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Stop loss trading cos’è e come posizionarlo?

6 Luglio 2020

Lo stop loss nel trading, uno strumento indispensabile per qualsiasi Trader!

Si tratta di un ordine che imposteremo su un determinato livello di prezzo in modo tale che il sistema chiuda automaticamente l’operazione qualora i prezzi dovessero andare contro la nostra direzione raggiungendo il livello che abbiamo prefissati sul grafico.

E’ uno strumento fondamentale per qualsiasi trader perché rappresenta un ordine automatico che ti fa chiudere il trade in maniera meccanica, senza dover prendere delle decisioni “soggettive”.

Uno dei più grandi problemi dei trader è proprio quello di non riuscire a subire perdite.

Quando una posizione va in perdita diventa molto difficile premere il tasto “vendi”, questo perché, a livello emotivo, risulta molto complesso dover accettare una perdita, significherebbe dover ammettere di aver sbagliato.

Impostando uno stop loss è la piattaforma a compiere l’operazione e quindi non dobbiamo prendere noi la decisione, ma sarà il software a prenderla.

Stop Loss: Pratiche e Suggerimenti

L’idea di piazzare uno stop loss è piuttosto semplice ma scegliere il posto giusto per impostare uno stop loss non lo è altrettanto.

Da un lato, si tratta di scegliere un livello di prezzo oltre il quale un trend perde di validità;

D’altra parte, a seconda della complessità del vostro approccio di trading, potrebbe essere necessario per via delle vostre stesse operazioni, specialmente se state scaricando posizioni parziali o se state operando su più mercati contemporaneamente.

Questo è ciò di cui discuteremo in questo articolo: le cosiddette “best practices“, suggerimenti su cosa è possibile fare per migliorare potenzialmente la propria strategia di stop-loss, cose da evitare quando si impostano e perché.

Come utilizzare gli Stop Loss (SL)

Posiziona il tuo stop loss prima di posizionare il tuo Take Profit (TP)

Quando apriamo un trade, il mercato, può fare solo una delle due cose: andare su o andare giù.

Se sale (e sei long, quindi rialzista, credi cioè che il prezzo tenderà a salire), allora la posizione, una posizione vincente, proseguirà fino a quando non imposterai il ​​tuo livello di “take profit”.

Se scende, devi assicurarti che non scenda al di sotto del tuo limite di rischio, che non ti faccia perdere cioè più di quanto non sei disposto a perdere.

Proprio per questa ragione le operazioni in profitto richiedono meno attenzioni e possiamo, anzi, dobbiamo lasciarle correre, mentre le operazioni in perdita devono essere gestite con più attenzione.

Di conseguenza posizionare il tuo stop loss prima di fissare il tuo take profit è una pratica più che consigliata.

Nella maggior parte degli scenari di trading, il tuo obiettivo di profitto è più lontano del tuo livello di stop loss, avrai cioè un rapporto rischio rendimento (R/R) favorevole.

Nel più classico degli scenari, in un operatività basata sui breakout, un R/R di 1/3 ti “guiderà” a mantenere un rischio 1 a fronte di un potenziale guadagno di 3 volte tanto.

Per tale motivo potrebbe volerci più tempo prima che il prezzo raggiunga il tuo obiettivo, mentre l’attivazione dello stop loss potrebbe arrivare prima se il tuo trade non dovesse andare nella direzione sperata.

 

Gestire la tua attività di trading

Non è possibile prevedere i risultati di mercato, ma è possibile gestirne il rischio.

Inutile dire che un aspetto critico del fare soldi è proprio non perdere soldi.

Un detto simile in campo militare (e persino nello sport) è che non puoi sempre forzare una vittoria, ma puoi mantenere una solida difesa mentre aspetti l’opportunità di lanciare un forte attacco.

Il trading non è molto diverso quando si tratta di bilanciare rischi e opportunità.

Quando effettui un trade, non farti condizionare da un sentimento ottimista o pessimista.

Sii obiettivo e concentrati sulla gestione del rovescio della medaglia.

È l’unica cosa che puoi controllare.

Lascia che il tempo e il mercato si occupino dei tuoi profitti.

Non lasciare che l’eccessiva attenzione agli utili sia la tua rovina.

Cos’è il trading stop-loss e come posizionarlo?

Si deve impostare prima di iniziare un trade, a mente fredda, su un livello che ritieni corretto per uscire dall’operazione.

Sicuramente ti sarà successo di non metterlo e dire “ok, se i prezzi arrivano a 5,80 chiudo”.

E poi?

Poi i prezzi arrivano a 5,80 però non riesci a premere il tasto vendi, poi arrivano a 5,40 e pensi

ma da qui potrebbe rimbalzare, vendo se arrivano a 5,20

e così via fino a che ci ritroviamo spesso con delle perdite gigantesche dalle quali poi non si riesce più ad uscire perché… se uscissi adesso la perdita sarebbe troppo grande!

Capisci bene che l’utilizzo dello stoploss è di VITALE importanza per preservare il tuo conto.

Le 4 tipologie di stoploss

Esistono 4 tipologie di stop per proteggere il tuo capitale.

1. L’hard stop loss

Il classico, quando apri un’operazione long, compri un titolo a 10 e decidi di inserire uno stop loss a 8.

Questo è un classico ordine di stop impostato sotto il nostro livello di ingresso che se dovesse essere raggiunto verrà in automatico chiuso dal sistema.

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2. Il break-even-stop

E’ uno stop che si va a mettere sul livello di ingresso a trade avviato.

Quando la posizione inizia ad andare subito in guadagno, o comunque dopo un po’ di tempo, quando ci saranno delle operazioni che andranno ovviamente in guadagno, quando questo accade possiamo alzare lo stop che avevi messo precedentemente in perdita, posizionandolo in pareggio, quindi sul livello di break-even.

In questo caso si vanno ad azzerare le perdite potenziali, e qualora il titolo dovesse invertire la sua direzione nella peggiore delle ipotesi usciremmo dall’operazione in pari.

3. Il protect-profit-stop

Si presenta quando si va ad alzare ulteriormente lo stop loss dal livello di break even, portandolo ad un livello di profitto.

Significa che se entri a 10 con stop order a 8 e l’operazione inizia a guadagnare, arriva magari a 12, allora alzi inizialmente lo stop loss a 10,

punto di break-even-stop, successivamente l’operazione continua ad andare in gain e il titolo arriva a 15, e si continua ad alzare lo stop loss, magari impostandolo a 12, andando a proteggere parte dei profitti.

4. Trailing stop

Si ha quando si alza automaticamente lo stop-loss via via che l’operazione va in profitto.

Più il titolo sale e più si va progressivamente ad alzare lo stop-loss.

Utile per seguire molto da vicino la progressione dei prezzi, andando a proteggere via via sempre di più i profitti.

Cinque strategie di stop loss per il trading

1. Medie mobili

Arrestare gli ordini di perdita sulle medie mobili.

Le medie mobili sono probabilmente il più popolare strumento di analisi tecnica per misurare la forza di un trend su archi temporali diversi.

I Trend Follower (chi segue il trend in atto) a volte usano fino a 3 medie mobili per misurare le tendenze a breve, medio e lungo termine.

Ad esempio, un operatore può scegliere di utilizzare una media mobile a 10 giorni per il trend di breve termine, una media mobile a 50 giorni per il trend di medio termine e una media mobile a 200 giorni per quello di lungo termine.

2. Punti di inversione

Ogni trend viaggia in una serie di pullback e breakout.

Ad esempio, un trend rialzista può essere definito come una serie di massimi più alti e minimi più alti.

Una trend ribassista, al contrario, si presenta come una serie di minimi inferiori e massimi inferiori.

I massimi e i minimi sono quelli che chiamiamo “punti di inversione” e spesso fungono da supporto (oscillazione ribassista e quindi inversione a rialzo) e resistenza (oscillazione rialzista e inversione a ribasso), rendendoli ideali per dei trade in un operatività in contro trend (counter trend), livelli di stop loss o Take profit.

3. Livelli di Fibonacci

L’uso dei livelli di Fibonacci è particolarmente interessante perché offre un modo più obiettivo di posizionare gli stop.

Mentre un trader deve prendere una serie di decisioni soggettive, come quando spostare uno stop in base alle medie mobili o alla strategia di swing, i livelli di Fibonacci non hanno questa “soggettività”.

4. Punti pivot

I punti pivot sono stati sviluppati dai floor trader negli anni precedenti alla creazione dei grafici digitali.

Forse hanno avuto maggiore rilevanza quando la maggior parte dei mercati aveva ancora un periodo di “chiusura” e non erano scambiati 24/5.

Questi punti sono derivati ​​oggettivamente ma la loro base teorica è altamente soggettiva.

5. ATR

Average True Range, o ATR, misura la distanza media di alti e bassi in un determinato periodo di tempo.

In altre parole, è una misura della volatilità.

Quando un mercato è meno volatile, la distanza tra il suo massimo e il minimo è probabilmente più stretta rispetto a quando si verifica un’alta volatilità.

Buon trading

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Alessandro Moretti

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