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PIL cos’è e come si misura

23 Giugno 2020

Il PIL cos’è e come si misura?

Sentiamo molto spesso parlare di PIL riferito alle nazioni.

Di solito quando questo scende è sempre etichettato come dato allarmante e preoccupante. Ma cos’è esattamente il PIL? cosa misura? e perché è importante? andiamolo a vedere insieme.

Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è il valore dei prodotti e servizi scambiati e/o venduti all’interno di un singolo stato.  Esso rappresenta la ricchezza (o il reddito) prodotto da un certo sistema economico.

Nel calcolo non conta la nazionalità del produttore ma bensì la realtà geografica in cui il prodotto/servizio viene realizzato.

Un prodotto di una casa straniera ma fabbricato in Italia entra nel PIL di quest’ultima, mentre un prodotto o servizio venduto da una società italiana ma all’estero, entrerà nel PIL della nazione straniera.

PIL cos'è

Ma perchè si parla di  Prodotto Interno Lordo? Perchè nel PIL è compreso il deprezzamento di tutti gli apparati che vanno a comporre il sistema produttivo (macchinari, pc ecc…), che perdono valore nel tempo e con il loro utilizzo e  che vanno quindi continuamente ripristinati.

PIL cos’è e come si misura:  Come si calcola il PIL? 

Esistono tre metodologie per capire il PIL cos’è e  calcolarlo a seconda del punto i vista dal quale lo si esamina. 

  1. Metodo della Spesa: esamina il PIL dal lato della domanda, ovvero chi acquista e paga un prezzo per un prodotto/servizio, è dunque composto dai consumi                                                            (spesa delle famiglie in beni durevoli, beni di consumo e servizi), dagli investimenti (spesa delle imprese e delle famiglie in beni strumentali e immobili), dalla spesa pubblica (spesa dello Stato e amministrazioni pubbliche) e dalle esportazioni nette (differenza fra esportazioni ed importazioni).                                                                                                                                                                                                                         
  2. Metodo del Valore Aggiunto: il contrario del precedente esamina il PIL dal lato di chi vende il prodotto/servizio (ovvero dell’offerta), calcolando con esso quindi i costi del processo produttivo  come l’acquisto di beni intermedi (materie prime, semilavorati) e altri fattori che permettono a ogni passaggio di aggiungere valore: sommando tutti i valori aggiunti del passaggio produttivo si arriva allo stesso valore del PIL ottenuto con il metodo precedente.
  1. Metodo dei Redditi: esamina i fattori di produzione impiegati per arrivare al bene finale, ovvero il lavoro ed il capitale finanziario impiegato.

Questi fattori, che  vanno remunerati con stipendi e profitti vengono sommati alle tasse sulla produzione e l’IVA).

A cosa serve il PIL? 

Il Prodotto interno lordo fotografa il valore complessivo della produzione, come definita precedentemente, in un dato periodo.

In tal senso parlare del PIL significa riferirsi ai consumi dei cittadini, agli investimenti delle imprese, alla spesa pubblica di uno Stato e al valore delle esportazioni.

E’ inoltre la variabile più importante nelle decisioni di politica economica poiché tassi di crescita consistenti e costanti garantiscono infatti elevati livelli di benessere e entrate fiscali capaci di sostenere i bilanci pubblici. 

PIL cos'è

I rapporti tra PIL, deficit e debito pubblico sono i parametri fondamentali che i Paesi membri dell’eurozona si sono impegnati a rispettare al fine di garantire la convergenza dei conti pubblici e rendere solida l’unione economica e monetaria.

La crescita del PIL da un anno all’altro di solito è dovuta a due motivi: la crescita dei prezzi di mercato e l’aumento della produzione. 

Occorre separare i due effetti perché solo l’incremento dei beni e servizi effettivamente prodotti ,e non la crescita del loro prezzo,  indica un effettivo aumento della ricchezza materiale di una nazione.

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Dato che i prezzi dei beni di consumo e dei servizi pubblici e privati, così come il costo del denaro (tasso di interesse) variano di anno in anno, risulta chiaro che tutte le componenti del PIL sono influenzate dall’inflazione, ovvero dall’aumento generale del livello dei prezzi.

Per fare ciò nasce la distinzione tra PIL nominale e PIL reale.

  • Il PIL nominale tiene conto dell’inflazione registrata in quel preciso momento temporale in cui è calcolato, quindi non si tratta di quello effettivo.                                                                                              
  • Il PIL reale è calcolato sulla base di prezzi costanti, cioè senza tenere conto dell’adeguamento dei prezzi con l’inflazione attuale al momento di calcolo.

Se si ripartisce il PIL reale per la popolazione di un Paese, si ottiene il PIL reale pro capite, il valore medio della produzione ottenuta nell’economia del Paese in un dato anno.

Perché è importante?

Un motivo per cui il PIL sia importante lo abbiamo già visto, ovvero garantire la convergenza dei conti pubblici e rendere solida l’unione economica e monetaria.

Un PIL in aumento coadiuvato dall’apporto di tutti i fattori è indice di benessere e ricchezza di una nazione.

Un altro motivo è la sua funzione di market mover per l’andamento dei mercati finanziari.

Un suo incremento viene percepito come un indicatore di benessere del Paese

a cui si riferisce e spesso comporta un aumento dei profitti societari e quindi dei prezzi dei titoli azionari.

A volte il PIL cresce in modo inatteso registrando uno scarto eccessivo rispetto alle variazioni precedenti, ciò potrebbe essere sintomo di una spirale inflattiva.

In tal caso i mercati finanziari agirebbero in direzione contraria, fiutando un segnale negativo per i fondamentali del Paese e di riflesso sulla profittabilità futura delle imprese quotate.

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Davide Cassaghi

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