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PMI cos’è e cosa misura

2 Giugno 2020

Ma cos’è sostanzialmente il PMI cosa misura di preciso?

Settimana economica densa questa prima di Giugno che vede il rilascio dei dati PMI da parte dei principali paesi Europei ed extraeuropei.

Se ti sei sempre chiesto cosa sia finalmente avrai la risposta!

Andiamo a vederlo insieme.

Cos’è il PMI?

Una volta al mese, gli Indici PMI vengono pubblicati sul Calendario Economico, questi dati molto importanti  impattano moltissimo sull’economia generale.

Acronimo di Purchasing Managers Index è essenzialmente l’indice degli acquisti dei manager.

Questi indici PMI sono dunque delle indagini che vengono condotte su una serie di importanti  aziende dove gli intervistati sono i manager del settore acquisti.

Usati per capire cosa pensano i responsabili degli acquisti riguardo il futuro dell’industria manifatturiera, i risultati possono indicare quale sarà il sentiment di mercato e quindi dare un’idea di base sulla sua direzione futura.

Vengono valutate egualmente diverse categorie, i cui punteggi vengono calcolati singolarmente in base alle risposte dei responsabili degli acquisti.

Le categorie includono il numero dei nuovi ordini, la produzione del settore, le consegne dei fornitori, le merci in magazzino e i dati relativi all’occupazione.

Le risposte vengono ponderate e forniscono un punteggio medio sul PMI mensile.

Un punteggio superiore a 50 indica una fase di crescita del settore manifatturiero, invece un punteggio inferiore a 50 indica una decrescita del settore, mentre un punteggio pari a 50 indica che la situazione è rimasta identica al mese precedente

Pro e contro del PMI

Un vantaggio di questa misurazione  sta nella raccolta di dati reali, presi dalle domande rivolte ai diretti responsabili per verificare le condizioni economiche del settore.

Questo significa che le cifre che compongono un PMI sono basati su dati concreti, diversi dai sondaggi.

Sono  dunque indicatori delle condizioni economiche reali  del settore.

Un altro dei vantaggi dell’utilizzo dei PMI riguarda la cadenza mensile dell’emissione dei dati, ciò significa che riescono a dare un’indicazione tempestiva sull’eventuale crescita o decrescita dell’industria mese dopo mese.

Di contro, i report danno una visione puramente generale della salute del settore economico senza comprendere i dati completi dell’intera forza lavoro.

Che ad oggi come puoi leggere anche qui è in grande sofferenza: PIL e posti di lavoro, Italia in crisi per il Coronavirus.

Il settore manifatturiero, che in passato era sempre stato un benchmark vitale delle economie globali, specie negli USA, oggi ha perso molta della sua importanza ed è effettivamente in declino.

Altri report mensili, come il report economico non-manifatturiero, un sondaggio che riguarda l’andamento del settore pubblico USA, è diventato un indicatore molto più utilizzato per verificare lo status dell’economia nazionale.

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Italia prima in Europa questo mese

Il Pmi finale del settore manifatturiero dell’Eurozona a maggio si attesta 39,4 punti, in netto recupero rispetto ad aprile (33,4 punti).

Il dato, tuttavia, resta ancora ampiamente in territorio negativo come abbiamo appena visto poiché al di sotto dei 50 punti.

Meno pessimisti i direttori degli acquisti italiani, con un indice a quota 45,4 punti (ai massimi da tre mesi). Seguono, nell’ordine, Grecia (41,1 punti); Francia (40,6); Austria (40,4); Spagna (38,3) e Germania (36,6).

PMI COS'è

I tassi di contrazione sono rimasti elevati, sebbene sia degna di nota la crescita di oltre 14 punti su base mensile del Pmi dell’Italia, che risulta quindi la nazione ad aver registrato un peggioramento relativamente modesto rispetto alle altre nazioni.

Come vediamo dal grafico il  punto più basso della contrazione è stato raggiunto ad aprile, a maggio infatti la produzione è diminuita ad un tasso notevolmente più lento.

Il miglioramento è anche collegato alla riapertura delle aziende data dall’allentamento delle misure restrittive.

L’ulteriore attenuazione di tali misure nei mesi futuri potrebbe fornire ulteriori incentivi alle aziende, mentre è atteso  crollo senza precedenti della produzione industriale e del Pil nel secondo trimestre.

Il settore manifatturiero probabilmente assisterà a qualche stabilizzazione, e potenzialmente persino ad un ritorno alla crescita durante il terzo trimestre.

Che la crescita possa riportare una forte impennata rimane comunque molto incerto visto che il distanziamento sociale, l’alto livello di disoccupazione e il crollo dei profitti aziendali faranno si che la domanda, sia nazionale che estera, rimarrà debole ancora a lungo.

E voi conoscevate l’indice PMI, sapevate cos’è?

Fatemi sapere cosa ne pensate qui nei commenti.

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Davide Cassaghi

 

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