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Rischio nel trading: cos’è e come gestirlo

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Gestire il rischio e tutte le emozioni che vi si legano è forse una delle componenti più importanti negli investimenti e nel trading.

Demonizzato dai più, denunciato da molti, elogiato da tanti altri, il trading resta comunque una delle attività più affascinanti.

Le caratteristiche intrinseche e uniche del trading sono allo stesso tempo formidabili opportunità per chi le sa cogliere, ma pericolose insidie per tutti quelli che si avvicinano al trading con lo stesso approccio con cui acquistano un gratta e vinci.

Cosa significa gestire il rischio nel trading?

Gestione del rischio significa gestire il capitale, mettendolo il più possibile al riparo da eventi imprevisti.

Se la strategia rappresenta i binari della tua strada, che devi seguire, la gestione del rischio può essere vista come i limiti di velocità della strada che stai percorrendo.

Per cui se sei in città saprai che non devi superare i 50 km all’ora, se sei in superstrada non devi superare i 90 km all’ora, mentre se sei in autostrada non devi superare i 130 km chilometri orari.

Capisci il paragone? Cerco di spiegarmi meglio perché ci tengo che tu capisca questo step fondamentale.

Questo è importantissimo. La gestione del rischio ti dice proprio questo: tu non devi superare questa velocità in questo determinato contesto, non devi superare quest’altra velocità in quest’altro contesto.

Se non li rispetti, e quindi magari ti lanci a 200 km all’ora in centro città ti fai quasi sicuramente del male, se sei più fortunato ti prendi almeno una multa, ma potresti rischiare di non prenderla neanche la multa e di schiantarti magari contro un muro!!!

Pertanto, la gestione del rischio va vista un po’ come i limiti di velocità che dovrai sempre rispettare.

Nelle aziende così come per i trader ci sono delle tecniche di risk management che bisogna conoscere e mettere in pratica in modo da ridurre o gestire il rischio massimizzando, invece, profitti ed efficacia delle proprie azioni. Rischio nel trading

Dal nuovo Rapporto della Consob sugli investimenti finanziari dei cittadini italiani emerge, visibile anche sul grafico qua sotto, come ancora forte sia l’avversione al rischio e l’avversione naturale alle perdite.

Cos’è il rischio nel trading?

Il rischio definisce la misura di incertezza insita in una specifica attività, nel nostro caso finanziaria, e che può cagionare un danno o una perdita.

L’avversione alla perdita e al rischio e la paura collegata ad esse a volte fanno commettere errori anche peggiori di quelli che si farebbe investendo banalmente in azioni, lo vedremo alla fine con due casi concreti.

Fare trading è pericoloso?

Investire in immobili è pericoloso?

Aprire un negozio o avviare una qualsiasi attività è pericoloso?

Avere un’attività di compravendita di auto,mobili, abbigliamento, articoli usati… è rischioso

Conoscete qualcosa che non sia pericoloso, che non nasconda truffe, e che vi dia dei risultati senza approfondire la materia, senza studiare o rischiare di avere delle perdite?

Conoscete qualcosa che vi dia dei rendimenti senza rischiare nulla o senza dedicarvi del tempo?

Non credo proprio!

Qualsiasi attività che sceglierete avrà sempre dei rischi.

Chi più chi meno, qualsiasi attività comporta una percentuale di rischio in genere commisurata al rendimento atteso.

Anche il lavoro dipendente ha dei rischi.

Dite di no?

Ok, sotto alcuni aspetti il lavoro dipendente sicuramente ha molti meno rischi.

Ricordate, però, che l’azienda può sempre chiudere, rimpiazzarvi, potreste essere impossibilitati a svolgere il vostro lavoro per qualsiasi motivo e di conseguenza niente lavoro, niente stipendio …

Per non parlare della diversificazione, che non vuol dire, come pensano alcuni, svagarsi in una qualche attività diversa, ma vuol dire diversificare le proprie entrate …

Sinceramente potremmo anche concludere il discorso qua perché di argomenti sui quali riflettere ve ne ho dati parecchi, ma andiamo avanti con l’analisi del rischio nel trading

Nel trading rischi troppo se non sei preparato

La stragrande maggioranza delle persone che demonizzano il trading, non sanno neanche di cosa stanno parlando.

Spesso lo paragonano al gioco d’azzardo e questo solo perché non hanno idea di che cosa sia, di quanto studio, lavoro e psicologia ci sia dietro.

Poi ci sono quelli che si buttano dopo aver visto due tutorial su internet e chiaramente dopo essersi bruciati il conto, dicono che il trading è tutta una truffa e non funziona.

Nel trading, come in qualsiasi altra attività, l’incompetenza e la superficialità ti espongono al rischio più grande, bruciarsi il conto.

Più si è frettolosi, avidi e impreparati, prima vedrete volatilizzarsi il vostro conto.

Più sarete preparati, scrupolosi nelle vostre analisi e attenti nella gestione del rischio nel trading, più al sicuro saranno i vostri capitali.

Quella del trader è probabilmente l’unica professione/attività che racchiudere in sé:

  • meritocrazia, perché se avrete successo o meno sarà solo e soltanto merito vostro,
  • la possibilità di iniziare con capitali ridotti,
  • la possibilità di provare ed affinare le proprie capacità e strategie in demo,
  • la libertà di svolgere le proprie analisi/operazioni in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo,
  • la possibilità di svolgere il tutto tramite l’uso di un comunissimo pc,
  • il poter gestire il rischio adattandolo alle proprie attitudini,

e potremmo continuare con la trasparenza dei dati, la bassa tassazione e molto altro ancora ma andiamo a vedere cosa non può mancare per far sì che il trading non sia un’attività rischiosa.

Accedi ora al gruppo Facebook. Impara ad investire nel mercato azionario anche se parti da zero.

La prima cosa da fare per gestire il rischio nel trading online

Il primo aspetto da guardare nella gestione del rischio nel trading online che non va assolutamente sottovalutato è quello psicologico.

Ci sono diversi libri che trattano l’argomento e ve li consiglio caldamente.

Uno di questi è “La mente del trader” di Giacomo Probo, uno di quei libri che non può mancare nella vostra libreria di trading.

Il dover gestire i propri soldi comporta sempre una certa pressione psicologica e non tutti riescono a gestirla.

Saper gestire le proprie emozioni nelle operazioni in perdita che normalmente si hanno, restando fedeli alla propria strategia, alle proprie analisi, e vedersi costretti talvolta a chiudere l’operazione in perdita, non è semplice.

A questo va aggiunta la possibilità che avete di liquidare, e quindi chiudere in qualsiasi momento, la vostra operazione, magari anticipando l’uscita, sia in profitto che in perdita.

Questo è allo stesso tempo sia un bene che un male.

L’errore più comune nel trading online è quello di chiudere l’operazione non appena si hanno dei piccoli profitti, eliminando così inconsciamente il motivo delle vostre tensioni, oppure, mantenere aperte quelle in perdita, illudendosi allo stesso modo, che questo basti per non considerarle tali.

Gestire il rischio nel trading: imparare il Money & Risk Management

La maggior parte dei trader che rischiano nel trading online troppo e il più delle volte perdono tutto, lo fanno perché non hanno un adeguato money & risk management.

Molti credono che il trading si limiti ad aprire e chiudere operazioni su questo o su quel titolo ma non è assolutamente così o quantomeno, non basta.

In genere chi ha questo tipo di approccio è il classico trader che cerca di rubare segnali operativi qua e là, tra le varie rubriche, nei vari blog, ma questo è l’approccio più sbagliato che possa esserci.

Avere un buon money & risk management è l’unica cosa che vi permetterà di contenere i rischi del trading online e salvaguardare il vostro capitale nel lungo periodo.

La costruzione del portafoglio nel tempo, rispettando una specifica strategia, è la naturale conseguenza di questa pratica.

Questo vi terrà alla larga da eventuali truffe e vi darà la possibilità di diventare dei trader di successo.

Un grave errore nella gestione del rischio nel trading

Uno dei punti di forza del trading è la facilità con cui puoi aprire un conto ma questo è allo stesso tempo anche un aspetto negativo.

I più improvvisati saranno affascinati da questa possibilità e alimenteranno quell’altissima fetta di persone che saranno preda di truffe e insuccessi.

È proprio grazie a loro se esistono così tante truffe, che tra l’altro è anche abbastanza semplice evitare, e così tanti “trader”, o presunti tali, perdenti.

Se pensate alla burocrazia, ai capitali necessari e alle difficoltà varie che si hanno qualora scegliate di aprire un negozio, capirete il perché nel trading ci sia una così alta percentuale di insuccessi.

L’attività del trader deve essere intesa alla stregua di qualsiasi altra attività imprenditoriale.

Se fosse difficile approcciarsi al trading come lo è aprire un negozio, sicuramente vi si avvicinerebbero molti meno aspiranti trader e sarebbero al contempo molto più preparati, alzando di conseguenza la percentuale di trader vincenti.

“Se ti togli il denaro dalle tasche e lo metti nella testa, la testa riempirà di nuovo le tue tasche.”             

Benjamin Franklin

Vediamo perciò 4 importanti aspetti legati al rischio che non si possono dimenticare e bisogna valutare per gestire il rischio e aumentare le probabilità di riuscita delle vostre operazioni.

Valutare il prezzo per gestire il rischio 

Primo aspetto che si deve tenere in considerazione nella valutazione del rischio nel trading online è nel prezzo.

L’oscillazione del prezzo di un’azione può essere una misura del rischio: più oscilla e si muove, più l’azione è volatile ed è per questo molto più rischiosa.

Ad esempio, un’azione che oscilla poco fa +0,3 poi +0,7, +0,9 allora oscilla poco e ha un rischio più basso, più contenuto.

Un’azione che oscilla molto, per esempio fa un giorno +8%, poi un altro giorno il +2%, un altro -3% e quello dopo ancora +5%, capite bene che per la sua volatilità è molto più difficile da gestire.

Ricordate così come oscilla il titolo anche il nostro capitale oscillerà; un giorno andrà in super positivo e un altro rischia di non esserci più.

Per questo prima di acquistare un’azione studiate un pochino il suo storico dei prezzi e a seconda della vostra propensione al rischio scegliete.

Se volete mantenerla bassa cercate titoli che oscillano meno, se volete essere più azzardati operate diversamente.

La probabilità di chiudere un trade in perdita

Se io investo una certa somma di denaro su una società con prospettive in crescita, buoni fondamentali ad esempio buoni utili, poco debito, una società di per sé stabile e con un buon mercato o poca concorrenza tipo Apple, Microsoft o ancora Google, chi non vorrebbe investire su Google?

Investendo in società o gruppi simili è molto probabile che usciremo con operazioni in profitto rispetto ad altre che invece hanno probabilità più basse e che vedono fallire le operazioni.

Per esempio chi opera a caso mettendo stop a caso o facendo addirittura operazioni a caso corre molti più rischi di chi ha una strategia.

Se poi volete dirmi, che voi operate a caso e guadagnate beh siete uno: fortunati, secondo, pensate se studiate quello che potete guadagnare!

E’ chiaro che ci sono operazioni da cui possiamo uscire con più probabilità in profitto che in perdita, prediligete queste e il vostro investimento sarà più solido oltre che sicuro.

Le operazioni che sono più a rischio sono quelle che hanno più alte probabilità di chiudersi in perdita, per gestire bene il rischio è meglio evitarle o ridurle al minimo.

Perdita potenziale su un trade

Un altro aspetto da non sottovalutare nella gestione del rischio nel trading online è la perdita potenziale per un trade.

In un’operazione quanto è la perdita potenziale?

E’ diverso se io su una piccola azienda investo l’1% del capitale rispetto ad un investimento sulla stessa azienda ma del 10%.

Il rischio nel trading cambia molto anche in base a quanto capitale ho investito e a quanto sono disposto a perdere.

Se sono disposto a perdere o posso permettermi di perdere il 10% rispetto all’1% cambia molto il valore del rischio nel trading, non credete?

Anche se investo l’1% sulla società più rischiosa del mondo investo, ma potrò perdere solo l’1% e se invece investo il 100% su una società apparentemente solida ma qualcosa va storto?

In quel caso perderò tutto anche se la società era apparentemente più sicura e promettente.

Decidere la perdita potenziale del portafoglio di trading

Questo aspetto è molto importante per attuare una buona gestione del rischio nel trading online e non va confuso con quello del singolo titolo.

A forza di allocare e scegliere i titoli giusti si finisce poi per non ricontrollare l’intero portafoglio di trading.

Per questo a inizio e fine chiedetevi: quanto di tutto quello che sto investendo posso perdere?

Quanto di quel capitale di trading nella peggiore delle ipotesi posso veder svanire?

Fatto 100 il capitale a disposizione il portafoglio che investo può essere anche meno di 100, può ammontare all’80-70% del vostro capitale e quello che decido di perdere di quel portafoglio è al massimo il 10% o il 20%.

Un portafoglio di trading che ha una perdita potenziale del 10% di tutto il capitale a disposizione ovviamente ha un rischio inferiore di un portafoglio di trading dove vado a investire e rischiare il 100%.

Molto spesso è possibile che un portafoglio in azioni possa essere meno rischioso di un portafoglio in obbligazioni, strumento solitamente più sicuro e meno volatile.

Indipendentemente dallo strumento la perdita totale del portafoglio mi darà un profilo di rischio di trading più alto o più basso.

Se ad esempio di tutto il mio portafoglio investo solo il 20% in azioni e posso permettermi di perdere il 10% questo sarà meno rischioso di un portafoglio investito al 100% e per di più su di una sola o due obbligazioni.

2 esempi concreti per la gestione del rischio nel trading online

Caso 1 di gestione del rischio da trading online

Investire il 100% del capitale su ENI può essere più rischioso che investire l’1% di capitale  su una biotech americana con 10 dipendenti.

Le biotech americane sono aziende che dipendono dallo sviluppo di nuovi farmaci e che rischiano di fallire se non riescono nell’intento o se comunque poi la formulazione sviluppata non ottiene l’autorizzazione dalle autorità competenti.

La biotech è molto rischiosa.

Eni invece è un’azione considerata dagli esperti difensiva ma se investo tutto rischio il 100% e se c’è qualche difficoltà rischio il 100% del mio portafoglio.

Non siete convinti pensate ad una sofferenza di ENI del 5%, io rischio il 5% del portafoglio mentre nel primo caso il rischio nel trading da gestire sarà solo al l’1%.

Caso 2 per gestire il rischio nel trading

Investire il 100% del capitale su un BTP, Buono poliennale del tesoro, con durata di 50 anni può essere più rischioso che investire il 3% del capitale su una obbligazione high yield a 5 anni.

Le obbligazioni ad alto rendimento sono obbligazioni di società che hanno un rating molto basso, il rating misura proprio la solvibilità di un’azienda.

Perciò siccome queste aziende hanno più possibilità di fallimento, pagano dei rendimenti più alti, ma come sempre se investo il 3% io perderò solo quello, non di più.

Mentre su un BTP se investo il 100% rischio di perdere tutto se tra 50 anni fallisce l’Italia e inoltre nel lungo tempo l’obbligazione oscilla di più e le oscillazioni avverranno sul 100% del mio capitale.

Inconsciamente pensiamo che il BTP sia meno rischioso e allora investiamo tutto o in gran parte su questo strumento.

In realtà, stiamo rischiando tutto il capitale e mettendo molto più a rischio la nostra operazione di trading di quanto faremmo se ci esponessimo del 3% su una obbligazione rischiosa.

Come usarli per gestire il rischio nel trading

Questi quattro sono tutti aspetti del rischio da trading da tenere in considerazione per gestire il rischio delle nostre operazioni e aumentare la buona riuscita delle nostre operazioni.

Non si può pensare di considerare solo uno di questi, ma anzi tralasciandone qualcuno faremo degli errori che poi rischieremmo di pagare molto cari.

Dunque, invece di fare operazioni a caso dedicate 5 minuti a controllare e (in)formarvi sui vostri investimenti e sui principi del risk management.

Ho ricevuto almeno mille domande che riguardano la gestione del rischio, quindi mi sono deciso a svelarvi quelli che sono i 3 consigli per delle tecniche di trading per una migliore gestione del rischio nel trading online.

3 Consigli per un’ottima gestione del rischio nel trading

Stabilire la perdita massima

Questi consigli sono quelli che mi hanno aiutato a limitare le perdite nella mia attività di trading.

Non dimentichiamoci che tra le tecniche di trading più importanti c’è quella di districarsi fra l’equilibrio delle emozioni e la limitazione delle perdite.

Vediamo la prima regola: Stabilisci a priori la tua massima perdita.

Immagina di camminare per strada, una  volta a casa apri il portafoglio, sai che avevi una certa somma dentro ma ti accorgi che non ce l’hai più.

Potresti sentirti dispiaciuto per il fatto della perdita, oppure potrebbe non fregartene assolutamente nulla.

Potresti addirittura sentirti derubato e quindi andare in panico.

Sulla base di queste emozioni devi strutturare una cifra che ti fa sentire come nel secondo caso.

Quella cifra di cui non ti interessa assolutamente nulla e che, allo stesso tempo, non impatta il tuo stile di vita.

Detto proprio in maniera semplice devi capire qual è quella cifra la cui perdita non ti provoca sofferenza.

Una volta trovata quella somma devi compararla col tuo conto di trading. Rischio nel trading

Tecniche di trading: quanto rischiare

Una buona gestione del rischio prevede di stare dentro al 2% del capitale per ogni perdita.

Se la cifra che hai pattuito rientra in questi limiti allora va tutto bene.

Se invece li supera dovrai cominciare con una cifra più bassa perchè il rischio di compromettere tutto il capitale, qualora infili una serie di trade perdenti, è molto alto quando rischiamo più del 2% per ogni operazione.

Nel caso in cui, invece, la cifra che hai stabilito è inferiore al 2%, rimarrai comunque su questo importo.

Perché? Semplice, perchè è quell’importo stabilito a priori che ti lascia in una situazione psicologica di vantaggio.

Quando avrai preso confidenza e ti sentirai in grado di alzare la posta senza che questa ti faccia andare in ansia o ti provochi le palpitazioni, allora potrai permettermi di rischiare di più.

ATTENZIONE: rischiare di più ma sempre rimanendo dentro il 2% del capitale totale.

Modula le perdite

La seconda regola delle tecniche di trading consiste nell’ utilizzare un rischio modulare, ovvero stabilisci la tua perdita massima e sezionala in più parti.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che se ti sei prefissato una perdita massima giornaliera di 200$, e il tuo rischio massimo per trade è di 100$, dovrai andare a gestire questa cifra in modo modulare in base alla tua giornata operativa.

Io, per esempio, rischio 100$ il primo trade, se vado in stop al secondo trade rischio 60$, a quel punto se prendo un altro stop so che per la giornata posso permettermi una sola altra operazione con un rischio di 40$.

Se prendo un terzo stop chiudo la giornata qualsiasi situazione si presenti dopo.

Ho deciso di rischiare massimo 200$ al giorno, ho raggiunto quel livello? basta chiudo. Questo anche se si dovesse presentare il set-up più bello del mondo.

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Tecniche di trading: Rispetta il tuo piano di trading

Bisogna sempre rispettare il proprio piano di trading, pena la distruzione del capitale.

Se perdo 3 trade vuol dire che probabilmente in quella giornata non sono lucido e quindi è meglio smettere prima di continuare a far danni.

Le cifre che ti ho dato sono solo degli esempi.

Puoi anche decidere di fare al massimo 3 trade nella giornata e rischiare 100$ poi 50$ e poi 25$, tenendoti così un piccolo margine extra dalla tua perdita massima.

Abbassare il rischio ti può anche servire per esempio a fine settimana.

Se, per esempio, hai avuto una settimana particolarmente profittevole e magari è venerdì, è inutile continuare a mantenere il rischio pieno, magari inficiando parte se non tutto il guadagno della settimana.

Quindi continuo a fare il mio trading ma con un rischio più basso, così se guadagno benissimo, se invece vado a perdere mantengo comunque la mia settimana in profitto.

L’importante alla fine è cercare di chiudere in positivo più settimane e mesi possibili in modo da avere un bilancio attivo alla fine dell’anno.

Tecniche di trading: Combina gestioni del rischio differenti

La terza regola, per ottimizzare la gestione del rischio consiste nell’unire allo stop monetario la protezione di uno stop tecnico.

Per spiegare questa regola è meglio usare degli esempi visivi.

Utilizzare lo stop monetario, quindi la nostra perdita che ci siamo prefissati, unita ad una protezione di uno stop tecnico è una

combinazione che porta più probabilità dalla nostra parte.

Questo perché è fondamentale avere sempre uno stop che sia su un livello importante, un livello che il mercato può sentire ed eventualmente rimbalzarci sopra. Rischi nel trading

Nell’immagine qui sopra possiamo vedere un esempio.

Mettiamo che abbiamo deciso di entrare su questo titolo, alla rottura indica del massimo di swing, ovvero 51,92$.

Abbiamo identificato come minimo importante l’area di 48,55$ circa evidenziata sul grafico.

A questo punto dobbiamo calcolare la percentuale dal nostro punto di ingresso al nostro stop loss tecnico preventivato, 6,5% nel nostro esempio.

É qui che andiamo a combinare la gestione del rischio monetario con lo stop loss tecnico.

Considerando che abbiamo deciso di rischiare 100$, dobbiamo entrare con una size tale che ci permetta di perdere massimo quella cifra qualora raggiunga il nostro stop loss tecnico, ovvero il -6,5%.

Decideremo dunque di entrare nel nostro trade con 1500$ perchè il 6,5% di 1500 è 97,5$, che sarà la nostra perdita in caso di stop loss.

Bloccare le perdite e far correre i profitti

La chiave della profittabilità è il fatto di riuscire a bloccare quelle che sono le perdite quando abbiamo sbagliato visione e di lasciar correre i profitti quando il mercato ci dà ragione.

Non utilizzare questi stop loss tecnici e lasciare andare le perdite nella speranza che risalga è l’unico modo rapido e sicuro per bruciarsi tutto il conto.

Potrà andarti bene una volta, forse due, metti anche 5 volte di fila, ma alla fine vedrai che una scorretta gestione del rischio, basata sulle emozioni e sulla casualità, ti porterà alla fine della tua carriera da trader.

Per concludere ti lascio ad un video del mio amico trader Sergio Merletti.

Sergio è un day trader, e nel day trading queste tecniche di gestione del rischio sono ancora più fondamentali, non perché sia un mercato diverso, ma semplicemente perché nel day trading tutto si muove più velocemente perché perdite e profitti sono amplificati dalla leva.

Inoltre, il tempo decisionale è veramente ridotto, ed è per questo che è fondamentale avere studiato un piano a priori.

Quando sei sul mercato potresti non avere il tempo di pensare alla stessa velocità del prezzo, e sapere cosa fare prima che accada è ciò che fa la differenza tra perdere i tuoi soldi o proteggerli.

La gestione del rischio nel trading è anche molto questione di psicologia.

Quanto conta la psicologia nella gestione del rischio nel trading?

La psicologia è un altro elemento importante che sanno gestire bene i trader di successo.

La cosa da sottolineare non è che i trader di successo non provano emozioni, non sono dei computer che proprio non provano emozioni, ma sanno riconoscerle e sanno anche controllarle.

Ovverosia, prendiamo me come esempio: io mi rendo pienamente conto quando sono euforico, o quando sono impaurito oppure quando sono ansioso o quando sono stressato, ma riesco anche a controllare le mie emozioni visto che le riconosco!

Riesco a controllarle il più possibile: se so che se sono stressato, ad esempio, allora dovrò guardare meno i mercati, se mi sento euforico devo staccare un po’ la spina perché potrei fare troppe operazioni oppure potrei prendermi dei rischi troppo alti.

Così come quando ho paura, so che non devo perdere opportunità per paura, ma devo controllare sempre che i parametri della strategia siano rispettati.

Così potrò fare le operazioni anche quando ho paura a patto che rispettino i parametri della mia strategia.

I trader di successo, quindi, riescono a gestire pienamente le emozioni.

Cosa che magari un principiante non può fare perché si fa subito prendere dalle emozioni, passa all’overtrading e quindi inizia a fare più operazioni di quante dovrebbe, non ha pazienza, ha paura oppure è euforico e alterna questi stati d’animo e alla fine esce di testa!

Il segreto che non ti dicono

Ma è l’esperienza che ti renderà un trader di successo!

Inevitabilmente si guadagna col tempo, con il numero di operazioni eseguite sul mercato.

L’esperienza permette di mettere sul piatto anni di pratica e può essere davvero di grande aiuto.

Può essere molto utile per gestire le situazioni straordinarie quali il crollo dei mercati o titoli che fanno -7%, -8% o addirittura -9% in 2 o 3 giorni dopo anni di crescita costante senza mai forti discese.

Inevitabilmente quando ci sono questi crolli, chi ha iniziato a far trading da poco, sicuramente si sarà fatto subito prendere dal panico per via di questa situazione imprevista.

Ovverosia di una situazione che non aveva mai provato e che lo ha fatto andare subito fuori di testa in panico totale!

In questi casi gli inesperti cominciano a fare le operazioni a caso, perché cominciano a comprare o vendere sulla base delle loro sensazioni, dei loro dubbi o, peggio ancora, delle loro speranze.

Attenzione a non aumentare il rischio del trade

Di fronte alle perdite nel trading si faranno più operazioni, ad incrementare la size delle operazioni, si va ad aumentare il rischio, nel momento in cui stai chiudendo delle operazioni in perdita, che significa che non sei allineato con il mercato.

Nel momento in cui hai delle perdite consecutive, devi immediatamente fartene una ragione che può succedere, è successo a tutti, anche ai più grandi trader, e non devi avere fretta di recuperare quelle perdite.

Perché sono inevitabili e fanno parte del gioco.

E non devi quindi incrementare il rischio in una fase in cui non sei allenato con il mercato.

Vuoi perché il mercato è in una fase diversa da quella precedente, vuoi perché tu hai qualche pressione psicologica, vuoi perché la tua strategia non è allineata con il mercato, vuoi per vicende personali, familiari che ti portano un po’ di destabilizzazione, però il risultato è che tu non sei allineato con il mercato.

E allora devi stare tranquillo, sereno, e aspettare che il tempo passi. Quindi senza esagerare, anzi potresti ridurre l’operatività, e aspettare semplicemente che si ritorna in una fase di equilibrio, dove la tua strategia performa bene con il mercato, per cui rientra in sincronia con il mercato.

Normalmente si dice che quando vieni da 7 perdite consecutive devi prenderti 2/3 settimane di stop, anche un mese se può sembrarti opportuno, ma fermati.

Quindi prendi 7 perdite consecutive? Succede a tutti, ti fermi 2, 3, 4 settimane, e poi ricominci.

Tanto i mercati domani son sempre aperti, dopo domani son sempre aperti.

Non è che dici “chiudono i mercati, devo recuperare entro la chiusura dei mercati”, no.

I mercati stanno sempre lì e quindi dopo 4 settimane puoi tranquillamente entrare sul mercato e ricominciare.

Come gestire la volatilità nel trading?

La volatilità fa bene per poter ottenere rendimenti dal mercato.

Per cui in mercati senza volatilità non si guadagna, c’è bisogno di volatilità, ma questa volatilità diciamo si distingue in due in due categorie:

  • La volatilità positiva
  • La volatilità negativa

Volatilità positiva è quella direzionale per cui titolo che inizia a fare percentuali di guadagno crescenti tutti i giorni.

Questa è la volatilità positiva perché è direzionale.

Poi c’è la volatilità non direzionale che è quella volatilità in cui un titolo inizia a salire e scendere senza una direzione.

Questa fase di mercato è la più pericolosa per un trader perché non c’è direzionalità, si dice che il mercato ha perso la bussola. Sono fasi che non durano a lungo, sono fasi di instabilità, di nervosismo, normalmente sono abbastanza circoscritte.

Attenzione al rischio nel trading: Sempre!

Quindi, in queste fasi, se ti ostini a tradare e a fare più operazioni, non fai altro che aumentare i rischi e ridurre le probabilità di avere successo, anche se tu percepisci di poter fare meglio, in realtà hai meno probabilità di avere successo, di avere profitto.

E quei pochi profitti che hai sono legati esclusivamente al caso e alla fortuna.

Quando vedi il mercato nervoso stai fuori dal mercato.

Per esempio la fase di mercato che c’è stata ad inizio di febbraio, dove il Dow Jones perdeva il 6% in un giorno, facendo la peggior seduta della storia, mi arrivano tante mail dove mi dicevano “Compriamo, i prezzi sono scesi, oppure vendiamo tutto, andiamo short, leva, non leva”.

Una cosa pazzesca!

La mia risposta è sempre stata “No ragazzi, questo non è un mercato sano, un mercato nervoso che può fare un altro meno 10, un più venti, può succedere di tutto”.

Be Patient!

I crolli di mercato quanto sono frequenti?

Sono molto più frequenti di quanto pensiamo.

Se guardiamo un attimo ai mercati con un’ottica di medio lungo periodo possiamo vedere che ogni decade ha la sua grande crisi: pensate al 2008 o a quella di poco precedente del 2000.

Così come ogni secolo vive un momento particolarmente determinante e che forse poi ne condiziona i successivi sviluppi, in questo il riferimento non può che essere ad altri ruggenti twenties: la crisi del 1929.

Nel tempo in cui stiamo vivendo forse siamo stati abituati troppo bene, siamo, per quanto ora sfortunati, passati per un periodo di grande fortuna.

La decade del 2009 al 2019 è stata anch’essa unica nel suo sviluppo.

Un’epoca di quasi continui rialzi senza grossi shock, segnata solo da qualche ribasso e qualche piccola correzione.

Di certo la fase che stiamo vivendo è unica.

L’economia e la finanza sono scienze dell’uomo e se l’uomo sta male ovviamente non possono che rifletterne lo stato di malessere e paura.

Tutti gli errori che si fanno durante i crolli di mercato

Nel malessere, nel panico, nelle fasi incerte e critiche si commettono 2 gravi errori.

Il primo appunto, a rischio di cadere nella banalità, è il non attenersi alla propria strategia e ai propri obiettivi di investimento.

Strategia ed obiettivi che vanno definiti in situazioni di normalità, non durante il panico generale.

È in situazioni di normalità che devi strutturare un piano che prevede delle azioni specifiche da compiere anche nei casi straordinari come questo.

Se non hai delle regole chiare e definite che ti guidano anche in questi momenti, rischi di finire in balia del mercato. E quando sei in balia del mercato, perdi soldi.

Preso dal panico e dall’ansia corre a vendere ad esempio un ETF globale su cui ha un orizzonte temporale lungo anche di dieci anni o quindici anni.

Vanno a vendere un ETF globale che sul lungo termine gli darà un vantaggio e lo vendono anche in perdita.

Io farei il contrario comprerei e approfitterei di eventuali poi futuri rialzi, ma anche qui sempre valutando e analizzando e attenendomi al mio piano.

Il secondo errore più frequente è essere attratti dai ribassi.

Presi dalla fretta, dal vedere in sconto molte aziende che ai loro occhi sono le prossime best of del decennio o anche ventennio.

Un po’ come il Black Friday dove si corre a comprare di tutto per poi ritrovarsi con oggetti inutili o peggio da buttare.

Attratti da quelli che sono titoli solo apparentemente a sconto rischiano di caricarsi di rischi inutili, a sovraesporsi e ad acquistare singole aziende che potrebbero rivelarsi perdite certe nel breve e nel lungo periodo.

Questo ripeto non è investire, è scommettere e operando così le crisi diventano drammatiche.

Il rischio e la sua attenuazione

La percezione del rischio è molto influenzata dalla nostra mente per questo insisto sempre sull’importanza della gestione dell’emotività.

Questa durante i crolli di mercato diventa ancora più importante nel valutare cosa fare e cosa non fare.

La scarsa percezione del rischio è anche acuita da un altro fenomeno noto come “paradosso del recinto”.

Negli ultimi anni le normative, le regolamentazioni, le manovre economico finanziarie e le rassicurazioni che ci arrivano e che ci diamo, come appunto gli ultimi dieci anni di rialzi, ci fanno vivere in un senso di sicurezza che però è illusorio.

Si finisce per costruire una sorta di barriera, una recinzione che tiene lontano i pericoli che però continuano ad esserci.

Per carità qui è il paradosso: il senso e la ricerca di sicurezza sono sempre stati cercati dall’uomo.

Il vero problema è che sicuri di questi recinti finiamo per dimenticarci del rischio

Quando poi arrivano momenti come questi cadere giù è facilissimo.

Un esempio di questo è nei Certificates a capitale condizionatamente protetto.

Questi hanno una barriera che protegge il capitale solo fino ad una certa soglia.

Se un investitore costruisce un portafoglio solo con questi strumenti è chiaro che commette un grandissimo errore.

Sono strumenti che in parte conservano il capitale e creano l’illusione della sicurezza e del rendimento grazie a piccole cedole.

L’investitore rassicurato da questa barriera opera tranquillamente, pensando che più di tanto male non può andare, ma, poi, in momenti come questi si ritrovano con grandi perdite.

La barriera, il recinto si rompe e loro rovinano giù proprio come in immagine.

Cosa non fare nei casi di crollo dei mercati

L’errore peggiore che si fa in queste fasi è di farsi prendere dagli eccessi.

Oltre al panico penso in particolare alla frenesia.

Commette un errore chi si mette ad acquistare strumenti finanziari appunto “a sconto” che potrebbero ancora continuare a perdere o peggio fallire.

Altri invece, succubi dell’avidità e dell’apparente profitto facile, si lasciano prendere dagli strumenti a leva.

Long o short non importa.

Cercano di speculare o riappianare le perdite e finiscono per fare come detto più danni che guadagni. Rischio nel trading

Cosa fare nei crolli di mercato

Quindi i miei consigli per questi tempi di crisi e incertezza sono: attenetevi alle vostre regole definite in sede di pianificazione della strategia. Se non avete già delle regole prestabilite, vuol dire che non avete una strategia e quindi vuol dire che non dovete fare assolutamente nulla.

Agire senza un piano ben definito, costruito, testato e validato, non può portarvi da nessuna parte.

Lo diceva Macchiavelli:

“può la disciplina nella guerra più che il furore!”

E se non a me, almeno a uno stratega come lui direi che dovremmo dare retta.

Secondo non improvvisatevi professionisti, è difficile già in condizioni di “normalità” per uno bravo figuratevi in periodi di crisi e volatilità come quelli attuali.

Evitate di comprare strumenti per fretta o per emotività o spinti dai cosiddetti “sconti”.

I professionisti guardano al rischio, i dilettanti al rendimento.

Terzo meglio rimanere fermi e fuori anche settimane o anche mesi, non importa.

Meglio aspettare finché la situazione si tranquillizza e intanto studiare, pianificare o consultare qualcuno per definire la propria strategia di investimento e di operatività.

Qui ci sono altri 5 errori che commettiamo nel trading.

Buttarsi nell’occhio del ciclone ora e anche sperare di guadarci è lasciamelo dire un suicidio finanziario e di questi tempi non ne abbiamo bisogno.

E voi riuscite a tenere a bada le emozioni durante questi crolli di mercato?

Fatemi sapere cosa fate, cosa non fare nei crolli di mercato o quali strategie avete adottato per mantenere la lucidità.

Impara a gestire il capitale e non smettere di farlo

Sai l’esatto momento in cui si inizia a perdere soldi in borsa?

Quando non sai gestire il tuo capitale e, di conseguenza, non sai gestire il rischio.

Le persone che iniziano a fare trading, e sono alle prime armi, non hanno la minima percezione del rischio e non hanno la minima capacità di saper gestire il rischio e il capitale.

Ma soprattutto voglio svelarti il classico ragionamento che fa ogni trader alle prime armi:

“Ho 20.000€ di capitale, lo divido in 4 parti, e quindi faccio tutte operazioni da 5 mila euro.”

Oppure divido il capitale in 5 parti con operazioni da 4.000€ indipendentemente dal titolo che trado, che sia forex, oppure azioni senza chiedermi se sono azioni a larga capitalizzazione, piccola capitalizzazione eccetera”.

Bene, sappi che questa non è gestione del capitale, ma semplicemente significa dividere la “torta” e sperare che vada bene.

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Non dividere il capitale come una torta

La diversificazione è la base dell’investimento e del trading.

Diversificazione del capitale di trading non significa prendere una torta a dividerla in 4 parti, perché lì e non è che ci vuole il matematico di turno, diversificare significa anche gestire il rischio, saper diversificare nella maniera corretta.

Capisci la differenza?

Questo è il tipico errore di chi non tiene conto del rischio quando fa un’operazione.

Devi sempre sapere quale sarà la tua perdita massima ed il rischio che decidi di assumerti per ogni singola operazione.

L’approccio alla gestione del rischio deve essere veramente scientifico, non ci deve essere minima discrezionalità, ci sono dei parametri, ci sono dei limiti che non devono essere superati.

Questi stessi limiti saranno il tuo vantaggio in termini statistici e di probabilità.

In questo le regole di money management diventano fondamentali, qui trovi quelle da stampare anche nella testa: Money management: gestire i soldi nel trading

Il ragionamento è alla base di tutto

Perché devi sempre ragionare pensando che puoi sbagliare, quindi puoi commettere degli errori, puoi chiudere delle operazioni in perdita e puoi anche subire una serie consecutiva di perdite.

Quindi devi pensare, quando fai trading, allo scenario peggiore, ovvero devi sempre pensare che cosa succede se continuassi ad investire con questa logica, con questo determinato approccio.

Ma soprattutto devi pensare: “E se dovessi prendere 10 trade consecutivi in perdita e chiudere tutto in perdita, che cosa accadrebbe al mio portafoglio?”.

Ora sai cos’è il rischio nel trading ma se vuoi approfondire e vedere in pratica come gestire il rischio nel trading ti consiglio di seguire il corso di trading online specifico.

nella sezione riservata di scuola di trading trovi ore di formazione gratuita utilissime se vuoi iniziare.

Se sei già esperto invece ti consiglio dif are un salto in più e puntare a diventare analista tecnico o fare del trading quasi una seconda professione, per questo ti consiglio di seguire la masterclass.

Se vuoi smettere di perdere nel trading online ti aspetto e se hai dei dubbi scrivimi e fammi sapere cosa ti blocca dal cominciare!

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