DECRETO BANCHE CONVERTITO IN LEGGE

La legge 8 aprile 2016, n. 49 di conversione del decreto legge n. 18/2016 recante “misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio” entrata in vigore il 15 aprile 2016 prevede, tra l’altro, importanti misure in materia di anatocismo bancario.

Ricordiamo per chi non lo sapesse, che l’Anatocismo bancario è l’applicazione di interessi sugli interessi.

Secondo una prassi seguita dalle Banche gli interessi a debito del correntista vengono liquidati trimestralmente, mentre gli interessi a credito del correntista vengono liquidati annualmente, creando così un disallineamento nella maturazione degli interessi a debito con quelli a credito del cliente. Tale prassi, però, era stata eliminata con la Legge di Stabilità del 2014 che impediva il calcolo degli interessi sugli interessi nei confronti dei correntisti morosi.

Vediamo ora, brevemente, cosa cambia in materia di anatocismo a partire dal 15 aprile 2016.

COSA PREVEDE QUESTO DECRETO BANCHE?

La riforma apportata con il Decreto legge “Banche” prevede che l’anatocismo potrà essere calcolato solo una volta all’anno e non trimestralmente come attualmente molte banche fanno. Tuttavia, l’anatocismo continua a rimane in piedi per gli interessi di mora su conti correnti, carte revolving, aperture di credito e sconfinamenti sul conto in rosso.

In sintesi

Con la riforma appena approvata, gli interessi debitori maturati, compresi quelli relativi a finanziamenti con carte di credito (carte revolving), non potranno produrre ulteriori interessi e saranno calcolati esclusivamente sulla sorte capitale, ma ciò non vale per quelli di mora, per i quali l’anatocismo ora torna ad essere legittimo con la sola differenza che viene calcolato a cadenza annuale (al 31 dicembre di ogni anno) e non trimestrale.
Pertanto, la modifica apportata dal DL va discapito del correntista moroso perchè autorizza l’applicazione dell’anatocismo sugli interessi di mora non pagati (quelli cioè che scattano in caso di mancata restituzione dei soldi alla banca). In questo modo, gli interessi non vengono calcolati solo sul capitale non restituito ma anche sugli interessi non corrisposti, facendone aumentare gli importi tanto più aumentano i giorni dell’inadempimento del correntista moroso. Si tratta, quindi, di una penalizzazione ulteriore per chi non paga i propri debiti con la banca. Tale penalizzazione era stata eliminata due anni fa con la Legge di Stabilità del 2014 ed era stata accolta con successo anche da gran parte della giurisprudenza. Ora, però, tutto cambia, infatti l’anatocismo torna ad essere legittimo per gli interessi di mora.

 

Alessandro Moretti

CONOSCEVI IL DECRETO BANCHE?

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