Diventare trader o fare l’imprenditore?

In questo articolo voglio mostrarti tutte le analogie che ci sono tra l’attività di trading e l’attività imprenditoriale, ma ti voglio dimostrare come un trader può essere considerato un vero e proprio libero professionista.

Il Trading come un’attività imprenditoriale: perché il trading deve essere considerato come un’attività imprenditoriale?

Io parto sempre da un presupposto, o meglio da una falsa credenza che c’è in giro: molti vedono il Trading come un gioco per ragazzini, dove uno ci mette qualche centinaia di euro e cerca di fare il colpo della vita, quindi un po’ come fosse una bisca clandestina, dove nel 99% dei casi ci si rimette.

Quindi un gioco dove ci sono gli speculatori che sono lì pronti a fregare i tuoi soldi perché tu per primo non hai le conoscenze approfondite, hai conoscenze superficiali e quindi sei destinato a perdere tutto e subito!

Perchè nel trading perdi nel 95% dei casi?

Perché si cade in pubblicità ingannevoli di guadagni facili: puro marketing di miracolose strategie o metodi profittevoli al 100%.

 

 

Cos'è il trading e come puoi diventare trader veramente?

Il Trading è veramente una professione, un'attività imprenditoriale e non un gioco che si può fare con poche centinaia di euro.

Per cui bisogna prima di tutto essere capitalizzati, e per capitalizzati intendo almeno qualche migliaia di euro se vuoi iniziare in maniera corretta.

Ecco perché voglio che ti passi il concetto del trading come un’attività imprenditoriale e farti approcciare al trading in maniera seria e professionale, ma soprattutto la serietà che è presente alle spalle di questo lavoro.

Ma per farti capire ancora meglio voglio farti un semplice paragone del trader con un imprenditore.

Diventare trader vs. attività imprenditoriale

Un imprenditore è una persona che mette del capitale, definito capitale di rischio, quindi utilizza il proprio capitale, lo investe, per comprare un immobile, una struttura, per comprare dei macchinari e delle materie prime.

Queste materie prime entrano nel processo produttivo, quindi i macchinari le lavorano per ottenere un prodotto finito.

Questo prodotto dovrà poi essere venduto per ottenere dei ricavi che coprono tutti i costi, e permettono di avere degli extra guadagni che finiscono nelle tasche dell'imprenditore al netto delle tasse di tutti i costi che ha sostenuto.

Questa è l'attività dell'imprenditore: può essere imprenditore agricolo, tecnologico e delle comunicazioni, insomma di qualsiasi settore del mondo, ma da questo sistema non si esce!

Quindi si mette del capitale, si prendono delle materie prime, si lavorano in un processo produttivo e si tirano fuori dei prodotti finiti da vendere per coprire tutti i costi ed avere, infine, dei guadagni.

 

 

E per diventare trader cosa si fa di così diverso?

Per diventare trader si prende un capitale, definito capitale di rischio, che si mette sul mercato, che si utilizza per comprare le

materie prime (in questo caso per comprare le azioni o qualsiasi altro strumento finanziario), con lo scopo di rivenderla dopo un certo periodo di tempo ad un prezzo più alto per ottenere dei profitti, che permetterà di coprire tutti i costi (piattaforma, commissioni) e al netto delle tasse di avere dei guadagni che si mette in tasca.

Capisci l’analogia tra trader ed imprenditore?

Entrambi usano il proprio capitale per genere un profitto.

Ma un profitto nel tempo, non che investe oggi il suo capitale e domani diventa milionario!

L'imprenditore è una persona che mette a rischio il proprio capitale così come fa il Trader andando ad ottenere dei guadagni, piccoli o grandi che siano.

Ma non esiste la sicurezza al 100% priva di rischio!

E’ proprio qui che la maggior parte delle persone perde la logica del discorso.

Il capitale del trader e dell’imprenditore sono per definizione capitali messi a rischio, ma c’è una differenza.

L’imprenditore mette a rischio tutto il suo capitale, quindi se va male qualcosa, se non riesce a vendere le materie prime, pagare i dipendenti e quant’altro, lui stesso dichiara fallimento, chiude l’azienda e quel capitale non lo rivedrà mai più.

Diverso è il discorso nel trading, perché?

Perché il trader può destinare a questa attività una parte del capitale, cioè quel capitale, che se gli va male l’attività può permettersi di perderli, ma alle spalle ne ha altri che può ancora usare (l’imprenditore perde tutto).

Ma soprattutto il trader può decidere la percentuale di rischio che vuole assumere per ogni singola operazione, quindi può frazionare il suo capitale in piccole percentuali da destinare ad ogni operazione.

Così facendo sa esattamente come e quanto potrebbe perdere, perché è tutto sotto il suo controllo, ed è tutto perfettamente monitorabile in qualsiasi momento.

Il trader può sapere in ogni secondo come sta andando il suo capitale anche in variazione di poche centesimi.

L’imprenditore no.

Purtroppo troppi aspiranti trader non sanno minimamente come gestire il rischio e le percentuali di investimento del proprio capitale.

Perché spesso e volentieri, accecati dall'avidità, tendono ad investire una percentuale troppo alta del proprio capitale (quindi aumentano drasticamente il rischio di bruciare tutto e subito il proprio capitale).

Chi fa trading approcciandolo come un gioco d’azzardo non capisce, non è consapevole, dei rischi altissimi che si sta assumendo, e questo è un tipo di trading che io non approvo, rifiuto e che non fa parte del mio modo di fare trading.

 

 

Perché sostengo che il trading è un’attività meno rischiosa dell’attività imprenditoriale in sé?

Perché l’imprenditore ha diverse variabili che deve monitorare, perché deve controllare i propri dipendenti che lavorino bene, per il bene dell’azienda, che non facciano casini, che si presentino sempre sul posto di lavoro, che non lo freghino.

Può avere i macchinari che si rompono oppure macchinari da aggiustare e quindi pagare uno specialista che li ripari.

E così facendo aumentano i costi che l’imprenditore deve sostenere.

Inoltre ha un altro rischio molto importante: e se il mercato cambia? E se cambia la domanda di mercato e quindi il suo prodotto non è più richiesto?

Capisci cosa voglio dirti?

Ma non credere che il trader non abbia imprevisti, diciamo che ne ha meno dell’imprenditore, e se è un trader consapevole saprà come arginare le perdite.

Ah perché stavi già pensando che un trader non perde mai e che siano tutte rose e fiori, quindi sempre e solo guadagni?

Beh caro mio togliti subito dalla testa il marketing illusorio che gira intorno al trading!

Nel trading ci sono e ci saranno sempre le perdite, ma ti ricordi quando ti parlavo di avere una corretta strategia e di un buon money management?

Ecco queste sono le due armi a favore del trader per evitare di bruciare il prorpio capitale nel medio e lungo periodo.

Ti dico solo che i migliori trader riescono a fare il 50% di profitto, ovverosia per ogni operazione chiusa in perdita ne hanno una chiusa in profitto.

Ma avendo un buon money management le operazioni che chiudono in perdita sono irrisorie rispetto ai profitti.

Perché?

Hai mai sentito parlare del rapporto rischio rendimento maggiore o uguale a 1:2?

Significa che con una potenziale perdita di 1 io posso guadagnare 2 o 3.

Ecco perché con un giusto rapporto rischio rendimento si riesce ad avere perdite minime che vengono inglobate da quelle in profitto.

 

 

Ma come diventare trader?

STUDIA!

Non esistono scorciatoie.

Scusami se sono freddo e duro ma sono stufo di leggere online formule magiche per arricchirsi, per imparare a fare trading in un giorno.

Sono cose che non esistono!

 

Vuoi diventare un trader?

Bene allora studia, leggi libri, fai corsi, passa ore davanti quella benedetta piattaforma, arriva ad odiare i grafici.

Ma...

Ma ne varrà la pena.

Come pensi che sia diventato un trader professionista profittevole da oltre 10 anni?

Con la bacchetta magica?

Assolutamente no, ho studiato, quello che studiavo lo mettevo in pratica, quello che mettevo in pratica lo sbagliavo e ci riprovavo.

Eh si, non me ne vergogno a dirlo, ma voglio essere trasparente con te.

Io ho bruciato ben 2 conti da € 10.000!

Si ho visto la tua faccia incredula, è identica alla mia quando persi i miei primi sudatissimi risparmi di
€ 10.000!

Mi vengono i brividi solo a pensarci, mi sembra di rivivere quei momenti terribili misti a rabbia, frustrazione, voglia di urlare da quella sensazione orrenda che solo che ci è passato può capirmi.

Ma grazie a quei € 20.000 prosciugati dai mercati oggi sono diventato un trader professionista e certificato.

Capisci il messaggio che voglio trasmetterti?

Ma soprattutto devi avere la passione che ti arde dentro di capire i mercati finanziari e non devi essere mosso solo dal desiderio di guadagnare cifre da capogiro in un solo momento.

Il denaro nel trading è la fisiologica conseguenza di un ottimo lavoro svolto.

Se vuoi diventare un trader professionista devi costruirti e studiare una strategia profittevole nel medio e lungo periodo e che miri prima di tutto a preservare il tuo capitale e poi a generare profitti.

Ma una volta ideata la strategia la devi sposare in ogni aspetto, la devi rispettare, ne devi seguire la logica, i passi, il money management e le regole che lei stessa ti impone.

Se sgarri una sola volta sarà la tua fine, magari non subito ma nel tempo lo sarà.

 

 

Se vuoi diventare trader devi saper gestire le emozioni

E soprattutto non passare ore ed ore a guardare quanto stai guadagnando e quanto stai perdendo perché non serve a nulla, anzi!

E’ proprio questo l’atteggiamento che ti farà fare cavolate (passami il termine) perché preso dal panico e dalle emozioni commetterai un errore perché vedrai un numero rosso sulla tua piattaforma e invece la tua avidità li vuole vedere tutti verdi ed in profitto.

No, no, no, no, no e ancora no!

Hai inserito il tuo ordine, lo hai protetto con lo stop loss, hai determinato il tuo target, hai seguito pedissequamente la tua strategia?

Benissimo allora vai via dalla piattaforma, fai altro, studia, approfondisci, basta che non stai lì minuto per minuto a guardare quanto stai perdendo e quanto stai guadagnando.

Se hai fatto un’analisi corretta l’operazione andrà in gain se no andrà in loss, ma quel loss non sarà un valore a caso, perché lo avrai identificato tu stesso, seguendo il tuo money management e già sai che se l’operazione va male perderai quella cifra.

Quindi non dovrai disperarti perché hai perso 100, tanto già lo sapevi che se l’operazione fosse andata male quella era la cifra che avevi preventivato di perdere, no?

Capisci come ragiona un trader professionista?

Se invece vuoi fare una cosa intelligente è monitorare l’andamento delle tue azioni osservando il grafico sulla piattaforma.

Per esempio io non guardo mai quanto sto guadagnando e quanto sto perdendo durante la giornata, ma piuttosto vado a guardare su una piattaforma che non è il mio conto di trading come stanno andando i titoli ed i mercati.

Ed è molto diverso dal guardare le perdite ed i profitti, perché così evito di fare stupidaggini e riduco a zero le emozioni.

Ma soprattutto devi cercare di diversificare i tuoi investimenti con l’obiettivo di mettere al sicuro il tuo capitale.

Non puoi pretendere di avere 10 milioni ed investirli tutti su un solo titolo, ma, al trading, dovrai destinare di quei 10 milioni solo una parte.

La parte che sei disposto a perdere se dovesse andarti tutto male.

E quella parte che decidi di investire nel trading la devi diversificare nelle giuste percentuali in diversi strumenti finanziari.

 

 

E invece diventare trader e farlo come secondo lavoro?

Se invece hai già un lavoro principale, puoi benissimo affiancare il trading al tuo lavoro principale.

Io stesso quando facevo l’operaio, che era il mio lavoro principale, lo affiancavo al trading e poi piano piano quando vedevo che i guadagni dal trading erano superiori al mio stipendio, allora e solo allora mi sono licenziato e ho fatto del trading il mio lavoro principale.

Come ho fatto?

Durante la settimana lavoravo come dipendente e nei week end studiavo e ideavo la mia strategia di trading, la testavo, la modificavo e così via.

E' stato facile?

Ma perchè qualcuno ha detto che sarebbe stato facile? 🙂

Che sbocchi lavorativi hai con il trading?

Puoi fare il trader indipendente, puoi fare l’analista per società terze, puoi crearti la tua azienda dove insegni il tuo modo di fare trading così da aiutare altre persone in difficoltà.

Puoi fare tante cose con il trading, la scelta è solo tua.

La citazione di oggi

E’ una citazione di Bill Gates che dice

Se stasera vado a letto non avendo fatto niente di nuovo rispetto a ieri allora questo è stato un giorno sprecato.

Questa è molto importante.

Ricollegandomi a quello che ti dicevo prima, se vuoi diventare un trader professionista ogni singolo giorno, ripeto, OGNI SINGOLO GIORNO, devi fare un passo in più verso il tuo obiettivo.

Vuoi diventare un trader professionista e vivere di trading?

Bene, ogni giorno studi qualcosa di nuovo e lo metti in pratica.

Leggi libri, leggi articoli, segui un corso, ascolta un podcast, guarda video di formazione su Youtube, hai mille risorse che puoi usare a tuo vantaggio per fare ogni giorno piccoli ma costanti passi verso il tuo obiettivo.

Basta anche solo mezz’ora al giorno purchè sia tutti i giorni!

E ricordati che io SONO PARTITO LETTERALMENTE DA ZERO ma con il consiglio che ti ho appena dato ci sono riuscito!

Ti auguro di cuore di raggiungere ogni tuo obiettivo

Buon trading

Alessandro Moretti

 

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    2 replies to "Diventare trader o fare l’imprenditore?"

    • sergiomerletti

      Ciao Ale sono felicissimo che stai facendo gli articoli dalle puntate di #radiotradingpodcast perché sono un ottimo strumento di ripasso rapido per non perdersi i concetti. La passione di capire secondo me sta alla base di tutto, a me affascina il trading prima di tutto per ciò che c’è dietro prima ancora dei soldi, che sono un mezzo per cominciare e una conseguenza di un’operazione ben svolta. Grazie

      • Master Trader

        Ciao Sergio, grazie a te. Sono contento che il podcast ti sia utile e mi raccomando fammi sapere cosa ne pensi e se ci sono degli argomenti che ti interessano particolarmente che ne parlerò nelle prossime puntate 😉
        A presto

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