Come ottimizzare il tuo portafoglio azionario con poche e semplici regole

 

 

In questo articolo voglio parlarti di come ottimizzare un portafoglio azionario; infatti se sei un trader/investitore nel mercato azionario non professionista, questo articolo fa proprio per te.

Ti voglio dare delle semplici regole per cercare di fare immediatamente un check up del tuo portafoglio e dargli una svolta in senso positivo.

Anche perché tanto tutti i trader/investitori non professionisti commettono sempre tutti gli stessi errori.

Se hai un portafoglio azionario sono sicuro al 100% che hai diversi titoli con perdite superiori al 20%.

Ne avrai alcuni con perdite anche superiori al 50%, invece, avrai pochi titoli con dei profitti superiori al 10%, nonostante veniamo da un bull market che è durato quasi dieci anni (tra i più lunghi della della storia).

Sicuramente tenere titoli in perdita è un atteggiamento sbagliato.

Ma perché è sbagliato?

Perché i titoli in perdita, che hai in portafoglio, sono titoli di società che, probabilmente, hanno qualcosa che non va e, che, il mercato non sta comprando, o meglio che il mercato non vuole.

L’altro giorno un nuovo cliente mi ha mandato uno screenshot del suo portafoglio con una perdita di oltre il 70% complessivo.

E’ stato incredibile come in tutto il suo portafoglio non ci fosse neanche un titolo, uno che fosse uno, in profitto.

Eppure veniamo da un bull market di 10 anni, parlo di un portafoglio che ha oltre 10 anni con tutti i titoli con perdite del 90%, 80%, 95%!

Sono andato a scartabellare i titoli e ho visto che aveva: Tiscali, Caltagirone, Montepaschi, Banca Mediolanum e tutte queste società che in questi anni hanno fatto malissimo.

E allora la prima domanda è stata: “Ma perché non ha titoli in positivo il portafoglio?

Mi chiedevo se questo cliente fosse stato così sfortunato da prendere le uniche società che hanno fatto male in questi 10 anni.

Dato l’andamento precedente dei mercati, la maggior parte delle società hanno avuto performance incredibili.

La risposta è stata: “I titoli in profitto piano piano li ho venduti e questi titoli in perdita li tenevo con la speranza che un giorno avrebbero recuperato

Invece tutti i titoli che in cui registrava profitti del 5/10% li vendeva subito.

 

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Ma su questi profitti, tra l’altro ci pagava anche le tasse!

In realtà fare questo è sbagliatissimo, perché i titoli che stanno andando in profitto sono quei titoli che in realtà sono comprati dal mercato, e dunque che il mercato vuole e che è disposto a pagare anche a prezzi più alti.

Mentre i titoli che stanno scendendo, vediamo ad esempio le Tiscali,  sono titoli che nessuno vuole e che il mercato stesso non vuole perché sono società molto indebitate e che non producono utili, senza fatturato.

Per cui, tenersi titoli in perdita in portafoglio è la cosa più dannosa che si possa fare, perché si vincola il capitale su titoli che non ti producono valore.

Ma, soprattutto, che ti recludono anche la possibilità di andare a cogliere nuove opportunità che tutti i giorni e tutte le settimane si presentano sui mercati.

2 regole operative da attuare subito per ottimizzare il tuo portafoglio azionario

  1. Le azioni con perdite superiori al 20%, quindi la società che hai comprato sta perdendo il 20%, probabilmente ha qualche problema.

A prescindere dal fatto che tu non devi mai permetterti di perdere più del 20/25% di perdita su un singolo titolo.

Non importa quanto buona possa essere la società, magari hai le Amazon o le Netflix di turno, ma se stai perdendo più del 20% devi chiudere la posizione!

E poi magari rivalutare un nuovo ingresso in futuro se la società è buona e non marcia come Tiscali e altre.

Cerca di andare a cogliere nuove opportunità perché, per esempio Tiscali, non tornerà mai ai livelli di prezzo di 20 anni fa, quando è stata quotata, perché nel frattempo la società stessa si è rimpicciolita: non ha più lo stesso giro di affari ed è indebitata.

Per rivedere i prezzi di Tiscali come 20 anni fa ci vorrebbe solo un miracolo.

Per cui società con perdite con più del 20% cosa le hai a fare in portafoglio?

Anche perché devi considerare che la performance necessaria per recuperare quelle perdite incrementa sempre di più.

Ti faccio un esempio: se devi recuperare la perdita di un 10%, il titolo deve fare +11%.

Se devi recuperare una perdita del 20% devi fare un profitto del 25%.

Ma fin qui sono performance fattibili.

Ma se devi recuperare una perdita del 50%?

Dovrai fare una performance del 100%! Per cui diventa anche difficile da recuperare perdite nel momento in cui iniziano ad essere di grandi dimensioni.

Regola aurea per le azioni che hai in profitto in portafoglio

2. I titoli che hai in profitto lasciali correre. Non avere fretta di prendere profitto dopo pochi giorni o dopo poche settimane o mesi.

Quando inizi a vedere un +5%, 10% o 15% non aver fretta di prendere profitto ma lascia correre quelle posizioni, perché le azioni che si stanno muovendo nella tua direzione sono azioni che ti stanno creando valore e che il mercato sta comprando.

Magari, tu, il motivo non lo sai, però dietro se il mercato sta comprando quelle azioni probabilmente un motivo ci sarà.

Per cui lascia correre le posizioni in profitto.

Così facendo riesci a ridimensionare le posizioni in perdita ed a tenere in portafoglio quelle in profitto.

Tra l’altro avrai anche un beneficio fiscale, andando a compensare le manusvalenze con le plusvalenze.

Buon trading

Alessandro Moretti

 

E TU, COME GESTISCI IL TUO PORTAFOGLIO?

Mi farebbe piacere se condividessi con me la tua gestione del portafoglio e come ti comporti di fronte alle operazioni in perdita.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e colleghi appassionati di trading come te 🙂

 

 


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