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ENI: Analisi di mercato

28 Novembre 2019

ENI è un’azienda multinazionale creata dallo Stato italiano nel 1953 inizialmente come “ente pubblico”.

Presente in 73 paesi sotto il simbolo del cane a sei zampe, nel 1992 si è convertita in società per azioni.

Lo Stato italiano ha comunque mantenuto una quota superiore al 30% e, una serie di poteri speciali (la cosiddetta golden share) da esercitare nel rispetto di criteri prestabiliti.

Attiva nei settori di gas naturale e petrolio al 2018 è l’ottavo gruppo petrolifero mondiale per giro d’affari.

La società è quotata sia al New York Stock Exchange (NYSE) che nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

L’industria petrolifera e del gas globale è tra le industrie più redditizie in tutto il mondo.

Non sorprende quindi che le grandi compagnie petrolifere e del gas abbiano alcuni dei più alti valori del marchio aziendale al mondo.

l valore del marchio si riferisce all’importanza finanziaria di un marchio e fornisce una stima ponderata del valore di un marchio sul mercato. Cioè, quanto pagherebbe un acquirente per quel marchio.

ENI nella classifica mondiale si piazza al nono posto con un valore del marchio attribuito a quasi 11.000$.

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Trasformati in un vero trader con il percorso da 0 a finalmente Trader, senza commettere quei terribili (e costosi!) errori che io stesso ho commesso 10 anni fa!

Questa statistica illustra le entrate di Eni S.p.A. dal 2008 al 2018. L’anno più proficuo è stato il 2012 con 115 milioni di Euro.

Dopo un calo progressivo che ha portato nel 2016 un minimo storico di entrate del decennio a 55 milioni è partita una risalita progressiva che ha riportato la società a chiudere lo scorso anno a 76 milioni di Euro.

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Come si può vedere dal grafico sottostante i ricavi sono generati principalmente da 3 settori:

  1. Gas ed Energia, la branca più redditizia con 55 milioni di Euro di ricavi nel 2018.
  2. Esplorazione e Produzione con più di 25 milioni di Euro nel 2018.
  3. Raffinazione e commercializzazione con 25 milioni sempre nel 2018.

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Se andiamo a confrontare l’utile netto con le entrate dal 2008 al 108 vediamo che esso ricalca un po la fase altalenante mostrata in precedenza con un picco nel 2012 ed un brusco calo nel 2016 seguito da una ripresa graduale.

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Qui possiamo vedere le entrate ed i guadagni su una stessa tabella.

Notiamo come abbiamo seguito un andamento parallelo.

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Alto dividendo vuol dire sempre buon investimento?

Le società pagatrici di dividendi con utili in crescita possono essere altamente gratificanti a lungo termine.

D’altra parte, è noto che gli investitori acquistano un titolo a causa del suo rendimento e quindi perdono denaro se il dividendo della società non è all’altezza delle aspettative.

Un alto rendimento e una lunga storia di pagamento di dividendi è una combinazione sicuramente accattivante per Eni con il suo 6%.

I dividendi sono generalmente pagati dai guadagni dell’azienda. Se una società paga più dividendi di quanto guadagni, allora il dividendo potrebbe diventare insostenibile

Di conseguenza, dovremmo sempre indagare se una società può permettersi il proprio dividendo, misurato come percentuale del reddito netto di una società al netto delle imposte.

ENI ha distribuito il 124% del proprio utile come dividendi, nel corso del periodo di dodici mesi trascorsi. A meno che non vi siano circostanze attenuanti, dal punto di vista di un investitore che spera di possedere la società per molti anni, un rapporto di pagamento superiore al 100% è una preoccupazione da considerare.

Un esempio pratico

Negli ultimi dieci anni, il primo pagamento annuale è stato di € 1,30 nel 2009, rispetto a € 0,86 dell’anno scorso.

Ciò si traduce in un calo di circa il 4,0% all’anno in quel periodo. Il dividendo di Eni non si è ridotto linearmente al 4,0% annuo.

Negli ultimi cinque anni, l’utile per azione di Eni si è ridotto di circa il 6,7% annuo. Se gli utili continuano a diminuire, il dividendo potrebbe subire pressioni.

Ogni investitore a caccia di dividendi dovrebbe valutare se la società sta adottando misure per stabilizzare la situazione.

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Per riassumere, gli azionisti dovrebbero sempre verificare che i dividendi siano convenienti, che i suoi pagamenti di dividendi siano relativamente stabili e che abbia buone prospettive di crescita sia dei suoi utili che dei suoi dividendi.

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ENI: Analisi azionaria

La forza relativa fortemente decrescente indica una performance decisamente negativa rispetto al mercato di riferimento:

In questa analisi ci viene aiuto anche in conferma l’andamento dei prezzi che mostra un -1,9% nell’ultimo anno rispetto ad un +18% del mercato.

Nel breve periodo ci troviamo in trend ribassista con picchi di volatilità e ripresa dei prezzi a luglio e settembre 2019, ripresa che però alla fine non è stata sostenuta dal mercato buttando di nuovo giù il titolo ai 13€ attuali.

Sul più lungo periodo possiamo vedere come il titolo si trovi in trend laterale oscillando tra i 13€ ed i 17€.

Visti dunque i ricavi altalenanti degli ultimi anni, i dividendi non sostenuti dalla crescita degli EPS ed il trend laterale, pensate di investire comunque i vostri risparmi su questo titolo?

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.

Alessandro Moretti

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