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Cos’è la borsa

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Borse valori

Cos’è la borsa e come funziona?

Conoscere cos’è la borsa oltre che curioso è importante per sapere come fare trading.

Si parla più estesamente di borse valori perché non ci sono solo azioni, ma anche obbligazioni, materie prime, futures e altri derivati.

Anche questi ultimi vengono scambiati su delle borse valori, che possono essere le stesse di quelle delle azioni, oppure specifiche per quel tipo di strumento.

Cosa sono le borse valori e come funzionano

Lo scopo principale delle borse valori è quello di mettere in contatto i compratori con i venditori.

Sono note anche come exchange.

Ma come funziona borsa valori?

In pratica le persone che desiderano comprare un determinato strumento finanziario e le persone che invece lo vogliono vendere si incontrano virtualmente sulla borsa valori.

Un tempo questo veniva fatto proprio di persona, si andava all’exchange, su quello che si chiama floor e lì si diceva a quale prezzo si desiderava comprare oppure vendere.

All’interno dell’exchange c’era un addetto, che aveva il compito di far incontrare il compratore con il venditore che desiderava comprare e rispettivamente vendere allo stesso prezzo.

Se uno si chiede e pensa a che cos’è la borsa rimane sorpreso di quanto in realtà è un concetto noto da secoli, gli exchange non sono nulla di nuovo. borsa valori cos'è e come funziona

Pensate che il primo exchange che possiamo definire moderno è stato istituito attorno al 1600, ed é la borsa valori di Amsterdam, oggi chiamata Euronext Amsterdam.

Che cos’è la borsa valori oggi?

Ovviamente però al giorno d’oggi queste borse valori si sono un po’ evolute e non c’è più bisogno di avere una persona che fisicamente mette in contatto il compratore con il venditore.

Ciò può rendere più complesso capire cos’è la borsa valori perché l’incontro avviene tramite i computer, elettronicamente, ed on line.

Nel momento in cui vogliamo comprare un’azione, piuttosto che una obbligazione, un contratto futures, un contratto opzione, ci dovremo mettere in contatto con gli exchange.

Loro registreranno il nostro ordine e non appena ci sarà qualcuno che vuole vendere la sua azione piuttosto che l’obbligazione, il contratto futures, l’opzione al nostro stesso prezzo, lo scambio avverrà e la borsa valori si occuperà di scambiare i soldi e lo strumento finanziario.

Quando vogliamo comprare un’ azione però mica chiamiamo il Nyse, la borsa italiana oppure il Nasdaq, ma ci appoggiamo a quelli che chiamiamo broker.

Cosa sono i brokers?

I brokers sono per definizione degli intermediari, in questo caso finanziari, e, proprio perché sono degli intermediari stanno fra noi e l’exchange.

Quindi se siamo intenzionati a comprare delle azioni dovremo prima rivolgerci al broker e poi lui si occuperà di mandare tutti gli ordini dei propri clienti all’exchange per approfondire cos’è e come scegliere il broker ti consiglio di leggere: Come scegliere il Broker.

Perché abbiamo bisogno degli exchange?

Beh innanzitutto non è che ne abbiamo bisogno, ci sono infatti dei mercati che operano senza exchange.

Questi sono chiamati ECN, dove per esempio si possono scambiare le valute.

Senza andare troppo nel dettaglio però, possiamo dire che questi mercati sono tendenzialmente più rischiosi, questo proprio dovuto al fatto che non abbiamo un exchange.

Che cos’è la borsa e perché è regolata?

Le borse valori ci assicurano da tre punti di vista:

Il primo è relativo all’azienda sulla quale vogliamo investire.

Per poter comprare azioni di un’azienda sulla borsa italiana questa deve essere quotata sulla borsa è ovvio, ma non è poi tanto ovvio il processo per farlo.

Se sapete come funziona la borsa valori la quotazione di un’azione non è così facile.

Le aziende devono rispettare molti criteri per essere ammesse sulla borsa valori e ovviamente ogni borsa valori ha i suoi.

Un criterio potrebbe essere per esempio il prezzo dell’azione.

Sul Nasdaq e sul Nyse, le azioni non possono scendere sotto quota un dollaro, altrimenti vengono espulse dall’ exchange.

Un altro criterio è per esempio quello di dover fare il rapporto relativo all’andamento del business, le cosiddette trimestrali.

Altre norme possono essere per esempio quello di rispettare norme più importanti. cos'è la borsa

Da chi è regolata la borsa valori?

In Italia la borsa valori è regolata è regolata da Banca d’italia e Consob.

Ma come cita l’art.4 del TUF anche:

collaborativamente da più autorità: La Banca d’Italia, la Consob, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, l’Isvap e l’Ufficio italiano dei cambi collaborano tra loro.

Nel caso del Nasdaq e del Nyse, le aziende devono essere iscritte alla SEC che è un organo governativo che vigila sugli affari finanziari.

Oltre a questi tre criteri ce ne sono molti altri e molte altre norme per le quali servirebbe un corso apposito per discuterne.

In ogni caso capiamo che quando compriamo delle azioni o comunque dei prodotti finanziari su questi exchange, anche detti regolamentati, possiamo stare abbastanza sicuri che quello che stiamo comprando non sia una truffa, il che non vuol dire che non si perdano soldi se non si sta attenti, ma vuol dire che si può stare un poco più sereni.

Un secondo vantaggio di avere gli exchange è legato agli stessi investitori.

Ricordiamoci che quando facciamo compravendita di azioni abbiamo a che fare con una compravendita vera e propria. Cambia ben poco dalla compravendita di oggetti usati.

Il problema è che quando compriamo e vendiamo oggetti usati normalmente l’acquirente o il venditore lo vediamo di persona, con le azioni e gli strumenti finanziari non è così.

Se vendiamo qualcosa a qualcuno e questo non ci dà i soldi diventa estremamente difficile recuperare questi ultimi.

Per questo motivo l’exchange ha anche il compito di vigilare sugli scambi e accertarsi che se uno strumento finanziario viene consegnato al compratore il venditore abbia ricevuto la quantità di denaro precedentemente pattuita.

Da qui capiamo che anche la qualità e la tipologia di exchange è importante. Dico questo perché c’è un’ ulteriore tipologia di exchange della quale non abbiamo parlato.

Questi sono gli OTC o over the counter.

Cosa sono gli exchange OTC?

Gli OTC sono degli exchange non regolamentati.

Normalmente quando le aziende non riescono più a soddisfare i requisiti dei normali exchange, vengono listate su queste borse valori OTC.

Il problema però è che la regolamentazione di questi ultimi è molto scarsa, praticamente nulla.

Su alcuni exchange non è nemmeno necessario fare il resoconto trimestrale.

Questo vuol dire che solamente investitori molti esperti possono permettersi di investire su azioni quotate su questi exchange.

Un esempio è il segmento AIM italiano, dove vengono scambiate azioni di società minori in un mercato non regolamentato.

In effetti se ci facciamo caso su queste tipologie di borse valori troviamo le note penny stocks, sicuramente ne avrete già sentito parlare in qualche film.

Queste sono azioni di aziende relativamente piccole.

Come funziona la liquidità in borsa?

La liquidità in borsa, cioè il prezzo per la quantità di azioni presenti sul mercato è molto bassa questo denota anche dei volumi sottili.

In poche parole questo termine significa che giornalmente vengono scambiate un numero molto piccolo di azioni.

Di conseguenza nel momento in cui volessimo sbarazzarci di alcune di queste diventerebbe molto difficile trovare una controparte. cos'è la borsa

In aggiunta proprio per via dei volumi sottili se un investitore abbastanza grande dovesse decidere di vendere o comprare delle azioni il prezzo potrebbe subire un oscillazione decisamente elevata sicuramente non da tutti i giorni se comparata a delle azioni quotate sugli exchange normali.

Si parla di escursioni che possono arrivare anche al +100% o -40% in un giorno.

I vantaggi di un exchange regolamentato

Un ultimo vantaggio di investire su una borsa valori regolata è invece legato al broker.

Vi siete mai chiesti come mai ci siano migliaia e migliaia di broker che permettono di scambiare valute e per le azioni non ce ne sono poi così tanti?

Questo perché per le valute non esistono exchange e qualsiasi persona può decidere di scambiare valute.

Quando si tratta invece di azioni o altri strumenti come futures, opzioni c’è bisogno di accedere ad un exchange ma per farlo bisogna essere affiliati e rispettare alcuni criteri.

Significa che nel momento in cui scegliamo il nostro broker, possiamo stare abbastanza tranquilli, perché sarà molto difficile che sia una truffa.

Questo proprio perché per i broker truffaldini diventa molto difficile e dispendioso in termini di denaro e forse anche inutile affiliarsi ad un exchange.

Bisogna però stare attenti ai broker che scambiano CFD.

Questo perché molti offrono CFD su azioni che sono totalmente diverse dalle azioni normali.

Bisogna pertanto sempre verificare se il broker con il quale vogliamo lavorare tratta CFD oppure vere azioni.

Se la conclusione è che tratta solamente CFD è meglio scappare.

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La differenza tra borsa valori e mercato

Spesso utilizzati come sinonimi, i termini borsa e mercato descrivono un ambiente in cui è possibile negoziare tali prodotti.

Tutte le borse valori regolamentano la negoziazione in modo da renderla il più chiara ed efficiente possibile per tutti.

La borsa valori è un mercato, che è un concetto molto più ampio, nel dettaglio del concetto di borsa valori essa è un mercato telematico per negoziare strumenti finanziari.

Comprare direttamente in borsa come un tempo però non è più possibile, per questo bisogna affidarsi ad un broker.

Come funzionano i sistemi elettronici

Con la rapida trasformazione digitale dell’economia attuale, la borsa valori ha subito un’evoluzione.

Oggi la borsa funziona con un sistema di ordini per via telematica.

Alcuni esempi di borse completamente digitali sono il NASDAQ e le borse in cui vengono negoziati i bitcoin. high frequency trading

Borse valori: pro e contro

Tra i pro c’è sicuramente la regolamentazione, ovvero la garanzia della trasparenza sia dei prezzi che delle operazioni.

In base ai propri regolamenti, ogni negoziazione è garantita e regolamentata nel caso di insolvenza, generalmente tramite una cassa di compensazione.

Tra i pro delle borse c’è anche la responsabilità di garantire la migliore esecuzione, vale a dire che tutti i partecipanti ricevano un trattamento equo e che tutte le negoziazioni vengano eseguite al miglior prezzo di mercato disponibile.

Se dobbiamo trovare dei contro, per così dire, possiamo constatare che telematizzazione ha causato un incremento della negoziazione algoritmica e dei modelli di trading ad alta frequenza (HFT, high frequency trading).

Vi è l’ipotesi che tali modelli possano fornire una falsa liquidità.

Alcuni sostengono che questa tipologia di trading consente ai trader istituzionali di sfruttare la conoscenza dell’ordinativo effettuato per modificare il prezzo e trarne vantaggio.

Se invece sei più interessato alla storia di borsa italiana abbiamo scritto anche uno speciale dedicato alla borsa del nostro bel paese che trovi nel link qui.

Ma cos’è la Borsa Italiana?

Borsa Italiana è una società, un’azienda che si occupa di gestire gli scambi di strumenti finanziari e di controllare l’operato degli emittenti e degli operatori finanziari.

Quindi la Borsa Italiana è un’azienda che controlla e permette gli scambi degli strumenti finanziari come, ad esempio, le azioni, le obbligazioni, i derivati.

Ma non solo, controlla questi scambi, ma controlla anche tutto l’operato degli emittenti e degli operatori finanziari, trader, istituzionali, broker e quant’altro.

Svolge quindi un’attività di controllo e di vigilanza.

Prima questi scambi avvenivano dal vivo.

Sicuramente avrete visto “Una poltrona per due” – film che trasmettono ogni Natale – e sicuramente avete visto tutte quelle persone che urlano.

Ecco quello è un esempio di borsa valori in passato.

In passato si faceva così: si andava lì, si urlava e si faceva un casino pazzesco.

Adesso, invece, avviene tutto in maniera elettronica.

La Borsa è diventata una piattaforma elettronica che permette la compravendita di strumenti finanziari quotati all’interno della Borsa Italiana.

Avviene tutto elettronicamente

Questa piattaforma non fa altro che far incontrare la domanda con l’offerta del livello su cui appunto avviene lo scambio.

Quindi la Borsa Italiana mette in comunicazione acquirenti con venditori per ogni prodotto e strumento finanziario: azioni, obbligazioni, eccetera.

Ma fa anche attività di vigilanza: si accerta, cioè, che tutto funzioni correttamente, che non ci siano abusi o truffe.

Chiaramente oggi avviene tutto online. Prima no, prima bisognava recarsi sul posto e chiaramente non poteva andarci chiunque.

Come funziona la borsa italiana?

Borsa Italiana decide l’ammissione, la sospensione e anche l’espulsione delle azioni italiane quotate nel loro circuito.

Quindi all’interno della piattaforma della Borsa la società che vuole quotarsi deve rispettare una serie di requisiti.

Una volta accertato il rispetto di questi requisiti la Borsa Italiana ammette le azioni all’interno del circuito e permette agli operatori di scambiarsele.

Ma la borsa italiana, come tutte le altre borse, può anche decidere di sospendere la quotazione di alcuni titoli azionari.

Possono sospendere gli scambi, ad esempio se ci sono particolari situazioni di tensione finanziaria su un titolo che sta perdendo troppo in borsa.

E’ successo ad esempio con Banca Carige quando c’erano particolari tensioni sul titolo.

Borsa Italiana insieme a Consob, che è l’organismo di vigilanza, hanno stabilito che Banca Carige non poteva essere scambiato e quindi erano sospese le contrattazioni per il titolo perché aveva violato una serie di requisiti.

Storia della Borsa Italiana

La prima borsa valori italiana nasce nei primi anni del 1600 a Venezia.

A quella di Venezia ha fatto seguito quella di Trieste nel 1775 e poi quella di Roma nel 1802.

La borsa di Milano è quindi la quarta borsa valori italiana e arriva dopo quella di Roma.

La Borsa italiana che conosciamo oggi, quella con sede a Palazzo Mezzanotte a Piazza Affari, nasce nel 1808.

Nel 1996 la Borsa inizia a privatizzarsi diventando Borsa Italiana Spa, società che si occupa di gestire la Borsa Valori di Milano.

Questo perché in realtà esistevano tante borse valori, ad esempio, quelle di Milano, di Roma, di Firenze, di Napoli, di Venezia, etc.

Il 1997 è l’anno storico in cui la Borsa di Milano accorpa tutte le altre Borse Valori regionali (Roma, Torino, Firenze, etc.). Storia borsa italiana

Nel 2007 Borsa Italiana Spa si fonde con la Borsa di Londra che diventa il centro operativo della Borsa Italiana.

Dal 2007 il centro operativo della Borsa Italiana non è più quindi a Palazzo Mezzanotte a Piazza Affari, ma si è spostato a Londra.

In realtà, più precisamente, dobbiamo dire che la Borsa Italiana non si è fusa con la Borsa di Londra, ma è stata acquisita, ma la storia di borsa italiana, fondamentale per capire cos’è la borsa italiana oggi non è finita.

Borsa azionaria italiana oggi

Recentemente si è molto parlato della borsa azionaria italiana in Europa.

Ad ottobre è stata acquisita da Euronext, il principale mercato finanziario dove principali soggetti sono la borsa di Amsterdam, Parigi e Belgio.

Si erano proposte anche Deutsche Boerse e la svizzera SIX.

Un cambio di rotta per borsa italiana oggi coinciso anche con il rebranding della stessa borsa azionaria italiana.

Borsa Italiana rebrand

Proprio sul sito potete trovare la quotazione titoli azionari e il listino titoli della borsa italiana oggi con le quotazioni in tempo reale.

Vi consigliamo di usare il sito della Borsa Milano anche per la sezione notizie.

Qui potrete trovare molti dettagli sui titoli azionari borsa Milano e approfondire che cos’è la borsa italiana oggi.

In particolare sul sito trovate i comunicati societari ufficiali e sulle vendite o fusioni che potrebbero far prendere quota ai titoli in borsa italiana.

Dov’è la sede della borsa Milano?

Vi è una borsa valori nella maggior parte dei paesi in tutto il mondo.

Originariamente situate all’interno di un luogo fisico, oggi, come già detto, con il passaggio al trading elettronico, molte sono state traferite alle piattaforme online.

Esistono ancora alcune borse che prevedono il sistema di contrattazione, anche se sono meno diffuse.

Questi luoghi fisici erano adibiti allo scambio dei titoli mediante una contrattazione alle grida o un doppio sistema di aggiudicazione.

Tra le borse fisiche di oggi abbiamo ancora il New York Stock Exchange (NYSE) ed il Chicago Board Options Exchange (CBOE).

E poi in Italia abbiamo la borsa Milano.

La sede della borsa Milano è in Piazza degli Affari.

Se non sapete dov’è la sede della borsa Milano trovarla è reso semplice dalla grande statua LOVE di Cattelan.

Cos'è la borsa

Un bel dito medio al centro di una piazza pubblica non passa certo inosservato.

Forse non tutti sanno che prima della sede ufficiale a Piazza Affari a Milano della Borsa azionaria italiana esistevano ben 10 sedi locali.

Sono state poi chiuse dal 1992 dopo la riforma che ha ridisegnato in parte l’assetto della sede della Borsa azionaria italiana e reso Palazzo Mezzanotte, nome derivante dall’architetto progettista, il centro nevralgico della borsa Milano.

Come si divide la Borsa Italiana?

Nel capire cos’è la borsa e come si suddivide immaginatevela come una grande scatola suddivisa in tanti scompartimenti.

Possono essere scambiate azioni, obbligazioni e titoli di stato, i derivati (opzioni, futures, certificates…), tutte le valute, i fondi e gli ETP (che sono gli Exchange Traded Product e che conoscerete sicuramente con il nome di ETF, ETC o ETN).

Ma capire cos’è la borsa valori ed i diversi segmenti non è deduttivo, vediamoli.

L’ MTA è il Mercato telematico azionario (dove vengono scambiate le azioni delle società quotate in Italia).

Sedex: dove vengono scambiati sostanzialmente i certificates e i covered warrant, che sono un altro strumento finanziario.

Poi c’è il segmento ETF Plus: dove si scambiano ETF ed ETC.

Sul MOT: Mercato Obbligazionario Telematico vengono scambiati titoli di stato e le obbligazioni.

IDEM, ossia il segmento dove Italian Derivatives Market ossia il mercato dei derivati.

MIV: Mercato per i fondi d’investimento alternativi.

Azioni Borsa Italiana: MTA

Concentriamoci su questo segmento perché è quello di nostro interesse per fare trading.

Il mercato telematico azionario si divide in quattro segmenti diversi.

Il segmento delle Blue Chips comprende le società a larga capitalizzazione il cui valore in borsa è molto alto.

Il valore in borsa è dato dal numero delle azioni che ci sono per il prezzo di ogni azione.

Se io ho 100 azioni che valgono 1€ l’una, il valore della mia società in borsa è di 100 per uno, quindi è di 100€.

Per larga capitalizzazione si intendono tutte quelle società che hanno un valore di borsa superiore a un miliardo di euro, come la Fiat.

Abbiamo anche dei segmenti meno conosciuti, come il segmento star.

In questo segmento vengono quotate tutte quelle azioni di borsa a media capitalizzazione (es. Amplifon) il cui valore è compreso tra i 40 milioni e il miliardo di euro.

Queste società hanno elevati requisiti di eccellenza (es. trasparenza) che ne distinguono l’operato attraverso degli obblighi e dei vincoli maggiori rispetto a tutte le altre società.

Abbiamo, inoltre, il segmento standard, che riguarda le società (es. Autogrill) a media capitalizzazione (sempre tra i 40 milioni e il miliardo), che però non rientrano nel segmento star poiché sprovviste di questi requisiti di eccellenza.

Per approfondire vi consiglio di leggere: come funziona il mercato azionario.

I pericoli del segmento AIM

Il segmento AIM, che comprende le società a piccola capitalizzazione.

Questo segmento delle azioni di borsa italiana è regolamentato dalla Borsa Italiana, ma non dalla legge.

Queste società molto piccole sono sottoposte a requisiti meno stringenti.

Per quotarsi sul segmento AIM non c’è bisogno di presentare tre bilanci certificati (come invece accade per le società che si quotano sugli altri mercati), ma ne basta uno.

Quindi il processo è più veloce: bastano sei mesi e un milione di euro tra tutte le spese.

Questo dà la possibilità alle piccole società di arrivare alla quotazione in borsa e aumentare la visibilità al fine di attirare nuovi capitali ed emergere più facilmente.

Bisogna però prestare particolare attenzione poiché questo segmento non è regolamentato dalla legge italiana e le società che ne fanno parte hanno meno vincoli.

Ad esempio, mentre negli altri segmenti le società sono costrette a pubblicare dati di bilancio ogni tre mesi (le cosiddette trimestrali), nel segmento AIM il vincolo è di sei mesi.

I mercati non regolamentati normalmente sono meno trasparenti e più complessi e sono talvolta definiti illiquidi.

Questo significa che c’è poca liquidità e si fa fatica a comprare e vendere grandi quantità di azioni delle società quotate su questi segmenti.

Bardolla è un esempio di società quotata sul segmento AIM.

Alcune società inoltre si quotano sul segmento AIM solo per fare “l’exit“, ovvero per monetizzare l’investimento degli imprenditori, creatori della società e che non hanno grandi business.

Non è il caso di tutte quelle società che, invece, si quotano in questo segmento per raccogliere capitali, fare investimenti importanti, crescere e svilupparsi.

Le fregature sul segmento AIM però sono dietro l’angolo poiché, essendo un mercato molto piccolo, è facilmente manipolabile.

Impara ad investire in azioni ad alto potenziale anche se parti da zero.

L’indice FTSE MIB

L’indice FTSE MIB non è la Borsa Italiana, ma non è assolutamente così.

FTSE sta per Financial Times Stock Exchange, mentre MIB sta per Milano Indice di Borsa.

E’ un indice della società FTSE relativo all’indice di Milano e riassume l’andamento delle 40 società italiane (azioni Italia) a più larga capitalizzazione (le cosiddette blue chips).

Tra queste troviamo Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM e tante altre.

Molti consultano l’indice FTSE MIB per capire l’andamento finanziario italiano nel suo complesso.

Tutto sommato, però, non è propriamente lo specchio dell’economia italiana perché, se il settore finanziario fosse in difficoltà, ma gli altri settori fossero stabili, l’indice FTSE MIB tenderebbe a restituire uno scenario parziale.

Quindi l’indice FTSE MIB non è la Borsa Italiana, ma un indice che ci mostra il comportamento delle 40 società italiane (azioni Italia) a più larga capitalizzazione.

Per le società a media capitalizzazione dobbiamo, invece, prendere come riferimento un altro indice.

Quanto è grande Borsa Italiana?

La Borsa Italiana capitalizza circa 700 miliardi di euro.

Tutti gli investitori italiani tradizionalmente vogliono investire in Italia perché hanno maggiore familiarità.

Comprano azioni italiane della banca dove hanno il conto, o di Telecom Italia perché magari usufruiscono dei loro servizi.

Ma non conviene ragionare in questo modo, perché potrebbe comportare la perdita di molti soldi.

Paragonata ad alcune società americane è molto più piccola rispetto a società come Google, Microsoft o Apple.

Quindi tutta la Borsa italiana è, in realtà, più piccola di un solo titolo quotato in America, dove sono quotate più di 7.000 società.

Quali sono i rischi associati alle azioni italiane?

Un rischio su tutti sono i volumi bassi per le azioni a piccola e media capitalizzazione.

Questo rischio vale per tutti, ma soprattutto per chi possiede grandi capitali.

Volumi bassi stanno a significare che vengono scambiate poche azioni per ogni società.

Ci sono quindi pochi venditori, pochi compratori, poca domanda e poca offerta, per cui se il prezzo delle azioni sale, si fa fatica sia a comprarle che a rivenderle.

Inoltre bassi volumi possono favorire manipolazioni di mercato.

Mentre nei segmenti regolamentati c’è una vigilanza più stringente, nei segmenti non regolamentati (AIM) ci potrebbe essere poca trasparenza e truffe a danno di terzi.

Un altro problema è la Tobin Tax (introdotta dalla legge di stabilità del 2012) che segna una tassazione dello 0.2% sulle transazioni finanziare che hanno per oggetto azioni di borsa italiana, con capitalizzazione maggiore di 500 milioni di euro.

Questa tassa ha comportato che gli investitori, specie quelli grandi, non abbiano voglia di pagarla, facendo ridurre notevolmente i volumi, e quindi gli scambi sui titoli a bassa capitalizzazione.

La legge stabiliva che i proventi di questa tassa sarebbero serviti a risolvere problemi di povertà, ma in realtà non è andata proprio così.

Punti deboli delle azioni di borsa italiana

Se avete compreso cos’è la borsa capirete che il mercato italiano è un mercato con una bassa crescita, con un PIL che oscilla tra il negativo e il leggermente positivo.

Ci sono molte aziende in difficoltà ed è un mercato meno efficiente per via della scarsità di informazioni (pochi siti informativi sugli indici di bilancio, sul personale e sugli investitori nelle varie società).

Inoltre ci sono poche società quotate in Italia (meno di 1.000).

Talvolta però l’inefficienza e i bassi volumi tengono lontani molti grandi investitori e c’è una maggiore possibilità di trovare perle di rara bellezza nascoste tra le società a piccola e media capitalizzazione.

Un esempio di società italiana interessante è Amplifon, che riesce a fare utili da molti anni e che risulta essere in crescita fatturando quasi un miliardo e mezzo di euro l’anno.

Amplifon in 9 anni (dai minimi del 2009 ai massimi del 2018) ha guadagnato il 3.000%.

E’ una perla dell’economia italiana.

Quotazione titoli azionari Borsa Milano: due fonti

Altri due siti molto interessanti dove leggere il listino titoli in tempo reale, sia titoli borsa italiana ma in generale le quotazioni dei titoli di borse anche estere, è Investing.

Molti già lo conoscono, ma rimane uno dei migliori per accedere al listino titoli in tempo reale.

Mentre per una rassegna generale di fine giornata, magari state tornando da lavoro e volete sapere come sono andati titoli di borsa che avete in portafoglio, vi consigliamo Radio24 del Sole 24H e l’approfondimento Radiocor.

Buono anche per leggere le quotazioni borsa Milano, ma soprattutto per comprendere come interpretare i mercati e come vengono interpretati dai grandi investitori istituzionali, è invece Teleborsa e Milano Finanza.

Qui non solo potete trovare listino titoli in tempo reale, ma anche approfondimenti e notizie a seconda del segmento di mercato dove si collocano i vostri titoli di borsa.

In particolare pensiamo alla sezione AIM, questo è il segmento di mercato dedicato alle piccole e medie imprese.

Rispetto al mercato azionario MTA, le aziende che vogliono far ammettere i propri titoli in borsa italiana seguono un percorso di quotazione titoli azionari più semplificato.

Se vi può interessare periodicamente potete seguire una mia analisi o un focus sui mercati pubblicata proprio su Milano Finanza.

Infine, per conoscere il listino titoli in tempo reale ormai la gran parte dei broker e degli istituti offre dati in tempo reale così prima di ogni operazione potrete valutare se procedere o meno all’acquisto o alla vendita dei titoli.

Cos’è la borsa Milano: i titoli azionari

Ma quanti sono i titoli in borsa italiana?

Ad oggi la borsa azionaria italiana vanta circa 375 titoli.

Come detto esistono miriadi di siti che vi forniscono la quotazione titoli azionari e il listino titoli tempo reale, ma quanto vi servono?

Se devo essere sincero…

A poco.

In particolare se volete investire sui titoli azionari della borsa Milano.

Come mai?

Allora, non cadiamo in sciocchi assolutismi, non è del tutto inutile.

Per fare trading, serve guardare anche il timing, tanto più se si opera su time frame corti.

Però se non sapete da dove partire, non sapete ancora bene non solo cos’è la borsa ma molte nozioni di trading capisco che è molto bello guardare i grafici del listino titoli in tempo reale, ma sarà una grande perdita di tempo.

Potreste anche pensare che qualche titolo lo avreste “azzeccato”, ma sul lungo termine quanto stareste in gain?

Se non mi credete, operate in demo e vi accorgerete di quanto alcuni elementi e pillole che vi diamo sembra banali, ma non lo sono.

Meglio allora capire come interpretarli e quali sono gli indicatori principali da tenere in conto.

Qui trovate molti materiali e corsi di formazione di trading qualsiasi sia il vostro livello di partenza.

Dai più principianti a cui serve un orientamento trading a chi è più esperto e vuole focalizzarsi su specifiche lacune come la psicologia o specifici settori come le cripto o time fra come il day trading.

Quotazione titoli azionari: gli indicatori da leggere

Premesso che quali indicatori leggere dipende dal vostro tipo di strategia e che alcune piattaforme vi consentono di impostare ordini automatici, fatta questa dovuta premessa alcuni dei principali indicatori da considerare quando si guarda alla quotazione titoli azionari sono assolutamente le medie mobili.

In secondo luogo i volumi di scambio della giornata attuale e delle precedenti.

Altra misura deduttiva della bontà o meno dei titoli di borsa è il P/E, se poi davvero volete iniziare a investire in maniera facile e con una strategia trovate tutto questo anche nel libro Smart Investing.

Qui in maniera semplice vi racconto, e cerco di insegnarvi una strategia di trading.

Proprio quella con cui sono stato premiato con l’IFTA Certified Financial Technician.

Ancora ad oggi siamo solo due in Italia.

In terzo luogo, una variabile da tenere in considerazione se cercate i dividendi è la parte di Dividend Yield.

Se non sai cosa sono i dividendi.

Guardare costantemente la quotazione dei titoli in borsa italiana non conviene se la vostra strategia è automatica.

Ma, soprattutto, se operate sul multiday guardarle costantemente non ha senso.

Quotazione titoli azionari: 3 titoli borsa italiana da non sottovalutare

Sulla borsa Milano titoli azionari da non sottovalutare qui trovate i migliori e peggiori azioni da comprare.

Ma, come sempre, prima di partire ad investire su un titolo valutate bene ogni variabile e vi consiglio di capire, e perché no, approfondire perché tra 375 azioni ho selezionato per voi proprio queste tre.

Se poi rispetto ai titoli borsa italiana preferite quelli USA, preparatevi perché il Dream Team sta tornando!

Per ogni dubbio , da cos’è la borsa a come iniziare a investire non esitate a scriverci.

Alessandro Moretti

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