redditi del trading"

    • Al

      Sono totalmente a digiuno dell’argomento, e quindi chiedo scusa se la domanda è stupida: non ho capito se la TOBIN TAX nel caso di regime amministrato è pagata automaticamente dalla banca.

      • A. Moretti

        In regime amministrato pensa a tutto la banca 😉

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