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Come diventare Trader

24 Luglio 2020

Diventare trader è l’opportunità più bella del mondo.

Ti ho visto che hai appena fatto una smorfia di disapprovazione!

Non lo dico perché io faccio il trader professionista da oltre 10 anni, ma perché è veramente così.

L’attività di trading online ti da una libertà che nessun altro lavoro è in grado di darti, ma non parlo solo di libertà economica, il mio discorso va oltre il mero denaro.

Per libertà intendo la libertà personale, che ho trovato nel momento in cui sono diventato un trader di successo.

COME SI DIVENTA UN TRADER

Diventare un trader professionista significa aver studiato ogni dettaglio dei mercati finanziari, aver ispezionato ogni meandro dei grafici, ma soprattutto aver passato ore ed ore davanti ai grafici e capire l’essenza di ogni strumento finanziario che il mercato offre.

Ed arrivare a questo livello c’è un’unica strada: LO STUDIO! Niente scorciatoie, niente formule magiche, niente di niente di pura illusione.

Ecco perché ogni giorno dedico anima e corpo a scrivere questi articoli rendendoli il più ricchi possibili di contenuti completamente gratuiti.

Voglio evitare che tu spenda migliaia di euro in formazione…. che non vale i soldi che hai speso.

Tutto ciò che leggi nel mio sito sono esattamente le stesse conoscenze che io ho appresso in anni di studi per poter diventare un trader di successo.

Prendimi per pazzo, ma voglio condividere con te il mio sapere tecnico sul mondo del trading.

Bene, ora è arrivato il momento di iniziare a capire seriamente cosa vuole dire diventare un trader.

Chi può diventare un trader?

Diventare un trader, in realtà, lo può fare chiunque perché ci sono diverse tipologie di trading.

L’attività di trading può essere utilizzata per generare una fonte di reddito primaria o anche una fonte di reddito secondaria, e questo, secondo me è la situazione migliore, perché ti riduce anche lo stress e le responsabilità.

Quindi puoi continuare a fare il tuo lavoro primario, qualunque esso sia, ed abbinarlo all’attività di trading per avere un’entrata aggiuntiva extra per poterti permettere dei rendimenti aggiuntivi in più,

che potrai usare per soddisfare dei tuoi bisogni: come la vacanza, la macchina, lo studio all’università più prestigioso per i figli e quant’altro.

Ognuno ha i suoi sogni ed i suoi desideri, ma ciò che è importante è fare del trading un’attività seria e sostenibili nel medio lungo termine.

Attenzione alle truffe nel trading

Ti sarà sicuramente capitato di leggere dei messaggi ingannevoli che trovi nelle pubblicità online dove ti fanno credere di guadagnare il 1000% al mese senza rischi e diventare milionario in poche settimane.

QUESTO E’ ASSOLUTAMENTE FALSO!

Ricorda sempre che più è alto il tuo rendimento atteso maggiore sarà rischio che stai sostenendo.

Infatti io parlo sempre di un Trading sostenibile nel lungo termine, dove c’è un adeguato rapporto tra rischio e rendimento, ed un rischio tale per cui il mio capitale non viene messo a rischio completamente.

In questo modo si hanno elevate probabilità di ottenere quei rendimenti che non sono il 1000 %, ma rendimenti giusti per preservare in primis il tuo capitale e dopo aver il guadagno monetario.

La vera essenza del trading

Bene sappi una cosa: per diventare un trader di successo, come nella vita, il motore di tutto è trovare la semplicità in mezzo alla difficoltà e alla confusione.

La semplicità è quell’arma, che nel trading, fa la differenza.

Per esempio, la mia strategia è di una semplicità disarmante, ma è grazie ad essa se oggi sono diventato un trader professionista, profittevole da oltre 6 anni consecutivi.

Capisci cosa voglio dirti?

Ed a questo voglio collegarmi ad una citazione di Steve Jobs che adoro:

La semplicità è la maggiore sofisticazione

Come fare trading in maniera semplice?

Questa è una frase che rispecchia molto il mio modo di pensare e di essere, perché secondo me semplificare è molto difficile al giorno d’oggi, visto che si tende ad andare verso la complessità.

Come ti dicevo prima, le persone sono attratte da quello che è più complesso, che non riescono a capire, e trovano più giusto fare le cose anche senza capirle, piuttosto che mettersi lì a trovare la soluzione più semplice.

Una strategia di trading complessa, nel momento in cui non dovesse più adattarsi al mercato, sarà molto difficile da andare ad aggiustarla o aggiornarla.

Invece una strategia semplice, replicabile sarà molto più semplice adattarla alle esigenze di mercato oppure per migliorarla o capire cosa non dovesse più funzionare.

Rendi la tua strategia di trading semplice

Ma ti dirò di più, talvolta rendere un sistema semplice significa padroneggiare quell’argomento.

Perché se io voglio rendere un sistema semplice significa che conosco a fondo la materia, che ne sono un esperto, che so quello che sto facendo, e per questo sono in grado di renderla semplice.

Se non sei in grado di semplificare una strategia di trading significa che non conosci a pieno la materia, che ti mancano dei pezzi o che non l’hai capita abbastanza da sentirla tua.

Ecco perché a mio avviso la citazione di Steve Jobs può essere vista come l’essenza del trading.

Come diventare trader: Ecco i 4 Passi Da Fare

Voglio, prima di tutto, spiegarti brevemente come fare il trader o meglio come diventare un trader, ovvero quali sono le attività di trading e quali sono le operazioni che un trader o analista deve svolgere durante il proprio lavoro:

PASSO N.1: L’ANALISI DI MERCATO

In questo primo step ti spiego esattamente come diamine si fa ad iniziare per diventare un trader.

Che poi detto in confidenza tra noi è la stessa identica domanda che mi ha tormentato sin da subito all’inizio della mia carriera!

La prima parte consiste nell’effettuare la cosiddetta analisi del mercato, quindi per prima cosa devi avvalerti fondamentalmente dei seguenti strumenti:

  1. L’analisi tecnica
  2. L’analisi fondamentale o ciclica

Questi 2 tipi di analisi ti aiuteranno a capire cosa sta succedendo nel mercato, perché i mercati si stanno muovendo in quella specifica direzione, perché un titolo rimane fermo e molti altri “perché”.

Molti traders utilizzano un mix di tali analisi.

Dopo di che si deve definire la direzione del mercato, ovvero determinare se lo stesso è long, short o laterale, concludendo pertanto la prima parte di analisi.

In pratica devi fare quella che in gergo si chiama analisi di breve, medio e lungo termine, per capire l’impostazione che quello specifico strumento finanziario ha assunto o assumerà nel futuro.

PASSO N.2: I LIVELLI OPERATIVI

La seconda parte per diventare un trader consiste nella definizione dei livelli operativi, ovvero devi identificare:

  1. Il livello di ingresso nel mercato
  2. Il target o livello di profitto potenziale
  3. Lo stop loss dove andiamo a chiudere l’operazione con una perdita potenziale
  4. Valutare il rapporto rischio/rendimento

Ovverosia devi capire se l’operazione nel suo complesso, presenta un rapporto rischio/rendimento adeguato, nello specifico tale rapporto solitamente deve essere inferiore o al limite uguale ad 1:2.

Ma cosa vuol dire un rapporto rischio rendimento uguale ad 1:2?

Per ogni euro rischiato, se ne dovrebbero guadagnare almeno 2, cosi da stabilire quanto è il tuo profitto e quanto è il tuo rischio per ogni euro investito.

PASSO N.3: MONEY MANAGEMENT

La fase finale dell’attività di un trader professionista è quella della gestione del money management, cioè la gestione del capitale.

Questa è una fase di VITALE importanza se vuoi veramente diventare un trader di successo, pertanto devi definire quanto devi investire nella singola operazione in base alla distanza tra il livello di ingresso il target e lo stop loss, al fine di proteggere l’intero capitale.

PASSO N.4: L’ESECUZIONE

Infine ci sono gli ultimi 3 passi da seguire di:

  1. Esecuzione dell’ordine in piattaforma
  2. Il monitoraggio dell’operazione
  3. La gestione delle emozioni

Ora, giunto a questo livello, non ti resta che aspettare che il mercato faccia il suo corso, raggiungendo o il livello di stop loss o di target. Non è finita qui perché sicuramente una volta impostata l’operazione avrai a che fare con il peggior nemico della tua intera esistenza:

LA TUA MENTE!

Ricordati che la Tua Mente, Mente sempre 🙂

Qui in questa precisa fase di monitoraggio dell’operazione dovrai ASSOLUTAMENTE trasformarti in un ROBOT:

FREDDO

IRREMOVIBILE

IMPASSIBILE

ZERO EMOZIONI!

Lascia fare al mercato il suo fisiologico corso: hai fatto una corretta analisi del titolo, hai attuato a pieno la tua strategia, hai protetto la tua operazione, il tuo lavoro finisce qui: osserva e prendi atto che i mercati vanno dove vogliono loro.

Monitora l’operazione senza emozioni e osserva con razionalità estrema.

Questo è esattamente l’atteggiamento professionale per diventare un trader con la “T” maiuscola ed essere profittevole nel medio/lungo termine, senza rischiare di bruciare il tuo capitale per colpa della tua emotività.

I 3 ostacoli per diventare un trader:

Il primo ostacolo è sicuramente il tempo e l’energia.

Il tempo è fondamentale!

Come dico sempre viene fatto passare spesso, per attirare nuove persone, il messaggio che il Trading è semplice e che puoi fare Trading lavorando un minuto al giorno oppure in poco tempo puoi diventare profittevole.

In realtà diventare un trader professionista significa studiare, fare i corsi e fare pratica.

 

Cosa vuol dire fare il trader?

Sappi che fare il Trader è un’attività che impegna tantissimo tempo, per cui le persone, quando iniziano a fare Trading, traviate dalle pubblicità ingannevoli, pensano di poter far Trading partendo da zero, imparando magari quattro indicatori, due regoline e stanno lì che dicono:” Ok con mezz’ora al giorno divento milionario

Assolutamente no!

Ma ti sembra che se fosse così semplice non lo farebbero tutti?

Se fosse così semplice saremmo tutti stra milionari.

E invece ricordati che solo il 5% diventa un trader di successo, gli altri vengono divorati dai mercati.

Il tempo nel trading

Quindi diventare un Trader oltre che impiegare tanto tempo, impiega anche tanta energia, perché devi studiare, applicare, non devi perdere la calma, devi tenere a bada le emozioni, quindi anche a livello energetico il trading impegna tantissimo.

Questo è il primo vero ostacolo che incontra quel Trader, o aspirante tale, che accecato dal marketing illusorio, che spacciano la figura del Trader come quella persona che sta sdraiato in spiaggia sotto al sole ed in 5 minuti fa milioni di dollari.

Non si diventa un trader imparando 4 regoline, 2 indicatori che ti dicono di comprare a x e vendere a y.

Si diventa un trader con anni di studi che si trasformano in pratica.

Solo con la pratica, lo studio e la disciplina puoi iniziare a pensare di diventare un Trader professionista.

Ma la disciplina e la costanza non la devi avere per la prima settimana perché il giocattolo è nuovo, la devi avere per mesi ed anni, e soprattutto non devi mollare tutto, quando ti capiterà (perché ti capiterà), nel momento in cui i mercati ti lanceranno di quelle sberle assurde.

Ed è li che ti renderai conto di doverti applicare di più, di non mollare e di impegnarti a capire veramente dove hai sbagliato.

Se avrai questa stoffa allora potrai diventare un vero Trader professionista

E ricorda che se vuoi diventare un Trader di successo dovrai fare sacrifici, dovrai rinunciare a qualche birra con amici, a qualche festa, anziché di uscire alle 10 di sera uscirai a mezzanotte perché dovrai seguire i mercati.

I mercati non si fermano perché tu devi uscire con gli amici, i mercati proseguono sia con la tua presenza sia senza.

Ma se vuoi imparare seriamente a diventare un Trader, allora dovrai sottrarre del tempo a hobby, amici e quant’altro per dedicarlo al trading.

Preferisci dedicare del tempo ad un’attività come il trading che potrebbe farti diventare libero finanziariamente oppure preferisci spendere ogni settimana quei 30€ per una pizza e birra con amici?

Rifletti…

Diventare un trader: Il secondo ostacolo

E con questo ti ho mostrato il secondo ostacolo del trading, ovverosia avere il coraggio di sottrarre del tempo a ciò che ti piace per dedicarlo al trading.

Rispondimi sinceramente :

 

Sei in grado di sottrarre del tempo al calcetto, per esempio, e dedicarlo allo studio del trading?
Saresti in grado di rinunciare alla tv alla sera per studiare trading?

Non devi rispondere si per fare piacere a me, devi rispondere con onestà a te stesso!

Credimi che sarà difficile dire di no ad una birra, ad un aperitivo, ad una cena per stare a casa per cercare di diventare un trader.

Te lo dico per esperienza: sai che rabbia e che frustrazione che provavo quando agli inizi dicevo no ai miei amici per stare chiuso in casa a studiare trading?

Ma…

Ma adesso ne è valsa la pena e se tornassi indietro direi altri 10 mila no!

Il terzo ostacolo per diventare un trader

Il terzo ostacolo?

Pensare di iniziare a fare trading con € 1000 (se va bene) e pensare il giorno dopo di avere la Ferrari in garage assumendosi rischi assurdi.

La maggior parte delle persone vuole tutto e subito, e la fretta, come nella vita, ma soprattutto nel trading è quella che ti porta ad avere 0 in un battito di ciglia.

 

Devi avere una strategia, un piano di trading, un money management e col tempo incrementare il capitale.

Incrementare il capitale nel medio e lungo termine con una solida strategia, non incrementarlo in 24 ore con un rischio a mille.

Questa è una scommessa non fare trading.

Devi continuare a studiare

Soprattutto nel trading non si smette mai di imparare.

Molti mi dicono “Ale ma tu oramai sei diventato un trader professionista ma chi te lo fa fare di continuare a studiare e guardare i grafici?

Io dovrei smettere di studiare?

Ma neanche morto!

Nel trading non devi mai smettere di approfondire e di esercitarti a studiare sempre meglio i grafici di borsa.

Io a distanza di 10 anni tutte le sere guardo le chiusure dei mercati, poi mi leggo qualche pagina di un libro di trading.

Cerco di tenere la mente sempre aperta a nuovi input che potrebbero essere di aiuto a me ed ai miei clienti.

Se smetti di imparare sei una persona finita non solo nel trading ma nella vita in generale.

Diventare un trader: Le emozioni

Le emozioni, nel trading, le sai gestire?

Finchè si parla di teoria va tutto bene, ma sai quando arriva la vera grande difficoltà?

Quando inizi a vedere i tuoi soldi reali che oscillano nel tuo conto di trading.

Appena vedi che stai perdendo qualche euro in più del solito iniziano le vere difficoltà, inizi a fare le prime cavolate.

Lo sai perché molti si limitano a fare gli analisti tecnici e lavorano per persone terze?

Perché sono bravissimi a fare le analisi tecniche, sono bravissimi ad investire i soldi degli altri.

Ma se provi a fargli investire il proprio capitale con le stesse ottime analisi tecniche che hanno fatto vanno letteralmente in panico e non sanno più cosa fare.

Capisci quando ti dico che le emozioni giocano un ruolo importantissimo nel trading?

Il trader è colui che mette il proprio capitale e se lo gestisce da solo perché sa tenere a bada le proprie emozioni.

L’analista tecnico fa la stessa cosa del trader ma con soldi di altri, perché con i propri andrebbe in panico.

Come dice il più grande investitore al mondo, Warren Buffet, “Nel trading ci vuole pazienza“.

Diventare un trader: Che lavori si possono fare?

Ecco 8 opportunità lavorative: Ascolta Subito!

1.Diventare un trader e investire i propri capitali

Il primo lavoro che può fare un trader è proprio quello di investire i propri capitali.

Un trader chiaramente la prima cosa che va a fare è quella di investire i propri capitali, facendone diventare la propria attività lavorativa.

Ma c’è un però…

Per diventare un trader e viverci in maniera autonoma, occorre avere un discreto capitale e quindi bisogna essere sufficientemente capitalizzati.

Questa attività lavorativa si può suddividere in due sotto attività:

  1. Puoi trasformare questa attività come la tua fonte di reddito principale 
  2. Oppure puoi farla diventare la tua fonte di reddito secondaria.

Se lo fai come fonte di reddito secondaria diventa tutto molto più semplice, perché hai comunque delle entrate costanti, al quale abbini anche i rendimenti dei tuoi investimenti.

Invece, se diventa la tua fonte di reddito principale, allora hai un profilo un po’ più rischioso, delle entrate più variabili e quindi diventa più difficile anche quando lo fai come fonte di reddito principale.

Consiglio personale: oltre al tuo trading personale, abbinaci comunque un’altra fonte di reddito perché in questo modo riesci a stabilizzare le entrate mensili.

2. Diventare un Trader e fare il consulente indipendente

Il consulente crea portafogli per i propri clienti.

Qui possiamo dividere in due tipi di consulente.

  1. Un consulente indipendente a 360 gradi quindi fa azioni, obbligazioni, fondi e qualsiasi altro strumento finanziario.
  2. Il consulente solo azionario che si occupa soltanto della fetta azionaria del cliente

3. Diventare un Trader e fare il consulente finanziario dipendente

Il consulente finanziario dipendente lo puoi fare per banche e società finanziarie, in questo caso ci sono due livelli di consulente.

  1. Il consulente per il retail, quindi per i privati che fino ad oggi non richiedevano alcun prerequisito però, adesso, con l’entrata in vigore della MIFID II  stanno alzando le competenze per poter fare questo lavoro.
  2. Oppure, il consulente privato è quello di un livello leggermente superiore e ha come clientela soltanto persone e famiglie con patrimoni elevati.

Quando lavori per banche e società finanziarie, però, fai attenzione perché in questo caso un venditore di prodotti, lavora molto di più i con i fondi e sei spinto a vendere determinati prodotti piuttosto che altri, e soprattutto la tua retribuzione è legata anche ai prodotti che fai sottoscrivere al cliente e quindi più commissioni fai pagare più tu guadagni.

4. Diventare un Trader e fare l’analista o il ricercatore

Quindi concentrarti soltanto nella parte di analisi, questo tipo di lavoro lo puoi fare per società finanziarie, lo puoi fare in modo autonomo quindi avere diciamo un tuo sito di analisi e vendere le tue ricerche.

5.Diventare un Trader e fare l‘advisor

Si occupa di produrre le analisi, chiaramente come te le commissiona il gestore in base alle sue esigenze.

Ad esempio, il gestore ti dice di fare un certo contratto di servizi dove devi fare analisi su titoli americani di medio lungo termine per un portafoglio di 10 milioni di dollari che abbia un drawdown x, cercare di arrivare a un rendimento di questo tipo, hai come benchmark S&P 500 quindi ti commissiona la linea da seguire e tu da advisor gli fai l’operatività.

6. Diventare un Trader e fare il gestore

Questo è un livello molto più alto.

Sicuramente fare il gestore non è semplice e ci vuole molta esperienza, contatti e anche i capitali per aprire un fondo, a meno che tu non riesca a trovare una partnership con magari altre società che stanno già in questo mondo.

Collegandomi anche con il discorso dell’advisor, per fare l’advisor, oppure, fare il gestore stesso, implica avere una strategia.

Quindi, portare dei test storici della strategia e anche dei risultati reali o comunque  se non hai dati reali, puoi fare dei test storici ma che siano statisticamente robusti e quindi siano applicati su tutte le fasi del mercato.

Cioè, che abbiano un numero sufficiente di operazioni, un arco temporale sufficientemente lungo e tutti i test statistici che servono a validare statisticamente l’idea.

Un suggerimento, normalmente fondi e gestioni patrimoniali dato che hanno comunque capitali elevati, il loro obiettivo non è quello di fare rendimenti stratosferici, ma è quello di avere dei rischi limitati.

Per cui, se hai intenzione di andare a lavorare per fondi e gestioni patrimoniali e stai sviluppando una strategia che possa essere utilizzata da loro concentrati più che altro sulla limitazione del drawdown.

7. Diventare un Trader e fare il formatore

Puoi lavorare per privati e quindi puoi fare formazione per privati, puoi fare formazione per professionisti, perché tutti i consulenti che hanno lavorato per banche oppure per assicurazioni sono più venditori che non consulenti.

Puoi anche fare il formatore per scuole e università, rivolgendoti ad un pubblico giovane, contando che gli investimenti in azioni dalle superiori all’università viene trattata pochissimo, se non in università di taglio economico ma veramente c’è poca formazione quindi anche qui si possono fare delle belle collaborazioni.

8. Diventare un Trader e lavorare nel mondo dell’informazione

  1. Aprire un blog : fare articoli scritti su una specializzazione precisa, ad esempio un blog su “trading in azioni americane”.
  2. Fare “lo youtuber” si può fare un canale di finanza parlando di argomenti specifici e quindi approfondire determinate tematiche.
  3. Fare il podcaster e quindi fare podcast specifici su una determinata tematica, news e approfondimenti riguardanti, ad esempio, il trading in azioni oppure gli investimenti in fondi, la parte assicurativa, il trading sulle materie prime.

Come si monetizza il lavoro quando uno fa il blogger lo youtuber ed il podcaster?

Attraverso delle partnership con società finanziarie, attraverso la pubblicità (che però non consiglio perché non mi piace) oppure attraverso la vendita di servizi premium.

L’importante è che si producano dei contenuti di effettiva qualità che creino davvero valore per l’utente.

Tra l’altro facendo blogging, youtube o podcast  puoi crearti opportunità lavorative.

Per esempio, io stesso ricevo ogni mese almeno uno a due offerte di lavoro da società finanziarie e da banche.

L’importante come dico sempre è la qualità del lavoro fatto, qualsiasi attività lavorativa vuoi fare devi metterci la passione e l’impegno.

Diventare un trader o fare l’imprenditore?

Diventare un Trader e farne un’attività imprenditoriale: perché il trading deve essere considerato come un’attività imprenditoriale?

Io parto sempre da un presupposto, o meglio da una falsa credenza che c’è in giro: molti vedono il Trading come un gioco per ragazzini, dove uno ci mette qualche centinaia di euro e cerca di fare il colpo della vita, quindi un po’ come fosse una bisca clandestina, dove nel 99% dei casi ci si rimette.

Quindi un gioco dove ci sono gli speculatori che sono lì pronti a fregare i tuoi soldi perché tu per primo non hai le conoscenze approfondite, hai conoscenze superficiali e quindi sei destinato a perdere tutto e subito!

Il Trading è veramente una professione, un’attività imprenditoriale e non un gioco che si può fare con poche centinaia di euro.

Per cui bisogna prima di tutto essere capitalizzati, e per capitalizzati intendo almeno qualche migliaia di euro se vuoi iniziare in maniera corretta.

Ecco perché voglio che ti passi il concetto del trading come un’attività imprenditoriale e farti approcciare al trading in maniera seria e professionale, ma soprattutto la serietà che è presente alle spalle di questo lavoro.

Ma per farti capire ancora meglio voglio farti un semplice paragone del trader con un imprenditore.

Diventare trader vs. attività imprenditoriale

Un imprenditore è una persona che mette del capitale, definito capitale di rischio, quindi utilizza il proprio capitale, lo investe, per comprare un immobile, una struttura, per comprare dei macchinari e delle materie prime.

Queste materie prime entrano nel processo produttivo, quindi i macchinari le lavorano per ottenere un prodotto finito.

Questo prodotto dovrà poi essere venduto per ottenere dei ricavi che coprono tutti i costi, e permettono di avere degli extra guadagni che finiscono nelle tasche dell’imprenditore al netto delle tasse di tutti i costi che ha sostenuto.

Questa è l’attività dell’imprenditore: può essere imprenditore agricolo, tecnologico e delle comunicazioni, insomma di qualsiasi settore del mondo, ma da questo sistema non si esce!

Quindi si mette del capitale, si prendono delle materie prime, si lavorano in un processo produttivo e si tirano fuori dei prodotti finiti da vendere per coprire tutti i costi ed avere, infine, dei guadagni.

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E per diventare un trader cosa si fa di così diverso?

Per diventare un trader si prende un capitale, definito capitale di rischio, che si mette sul mercato, che si utilizza per comprare le

materie prime (in questo caso per comprare le azioni o qualsiasi altro strumento finanziario), con lo scopo di rivenderla dopo un certo periodo di tempo ad un prezzo più alto per ottenere dei profitti, che permetterà di coprire tutti i costi (piattaforma, commissioni) e al netto delle tasse di avere dei guadagni che si mette in tasca.

Capisci l’analogia tra diventare un trader ed un imprenditore?

Entrambi usano il proprio capitale per genere un profitto.

Ma un profitto nel tempo, non che investe oggi il suo capitale e domani diventa milionario!

L’imprenditore è una persona che mette a rischio il proprio capitale così come fa il Trader andando ad ottenere dei guadagni, piccoli o grandi che siano.

Ma non esiste la sicurezza al 100% priva di rischio!

E’ proprio qui che la maggior parte delle persone perde la logica del discorso.

Il capitale del trader e dell’imprenditore sono per definizione capitali messi a rischio, ma c’è una differenza.

L’imprenditore mette a rischio tutto il suo capitale, quindi se va male qualcosa, se non riesce a vendere le materie prime, pagare i dipendenti e quant’altro, lui stesso dichiara fallimento, chiude l’azienda e quel capitale non lo rivedrà mai più.

Diverso è il discorso nel trading, perché?

Perché il trader può destinare a questa attività una parte del capitale, cioè quel capitale, che se gli va male l’attività può permettersi di perderli, ma alle spalle ne ha altri che può ancora usare (l’imprenditore perde tutto).

Ma soprattutto il trader può decidere la percentuale di rischio che vuole assumere per ogni singola operazione, quindi può frazionare il suo capitale in piccole percentuali da destinare ad ogni operazione.

Così facendo sa esattamente come e quanto potrebbe perdere, perché è tutto sotto il suo controllo, ed è tutto perfettamente monitorabile in qualsiasi momento.

Il trader può sapere in ogni secondo come sta andando il suo capitale anche in variazione di poche centesimi.

L’imprenditore no.

Purtroppo troppi aspiranti trader non sanno minimamente come gestire il rischio e le percentuali di investimento del proprio capitale.

Perché spesso e volentieri, accecati dall’avidità, tendono ad investire una percentuale troppo alta del proprio capitale

(quindi aumentano drasticamente il rischio di bruciare tutto e subito il proprio capitale).

Chi fa trading approcciandolo come un gioco d’azzardo non capisce, non è consapevole, dei rischi altissimi che si sta assumendo,

e questo è un tipo di trading che io non approvo, rifiuto e che non fa parte del mio modo di fare trading.

Perché sostengo che diventare un trader è un’attività meno rischiosa dell’attività imprenditoriale in sé?

Perché l’imprenditore ha diverse variabili che deve monitorare, perché deve controllare i propri dipendenti che lavorino bene, per il bene dell’azienda, che non facciano casini, che si presentino sempre sul posto di lavoro, che non lo freghino.

Può avere i macchinari che si rompono oppure macchinari da aggiustare e quindi pagare uno specialista che li ripari.

E così facendo aumentano i costi che l’imprenditore deve sostenere.

Inoltre ha un altro rischio molto importante: e se il mercato cambia? E se cambia la domanda di mercato e quindi il suo prodotto non è più richiesto?

Capisci cosa voglio dirti?

Ma non credere che diventare un trader professionista non abbia imprevisti, diciamo che ne ha meno dell’imprenditore, e se è un trader consapevole saprà come arginare le perdite.

Ah perché stavi già pensando che un trader non perde mai e che siano tutte rose e fiori, quindi sempre e solo guadagni?

Beh caro mio togliti subito dalla testa il marketing illusorio che gira intorno al trading!

Nel trading ci sono e ci saranno sempre le perdite, ma ti ricordi quando ti parlavo di avere una corretta strategia e di un buon money management?

Ecco queste sono le due armi a favore del trader per evitare di bruciare il prorpio capitale nel medio e lungo periodo.

Ti dico solo che i migliori trader riescono a fare il 50% di profitto, ovverosia per ogni operazione chiusa in perdita ne hanno una chiusa in profitto.

Ma avendo un buon money management le operazioni che chiudono in perdita sono irrisorie rispetto ai profitti.

Perché?

Hai mai sentito parlare del rapporto rischio rendimento maggiore o uguale a 1:2?

Significa che con una potenziale perdita di 1 io posso guadagnare 2 o 3.

Ecco perché con un giusto rapporto rischio rendimento si riesce ad avere perdite minime che vengono inglobate da quelle in profitto.

Vuoi diventare un trader dunque?

Bene allora studia, leggi libri, fai corsi, passa ore davanti quella benedetta piattaforma, arriva ad odiare i grafici.

Ma…

Ma ne varrà la pena.

Come pensi che sia diventato un trader professionista profittevole da oltre 10 anni?

Con la bacchetta magica?

Assolutamente no, ho studiato, quello che studiavo lo mettevo in pratica, quello che mettevo in pratica lo sbagliavo e ci riprovavo.

Eh si, non me ne vergogno a dirlo, ma voglio essere trasparente con te.

Io ho bruciato ben 2 conti da € 10.000!

Si ho visto la tua faccia incredula, è identica alla mia quando persi i miei primi sudatissimi risparmi di
€ 10.000!

Mi vengono i brividi solo a pensarci, mi sembra di rivivere quei momenti

terribili misti a rabbia, frustrazione, voglia di urlare da quella sensazione orrenda che solo che ci è passato può capirmi.

Ma grazie a quei € 20.000 prosciugati dai mercati oggi sono diventato un trader professionista e certificato.

Capisci il messaggio che voglio trasmetterti?

Ma soprattutto devi avere la passione che ti arde dentro di capire i mercati finanziari e non devi essere mosso solo dal desiderio di guadagnare cifre da capogiro in un solo momento.

Il denaro nel trading è la fisiologica conseguenza di un ottimo lavoro svolto.

Se vuoi diventare un trader professionista devi costruirti e studiare una strategia profittevole nel medio e lungo periodo e che miri prima di tutto a preservare il tuo capitale e poi a generare profitti.

Ma una volta ideata la strategia la devi sposare in ogni aspetto, la devi rispettare,

ne devi seguire la logica, i passi, il money management e le regole che lei stessa ti impone.

Se sgarri una sola volta sarà la tua fine, magari non subito ma nel tempo lo sarà.

Bene, ogni giorno studi qualcosa di nuovo e lo metti in pratica.

Leggi libri, leggi articoli, segui un corso, ascolta un podcast, guarda video di formazione su Youtube,

hai mille risorse che puoi usare a tuo vantaggio per fare ogni giorno piccoli ma costanti passi verso il tuo obiettivo.

Basta anche solo mezz’ora al giorno purchè sia tutti i giorni!

E ricordati che io SONO PARTITO LETTERALMENTE DA ZERO ma con il consiglio che ti ho appena dato ci sono riuscito!

Ti auguro di cuore di raggiungere ogni tuo obiettivo

Buon trading

Trasformati in un vero trader con il percorso da 0 a finalmente Trader, senza commettere quei terribili (e costosi!) errori che io stesso ho commesso 10 anni fa!.

Alessandro Moretti

 

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