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Le IPO migliori del 2019

5 Novembre 2019

In questo articolo andremo a vedere quali sono state le IPO migliori del 2019 e tracceremo un breve bilancio per capire quali sono state le loro performance.

E’ quasi tempo di chiusura dell’anno E scopriamo dunque quali sono state le migliori IPO del 2019.

Alcune sono aziende ormai famose come Uber e Pinterest, altre sono veri e propri unicorni come Beyond Meat.

Siete curiosi di sapere a quanto si sono quotate?

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Le IPO migliori del 2019: un breve bilancio

Il 2019 è stato un anno veramente interessante per le IPO, acronimo di Offerta Pubblica Iniziale. 

Molti gli unicorni per non parlare di Uber e Pinterest che da quando hanno iniziato a quotarsi hanno raccolto quasi 25 miliardi di dollari.

Certo non tutte le Ipo sono destinate al successo.

Come infatti ha studiato Jay Ritter che da anni analizza le IPO queste tendono ad avere un grande guadagno nei primi giorni di negoziazione, poi ma continuano a sottoperformare il mercato.

Dal 1983-2018 ci sono state più di 7.600 IPO. 

Circa 500 di questi titoli, ovvero solo il 7% del totale, hanno visto guadagni superiori al 60% il primo giorno. 

Oltre il 36% delle aziende il primo giorno dell’IPO ha registrato guadagni compresi tra il 10% e il 60%, mentre il restante 55% circa delle IPO ha registrato guadagni del 10% o meno.

In alcuni casi si tratta di un vero e proprio lancio della moneta, che può andare bene o male.

Gli investitori sembrano più scettici verso le società ad alto rischio e ad alta crescita spostandosi su investimenti più sicuri o mantenendo posizioni neutre in attesa di momenti migliori.

Le turbolenze di questo ultimo trimestre hanno decelerato gli investimenti sulle IPO e gli stessi ricavi di queste IPO hanno rallentato in alcuni casi anche del 50% rispetto al precedente trimestre.

Non è un caso che alcune aziende tra cui WeWork ed Endeavour hanno deciso di  rimandare le loro quotazioni a prossima data, forse prossimo anno.

E i rendimenti?

Anche questi sono incerti ma nel dubbio ricordate che anche Facebook dopo i primi fermenti nei giorni successivi è sceso addirittura sotto il prezzo di quotazione, ma ora coloro che hanno saputo credere nel titolo si vedono un ritorno dato dal rapporto Utile/Perdita del +370%.

Le IPO di quest’anno sono state molte.

Analizziamo allora le più interessanti che si possono certamente definire le IPO migliori del 2019.

Airbnb 

Questa è una delle IPO più attese, fino a settembre si ipotizzava potesse realizzarsi a fine anno.

Il clima di sfiducia generale e alcune valutazioni finanziarie però fanno sempre più ipotizzare che verrà rimandata al 2020 e cosa ancora più interessante non sarà una IPO. 

Airbnb nel 2017 era stata valutata 31 miliardi di dollari da Pitchbook.

Forse considerando l’alto valore, una solida base finanziaria e una vasta rete: mezzo milioni di viaggiatori e alloggi in 191 Paesi, insomma poca cosa, determinano che più con un’IPO l’azienda potrebbe scegliere anche il direct listing.

Una quotazione diretta forse per evitare una delusione, tale che molti analisti hanno considerato Uber a cui Airbnb si assomiglia per diversi elementi.  

Almeno per questa IPO dovremo aspettare il prossimo anno e in attesa progettare qualche vacanza.

Beyon Meat Inc. (BYND)

Gli hamburger vegetali più famosi del mondo si sono è quotati in borsa a inizio di giugno. 

La loro corsa è stata sorprendente, passerà alla storia non c’è che dire.

Il titolo per l’IPO era quotato a 25 dollari ma dopo neanche un mese aveva guadagnato il 620% e raggiungendo il valore massimo di 201,88 dollari.

A luglio il titolo ha addirittura raggiunto il massimo di 230 dollari. 

Dal 2016, lancio del primo prodotto, in tre anni le vendite sono salite di 5 volte. 

Ci si aspetta i ricavi prossimi ai 210 milioni di dollari.

Intanto il titolo si dimostra molto volatile.

In un giorno ha perso anche il 10% e molte sono state le speculazioni dietro, anche di essere una bella bolla più che un toro.

Beyond Meat è sceso anche fino ai 65 dollari e viaggia ora sugli 82 dollari più del triplo dei 25 dollari iniziali.

Qui la quotazione e l’andamento del titolo dalla sua IPO.

Chewy

Anche questa azienda ha fortemente sorpreso le aspettative.

Chewy è un e-commerce solo ed esclusivamente per prodotti di animali domestici, è una controllata di PetSmart Inc che è l’azionista di maggioranza al 70%.

Questo e-commerce per i nostri adorati pets è partito dalla quotazione iniziale di 22 dollari per azione e ha chiuso la sua giornata con un aumento del 59% dei prezzi raggiungendo la quotazione di 34,99 dollari.

L’azienda ha raccolto 1 miliardo di dollari dalla vendita di azioni e ora è quotata alla Borsa di New York, una IPO sorprendente. 

Grazie al lancio in borsa Chewy ha raggiunto una valutazione di 15 miliardi di dollari.

Le vendite sono aumentate del 68% l’anno scorso a oltre 3,5 miliardi di dollari.

Tuttavia la società nel 2018 ha registrato una perdita netta di 268 milioni di dollari, la quotazione le ha però ridato lo sprint giusto.

Questo il grafico dell’andamento ad un anno, come vediamo il titolo è oggi sul prezzo di 23 dollari.

Crowdstrike Holdings (CRWD)

La Crowdstrike Holding è una società attiva nella sicurezza informatica

Ha il merito di aver indagato su alcune violazioni di alto profilo e sulla violazione dei server della Commissione nazionale democratici nel 2016.

Nell’IPO di inizio giugno ha venduto almeno 18 milioni di azioni a 34 dollari per raccogliere oltre 610 milioni di dollari.

Nell’intera giornata di contrattazioni sono salite del 71% rispetto all’offerta iniziale.

Il titolo però recentemente sta facendo discutere perché dopo aver toccato quota 100 dollari ad agosto, ha poi cominciato una pesante discesa tanto che oggi è quotato 48 dollari.

Molto è dovuto alle informazioni sugli utili rilasciati dall’azienda, una crescita prevista per i prossimi anni in positivo, ma che a quanto pare non ha entusiasmato chi aveva investito sul lancio del titolo.

Lyft (LYFT)

Lyft è rivale di Uber non solo come società di car sharing e trasporto alternativo, ma anche nell’IPO.

La società ha fatto la sua IPO a marzo, aprendo la stagione cui sono seguite le altre big.

L’offerta ha visto il collocamento di 32,5 milioni di azioni offerte ad un prezzo di  addirittura 72 dollari l’una. 

Tale collocamento gli ha permesso di raggiungere la valutazione di 20 miliardi di dollari e raggiungere uno dei massimi nella categoria.

Tanto è andata bene nel lancio quanto sta deludendo negli ultimi tempi. 

Il titolo è sceso anche al di sotto del prezzo di collocamento, oggi una sua azione è scambiata 30 dollari sotto il prezzo di lancio e per un valore di 42 dollari.

Ecco il grafico del suo andamento dal lancio.

Ha pesato sul titolo i risultati di bilancio: al raddoppio delle entrate pari a 776 milioni di dollari si riscontrano passività per 1,14 miliardi, dovuti proprio alla quotazione e ai compensi delle azioni.

Ad ogni modo da tre anni proprio queste passività sono in grande calo e le revenue annuali di 3,3 miliardi sono migliori delle previsioni fatte.

Tuttavia il calo nello scambio ha influenzato l’umore e l’accoglienza dell’IPO di Uber come vedremo tra poco.

Ecco il confronto tra le due sui principali dati economici.

Pinterest (PINS)

Il suo nome di quotazione è PINS come quelle che questo famoso social network permette di spuntare per salvare i suoi contenuti. 

Di certo merita una Pins nella nostra classifica delle IPO migliori del 2019. 

Certo tra le tante è stata una tra le meno strabilianti per questo si colloca agli ultimi posti, ma ad ogni modo ha riscontrato un notevole successo e grandi guadagni, ben al di sopra le previsioni. 

Il titolo era stato valutato 19 dollari ad azione ma l’IPO lo ha visto crescere del 25%  chiudendo la giornata al prezzo di 23,75 dollari ad azione.

Tale prezzo ha portato Pinterest alla capitalizzazione di mercato di 12 miliardi di dollari, ben 2 in più rispetto le previsioni e rivalendosi contro chi non crede in questa piattaforma.

Il titolo dopo un periodo di forte volatilità si è però stabilizzato sul valore iniziale a cui veniva dato per un prezzo di scambio pari a 20 dollari ad azione.

Ecco il grafico dell’andamento da quando si è quotata.

IPO migliori del 2019

Intanto gli utili in crescita nel secondo trimestre (in immagine in basso) con entrate salite del 62% e una perdita per azioni inferiore alle previsioni, 6 centesimi rispetto agli 8 ipotizzati, hanno convinto Deutsche Bank a spostare il titolo da buy to hold.

IPO migliori del 2019

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Uber (UBER)

Quella di Uber è stata di certo una delle migliori IPO, e una delle più attese, nonostante i risultati.

Molto ha pesato sulla IPO, come detto poco sopra, l’andamento di Lyft che ha un po’ scoraggiato il mercato.

L’IPO è stata una delle più grandi IPO tecnologiche e una delle migliori di questo 2019.

Tuttavia non è stato quel lancio che molti, tra i primi i vertici aziendali, si aspettavano, lasciando molto riflettere.

La società di ride sharing è partita con un prezzo per azione di 45 dollari che però è sceso durante la giornata con grande sorpresa e perplessità.

Uber a dicembre 2018 veniva valutata 120 miliardi, valore che non è riuscita ad eguagliare con la IPO che si è fermata sui “soli” 81 miliardi di dollari, restando come detto una delle migliori e superando per capitalizzazione sia General Motors sia Ford.

Che sia in in continua crescita ed espansione è realtà tuttavia i bilanci sono ancora in rosso.

Uber ha infatti dichiarato ricavi per 11,3 miliardi nel 2018 (+45%) con perdite per 1,8 miliardi

Nel grafico in basso sono riportati i dati principali ricavi netti e perdite dal 2017.

IPO migliori del 2019

Il titolo ad ogni modo dall’IPO è in gran parte continuato a scendere, dai 45 dollari del lancio iniziale è scambiata oggi a soli 31 dollari per azione con una perdita del 20%.

In basso potete vedere l’andamento negativo del titolo fin dal suo lancio che però rimane di certo sul podio delle IPO più alte di sempre.

IPO migliori del 2019Queste le IPO migliori del 2019, ma il 2020 ci aspetta con altre importantissime e strategiche IPO.

Vedremo Airbnb, We Work, Syngenta e ultima il colosso del petrolio saudita Aramco.

Chissà come andranno, se sapranno superare Uber o se deluderanno le aspettative e ancor peggio le prospettive di guadagno.

Insomma ne vedremo delle belle anche per il 2020.

Voi avete investito in qualcuna di queste?

Fatemelo sapere nei commenti

Alessandro Moretti

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