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4 settori più colpiti dalla pandemia

8 Aprile 2020

Quali sono i settori più colpiti dalla pandemia?

Ma in particolare in Italia quanto saranno colpiti questi settori dalla pandemia in atto?

La pandemia non solo settori specifici colpiti ma tutta l’economia

L’epidemia da Covid-19 continua ad estendersi a un numero crescente di paesi e con essa non solo i malati, ma anche i danni economici.

L’agenzia delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad) afferma che il rallentamento dell’economia globale causato dall‘epidemia di coronavirus avrà un costo di almeno 1 trilione di dollari, ai livelli più bassi dalla crisi finanziaria globale del 2008-2009.

Ovviamente questo non è il momento di preoccuparsi del debito pubblico.

Mentre i casi di Covid-19 impennano e l’attività economica si arresta, i governi hanno ragione a buttare tutte le risorse che possono negli sforzi per limitare i costi umani ed economici della pandemia.

È altresì utile tenere presente però che i piani di salvataggio economico attualmente in fase di elaborazione supereranno probabilmente quelli impiegati durante la crisi finanziaria.

In tutto questo trambusto ovviamente l’economia globale ha già iniziato il suo arresto e con percentuali davvero rilevanti se consideriamo a malapena poco più di 1 mese dalla dichiarazione dell’OMS dello stato di pandemia.

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Analizziamo insieme 4 dei settori più colpiti dalla pandemia.

 

Intrattenimento

 

Con una perdita che si attesta all’81% il settore dell’intrattenimento è tra i settori più colpiti dalla pandemia ovviamente.

Con il lock down attuato quasi in ogni paese colpito è impossibile recarsi in ristoranti, cinema, teatri ecc….

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Il turismo ormai con Pasqua alle porte è certamente quello più colpito: un ambito che da solo vale circa il 12% del PIL e che solo nelle zone colpite dal virus realizza quasi un terzo del fatturato nazionale.

Già si stima che la perdita di fatturato dovuta al de-booking si aggirerebbe complessivamente e per l’intero settore intorno a 200 milioni di euro, a cui si andranno inevitabilmente ad aggiungere le perdite attese da ristoranti, bar ed altri esercizi commerciali dell’indotto turistico.

 

Automotive, tra i settori più colpiti anche in Italia dalla pandemia

 

Per quel che concerne l’industria, i fermi alla produzione e le riduzioni di orario alle quali sono stati costretti diversi stabilimenti delle province interessate dal contagio stanno già mettendo in ginocchio il settore.

La componentistica auto è, com’è noto presente sia in Lombardia che in Veneto.

Due regioni strettamente collegate alla filiera tedesca della produzione automobilistica, a sua volta già interessata da un calo della produzione, così come sta avvenendo in tutta la manifattura tedesca, nella quale da qualche mese soffiano venti di recessione.

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Industria tessile

 

L’industria tessile, che ha una parte consistente della sua produzione globale in Cina e che di lì si collega a Prato, anche per la fornitura di tessuti agli Atelier di alta moda.

Sta già registrando una significativa levitazione dei prezzi e delle tariffe per le spedizioni aeree di materie prime e semilavorati.

Un settore di punta anche per l’immagine del Paese che vale da solo circa 90 miliardi di euro.

Sta stimando una perdita di valore di circa l’1,8%, in un anno che ha visto già coincidere la settimana italiana della moda con l’avvio dell’epidemia da Coronavirus sul nostro territorio nazionale.

Tanto da spingere lo stesso Draghi a parlare: qui quello che ha detto.

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Industria Agroalimentare

 

L’industria agroalimentare, che ha una sua colonna portante nel lodigiano e nella Lomellina, oltre che nel cremonese e nelle province di Bergamo e Brescia, evidenzia una situazione a rischio.

Soprattutto nelle 500 aziende agricole dislocate nella cosiddetta “zona rossa”.

Queste contano circa 100 mila capi di bestiame.

Il settore, ricco di prodotti con marchio tipico di garanzia, insieme alla produzione enologica, vero e proprio punto di forza del paese con circa 2 miliardi di euro di fatturato soltanto attraverso la vendita nei supermercati e oltre sei miliardi di euro in esportazioni.

Sono fra i più esposti a speculazioni, che finora hanno favorito soprattutto i plagi stranieri (l’Italian sounding) ma che in futuro potrebbero essere oggetto di campagne denigratorie da parte di produttori concorrenti stranieri.

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Settori più colpiti dalla Pandemia: quale futuro?

Secondo l’istituto di Monaco di Baviera, una singola settimana di prolungamento del blocco della produzione avrà un costo aggiuntivo per l’Italia va dai 14 ai 24 miliardi di euro, pari ad un calo della crescita economica di 0,8 punti a 1,5 punti.

Mentre un prolungamento da uno a due mesi aumenta la perdita fino a 108 miliardi di euro, pari al 6,3% della crescita.

E secondo voi questi settori così colpiti come ne usciranno dalla pandemia?

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.

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Davide Cassaghi

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