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Analisi tecnica e fondamentale qual è la più importante?

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Analisi Fondamentale

Analisi tecnica e fondamentale!

Oggi non parliamo degli stati d’animo bull and bear ma proprio dell’anima del trading.

Continuate a leggere e non solo vi svelerò quali sono ma anche come integrarle alla perfezione per ottenere dei risultati che oltre il 95% dei trader non otterrà mai.

Semplicemente perché ignora le informazioni che seguiranno.

E come bonus se avrete la pazienza di leggere fino alla fine vedremo anche un sito che utilizzo tutti i giorni per analizzare le società quotate in borsa.

Soprattutto vi darò un regalo che ho preparato solo e soltanto per voi perciò: massima attenzione, staccate le fonti di distrazione, prendete carta e penna perché le informazioni che sto per darvi sono importantissime e non potete permettervi di dimenticarle.

Le due anime del trading: un esempio da non ripetere a casa

Per chi vuole imparare a fare trading è importante conoscere la differenza tra analisi tecnica e fondamentale.

Sono entrambe due facce del trading che bisogna conoscere.

Ad esempio io ho la certificazione da analista tecnico finanziario italiano rilasciata dalla SIAT che è la società italiana degli analisti tecnici ed in più ho ottenuto la certificazione internazionale degli analisti tecnici rilasciata dall’IFTA la federazione internazionale degli analisti tecnici (siamo solo due in Italia però)

Immaginatevi un attimo come vi sentireste nel momento in cui conosceste tutti i pro e i contro delle due principali tecniche di analisi dei mercati finanziari?

Come vi sentireste nel momento in cui sapreste integrarle nel modo corretto per cercare di massimizzare i risultati del trading riducendo i rischi?

FORTI.

Non è vero?

Lo so benissimo che magari se siete agli inizi nell’imparare a fare trading.

Le prime sensazioni sono quelle di smarrimento, di frustrazione e di preoccupazione, ma grazie alle informazioni che vi dirò tra pochissimo queste sensazioni potrebbero svanire.

Di base sono convinto che resta oa formazione la chiave per migliorarsi per questo vi offro tanti corsi di trading online, ma ancora sarete smarriti e quindi, molto probabile, non vi fidate completamente.

Provate a immaginare come vi sentireste nel momento in cui questa sensazione di smarrimento viene meno perché avete tutto molto più chiaro.

Vedremo i pro e contro di ciascuna delle due tecniche per analizzare i mercati le azioni e poi andremo a vedere le basi ed i fondamenti dell’analisi integrata.

La mia metodologia di analisi tecnica e di analisi dei mercati finanziari che unisce entrambe questi approcci.

Cosa significa analisi fondamentale?

Che cos’è l’analisi fondamentale?

L’analisi fondamentale è l’analisi dei bilanci della società, l’andamento dei business di una società.

Sappiamo che quando noi compriamo un azione non stiamo comprando un numero.

Sembra un numero che si muove sullo schermo, ma stiamo comprando una quota, una partecipazione alla vita aziendale della società che stiamo acquistando.

Stiamo diventando soci di un’azienda. Analisi tecnica e fondamentale

 

Le società che sono quotate in borsa, ma non solo, vivono per fare utili, perche se non fanno utili prima o poi muoiono.

Perché allora gli azionisti comprano le azioni di una società?

Perché vogliono partecipare agli utili di quella società.

Tutte le società devono fare utili, altrimenti non starebbero in piedi.

Sono lì sul mercato per fare gli utili, non beneficenza, e come fanno a farli?

Devono produrre prodotti o servizi che vanno a soddisfare dei bisogni, delle necessità delle persone che in un certo qual modo devono essere anche disposti a pagare per soddisfare questi bisogni.

Non basta produrre dei prodotti e servizi che risolvono dei bisogni ma deve esserci anche la necessità delle persone a volerli comprare.

Le aziende redigono periodicamente gli utili di bilancio, che servono appunto a capire come sta andando l’azienda sul mercato.

L’analisi fondamentale ci permette di capire il business e soprattutto l’andamento di una società.

Se non guardiamo i fondamentali di una società, come facciamo a capire se sta andando bene o sta andando male?

L’analisi fondamentale è come una lente d’ingrandimento dentro il business della società.

Che cosa dobbiamo analizzare dei bilanci che sia utile per il nostro trading?

Come usare l’analisi fondamentale nel trading

Attraverso l’analisi fondamentale possiamo analizzare il fatturato di una società e quindi le vendite.

Se impariamo come usare l’analisi fondamentale sapremo analizzare l’andamento degli utili e scoprire la redditività della società.

Possiamo analizzare la marginalità comprendendo quanto ogni euro di prodotto venduto porta utili.

Se sappiamo come usare l’analisi fondamentale possiamo scoprire anche l’indebitamento della società, se  cresce o diminuisce, possiamo poi analizzare tanti altri aspetti.

Le società nascono per fare utili se non fanno utili o se questi utili poi non crescono prima o poi sono destinate al fallimento.

Sapete quante aziende esistono al mondo?

Se prendiamo gli USA più di 10.000 solo tra le quotate in borsa.

Ogni anno falliscono centinaia e centinaia di società, non è che tutte le società rimangono sul mercato per sempre disponibili a darvi guadagni e dividendi.

Ma questo non sarà un problema se sapremo concentrarci soltanto sulle società che fanno utili ed in crescita e impareremo a farlo solo se sapremo come usare l’analisi fondamentale.

Utili in crescita significa che le aziende stanno crescendo, il business sta aumentando e quindi conviene investire.

L’unico problema dell’analisi fondamentale è che non ci fornisce il timing di acquisto e di vendita per il nostro trading di azioni.

Quali sono i problemi dell’analisi fondamentale?

Vediamo con un esempio prendendo 2 società.

La società A e la società B non sappiamo quali società siano, però abbiamo l’andamento del loro business, ovvero fatturato e utili. Il viola è l’andamento del fatturato.

La linea in rosso segna l’andamento delle perdite, quando è rossa significa che la società non sta facendo utili.

Nella società B invece abbiamo con viola l’andamento del fatturato, in verde l’andamento degli utili.

Quale tra le due società secondo voi è più interessante, in quale delle due società pensereste di di investire?

Analisi tecnica e fondamentale

 

Non ci vogliono lauree per per dire questo, ma credo che sia abbastanza palese.

La maggior parte di voi scriverà l’opzione B ovviamente.

Abbiamo la società A che produce ma ha un fatturato in calo non fa utili dal 2012.

Quest’azienda non fa un briciolo di utili, non li ha mai fatti, allora che motivo ha questa società di essere ancora sul mercato?

Una società che non fa utili non ha motivo di esistere e soprattutto io azionista, io investitore non ci vorrei investire, non voglio diventare socio di un qualcosa che perde e di conseguenza mi fa perdere soldi.

Se sappiamo come usare l’analisi fondamentale nel trading sapremo valutare se davvero conviene fare trading su un titolo.

Se io venissi da voi e vi dicessi chi è che vuole comprare la mia azienda?

E poi vi informassi che è indebitata, che non fa utili dal 2000 e che le vendite stanno anche diminuendo.

Chi vorrebbe diventare socio della mia azienda?

A meno che non siate masochisti nessuno la vorrebbe.

Viceversa la società B è tutta un’altra storia, è una società innanzitutto che dal 2012 al 2016 cresce di fatturato in maniera più moderata, ma cresce con un utile stabile

Da metà 2016 c’è stato un cambiamento netto.

Un totale cambio di rotta e il fatturato è iniziato a crescere esponenzialmente, l’utile altrettanto, qui investireste?

Quanto conta il timing nel trading?

Se fossimo stati ad esempio nel 2016 e avessimo condotto la nostra analisi tecnica fondamentale le situazioni erano diametralmente opposte.

Nel 2016 la società A diminuiva le vendite mentre aumentavano nella società B.

Quest’ultima iniziava ad aumentare esponenzialmente il fatturato ma anche l’utile quindi la scelta era abbastanza chiara ma attenzione, ecco dove potreste fare un errore del trading.

Non è che  appena vediamo un titolo con questi fondamentali lo prendiamo subito.

Corriamo a comprarlo, BUY!

No, togliete le mani dalla tastiera e continuate a leggere perché abbiamo detto che l’analisi fondamentale non ci dà il timing di acquisto o di vendita.

Cosa fare dopo l’analisi fondamentale di un titolo

Mettiamo dunque che ho imparato come usare l’analisi fondamentale nel tradign e ho trovato un buon titolo che cosa ci faccio?

La prendo e la metto in una watchlist, ossia la metto in un cassetto dove ci sono tutte altre società di interessanti dal punto di vista di analisi fondamentale.

Possono essere 10, 20, 30, 50, 100 ma non saranno sicuramente 10.000 e questo restringe immediatamente il mio campo di azione.

L’analisi fondamentale ha l’indubbio merito che ci fa risparmiare molto tempo facendoci scartare titoli come A e selezionare quelli come B.

Noi abbiamo selezionato per voi alcuni screener di analisi che vi permettono di monitorare i titoli.

Attraverso i nostri screener di mercato sarà più facile trovare le azioni per fare trading.

Se poi volete approfondire ancora di più l’analisi fondamentale vi consiglio di leggere qua: Analisi fondamentale – La Guida Completa.

Cos’è l’analisi tecnica?

L’analisi tecnica è quel tipo di analisi che viene fatta sul movimento dei prezzi, non guarda i fondamentali della società ma guarda solo l’andamento dei prezzi delle azioni .

L’analisi fondamentale si concentra sulle cause che generano poi il movimento dei prezzi, il movimento dei prezzi sono le conseguenze, perciò  analisi fondamentale e analisi tecnica sono cause e conseguenze.

Quando si modificano i fondamentali di una società, sopra o sotto le attese, che cosa succede?

L’andamento dei fondamentali ha impatto sui compratori e venditori e sulla loro aggressività.

Gli effetti ad esempio di buoni utili sono tali che motivano i compratori a diventare più aggressivi, i venditori, che visti i buoni risultati vogliono tenere le azioni in portafoglio non vogliono vendere, facendo salire i prezzi delle azioni.

Viceversa nel caso opposto.

Capite perciò perchè analisi fondamentale e analisi tecnica sono tanto necessarie nel trading?

Secondo l’analisi tecnica il principio è molto semplice, mi basta guardare l’andamento dei prezzi e gli effetti per avere tutto quello che mi serve.

Se  si vede un trend rialzista, che sia stato generato da un miglioramento degli utili o da una nuova scoperta, all’analista tecnico non gli interessa perchè è tutto già scontato nel prezzo.

L’analisi tecnica è molto utile nel decidere quando comprare e quando vendere un titolo, il principio di base dell’analisi tecnica è quindi il timing.

Analisi tecnica e fondamentale

 

Quest’analisi è stata messa su carta dal 1900, era un principio di Charles Dow che potremmo definire come il padre dell’analisi tecnica, dopo i giapponesi, secondo i suoi principi una volta che si instaura una tendenza è più probabile che prosegua piuttosto che inverta la sua direzione.

Perché non si deve usare l’analisi tecnica?

Come sempre si critica a sproposito quando non si conosce.

Molti dicono che l’analisi tecnica sia una falsità e che non funziona, ma spesso questo pregiudizio è determinato da un poca conoscenza dell’analisi.

In realtà l’analisi tecnica e analisi fondamentale vanno prese per quello per cui sono state create.

Se io prendo una macchina e  la prendo con l’idea che la macchina debba volare è chiaro che scendo dalla macchina e dico che non funziona, non è la macchina che non svolge la sua funzione.

Sono io che ho delle aspettative completamente errate su di essa, e così capita sia sull’analisi tecnica e analisi fondamentale per chi la giudica senza conoscerle a fondo.

Spesso quelli che dicono che l’analisi tecnica non funzionerà è perché la usano con l’idea di prevedere il futuro (o permettetemi semplicemente non sanno usarla…)

Lo scopo per cui è stata creata è quello di individuare le tendenze  e portare le probabilità il più possibile dalla nostra parte.

Probabilità capito? NON CERTEZZA.

Poi è chiaro sia analisi tecnica e analisi fondamentale si articolano in tanti rami, ma il concetto base è questo e la formazione è la chiave per imparare ad usarle.

Attraverso un corso di formazione di trading online anche pratico come i nostri capirete come usarle e sarete tra i pochi a capirne il grande valore per il trading.

Qual è il problema principale dell’analisi tecnica?

Il problema principale di utilizzare la sola analisi tecnica è che se faccio unicamente l’analisi dei prezzi non posso conoscere che cosa fa la società.

L’andamento del business della società è parte fondamentale della società.

Quando ho iniziato facevo solo l’analista tecnico e tralasciavo l’analisi fondamentale.

Mi ritrovavo a fare operazioni su titoli che non conoscevo minimamente ,considerandolo sufficiente. Mi ricordo qualcuno che mi chiese: “ma questa azienda cosa fa?”

Il problema era che non sapevo rispondergli…

Non sapevo neanche se erano società americane o europee, se a piccola o media capitalizzazione, non conoscevo il settore ne come andava il business, non sapevo nulla, perché utilizzavo solo l’analisi tecnica.

Se vuoi approfondire meglio cos’è l’analisi tecnica e i suoi inidcatori ti consiglio di approfondire qua: Analisi tecnica nel trading online

Come usare insieme analisi tecnica e fondamentale

Gli analisti tecnici e fondamentali spesso sono come cane e gatto.

L’analista fondamentale dice: “tutto dipende dai fondamentali”.

In parte ha ragione, ma sbaglia quando pensa:

“gli analisti tecnici non contano niente, tracciano linee a caso sui grafici, prevedono il futuro, non ci prendono mai”.

All’opposto l’analista tecnico dice “non serve a niente stare lì analizzare i bilanci conta solo il movimento dei prezzi”

Si scontrano in continuazione e ognuno crede nella sua metodologia e ripudia completamente l’altra vedendole come inconciliabili.

Anche io nasco come analista tecnico, ma ho fatto studi universitari di tipo fondamentale. Analisi tecnica e fondamentale

 

Non ho fatto fatica negli anni a capire il bisogno di usare analisi tecnica e fondamentale insieme.

Usando iniseme analisi tecnica e fondamentale si parla di analisi integrata.

Cos’è l’analisi integrata nel trading?

Si tratta di una tipologia di analisi che ho sviluppato e che è culminata nel libro smart investing.

Ho semplicemente capito che il gioco di squadra vince sempre e che emisfero destro e sinistro devono lavorare in sinergia per portare alla genialità

Prendo una specifica strategia di analisi fondamentale unita ad una specifica strategia di analisi tecnica e guadagno.

Non a caso l’ho chiamato smart investing.

Sicuramente ne avrete sentito parlare.

L’analisi integrata prende il vantaggio dell’analisi fondamentale compensando il suo punto di debolezza, il timing, che invece caratterizza e distingue l’analisi tecnica, che al suo opposto non considera bilanci e budget.

Ho cercato di capire come usare analisi tecnica e fondamentale insieme.

Prendo l’analisi fondamentale che mi risolve il problema della qualità delle analisi e poi utilizzo l’analisi tecnica che mi risolve il problema del timing.

Ognuna delle due tipologie analisi fondamentale e analisi tecnica in realtà risolve il problema dell’altra controparte.

Utilizzandole insieme si riescono a sfruttare i punti di forza di ciascuna delle due tipologie di analisi.

Seleziono le aziende interessanti con gli screener, come spiego nel corso “cercatore di azioni“, una volta individuate utilizzo l’analisi tecnica per decidere quando comprarle e quando venderle.

Ne ho ottenuto finora vantaggi incredibili.

Se facessi solo analisi tecnica mi ritroverei a dover analizzare migliaia e migliaia di titoli, in questo modo con l’analisi fondamentale faccio una scrematura del mercato e da 10 mila e passa titoli me ne rimangono 50-100.

Poi con l’analisi tecnica mi concentro su quelli più promettenti o già pronti per essere comprati.

Un esempio di analisi tecnica

Ritorniamo all’esempio di prima: società A e società B.

Dal grafico dei prezzi di A capisco che non dovrei prenderla mai in considerazione, perchè ha fondamentali pessimi e i prezzi lo dimostrano.

esempi analisi di trading

 

Mentre questo è invece il grafico dei prezzi della società b.

Qui lanciando la mia strategia meccanica ci fa vedere quando avremmo dovuto comprare una società come B e quando eventualmente vendere. esempi analisi di trading

 

Come vedete quindi è cresciuta tantissimo ho catturato questo movimento del 450%.

Una cosa importante, attraverso questa strategia non comprerete mai sui minimi e non venderete mai sui massimi, è impossibile

Con questa strategia si prendono le parti centrali del trend.

Non si guadagna in tutte le operazioni, anche questo è impossibile.

Si perderà?

Assolutamente sì, come è normale che accada.

Nelle fasi espansive del ciclo economico però ci saranno molte più opportunità di questo tipo con profitti e potenzialità molto grandi.

Nelle fasi recessive di contrazione economica si farà  più fatica a trovare questi titoli e le performance che cattureremo saranno più basse.

Quello che importa però è concentrarsi sul medio/lungo termine non su due o tre giorni perché quello è l’intraday e lì vi sono altre regole che vi spiegherò.

Le fasi rialziste tendono a durare molto di più negli anni quindi è tutta questione di avere  pazienza.

Solo applicando la strategia con costanza andremo avanti e guadagneremo.

Se ci troviamo in una fase  correttiva o di contrazione economica va bene si si farà un po di più di fatica.

Ma se ci troviamo in una fase espansiva allora lì si troveremo veramente tantissime tantissime opportunità e usando insieme analisi tecnica e analisi fondamentale le scoveremo tutte.

Un’azienda solida e in grado di resistere a crisi ed emergenze finanziarie ed economiche si scopre anche grazie all’analisi fondamentale e in questa un valido aiuto è negli indici di bilancio.

Come usare gli indici di bilancio nell’analisi fondamentale

L’analisi fondamentale tratta tutta quella parte di analisi dei fondamentali di un’azienda e studia quindi, in modo particolare, i dati di bilancio, i risultati annuali di un’azienda su cui si vuole investire.

Se è così importante l’analisi di bilancio gli indici dove si trovano, dove possiamo trovare queste importante informazioni indicative dello stato di salute di un’azienda?

Analisi di bilancio: gli indici migliori

Per fare analisi di bilancio gli indici si trovano sia nel Conto Economico, sia nello Stato patrimoniale, rappresentato qui in basso.

Nello Stato Patrimoniale, come potete vedere, questi documenti devono essere redatti da quell’impresa in modo da valutare tutti quei dati che dal punto di vista:

  • reddituale
  • patrimoniale
  • finanziario

Sono necessari per capire se, unita all’analisi di bilancio, conviene investire su un’azienda, questo è una rappresentazione del Conto Economico di Snam.

Stato Patrimoniale

 

Tra i diversi indici per l’analisi di bilancio gli indici da prendere in considerazione per fare trading o investire, che non possiamo non conoscere, sono il ROI, il ROE ed il ROA.

Prima di vederli dobbiamo però approfondire un tema.

Le aziende per restare sul mercato devono fare utili e vi riescono vendendo i propri prodotti alla clientela.

Ma non tutte le aziende sono uguali e c’è un’importante differenza che può comportare strategie di trading diverse.

Stiamo parlando se l’azienda è mono o pluriprodotto, vediamo cosa si intende e come si può fare trading.

Come investire in un’azienda monoprodotto

Le aziende monoprodotto sono da ritenersi, evidentemente, più rischiose delle aziende multiprodotto.

Perchè? Perché dalla vendita dell’unico prodotto o servizio, che genera gran parte del fatturato, dipende l’esistenza stessa dell’azienda.

Se la vendita del prodotto o del servizio dovesse incontrare delle difficoltà, sarebbe l’intera l’azienda ad entrare in crisi.

Un caso concreto di quanto appena illustrato si potrebbe palesare quando un nuovo competitor entra sul mercato con una strategia molto aggressiva in grado di sottrarre una percentuale importante della propria quota di mercato.

Scenari dalle conseguenze analoghe sono le crisi settoriali o criticità specifiche del prodotto o del servizio offerto.

Questo perchè potrebbero presentare, ad esempio, malfunzionamenti tali da indurre il ritiro del prodotto o del servizio dal mercato.

Sono diverse le motivazioni che possono causare una contrazione delle vendite e quindi del fatturato aziendale, con evidenti ripercussioni negative sugli utili della società.

Se tutto ciò si verificasse ad un’azienda già fortemente indebitata, la situazione sarebbe molto critica per gli investitori.

Verosimilmente la loro risposta potrebbe essere di vendere massicciamente sul mercato le azioni della società.

Come investire in un’azienda multiprodotto

Le aziende multiprodotto tendono ad essere più solide di quelle monoprodotto grazie alla diversificazione della propria gamma di offerta.

E’ verosimile che un prodotto o un servizio possa sperimentare nel proprio ciclo di vita momenti di difficoltà che si traducono in una riduzione delle vendite.

Questo scenario può però essere potenzialmente compensato dall’aumento delle vendite di un altro prodotto o di un altro servizio, possibilità preclusa alle aziende monoprodotto.

Esempi di aziende monoprodotto e multiprodotto

Una classica azienda multiprodotto è la Microsoft.

Perché? Perchè vende il sistema operativo, il pacchetto Office, i servizi cloud…

Un’azienda monoprodotto, magari non monoprodotto pura, è la Apple. Perché Apple?

Si potrebbe pensare che la Apple vendendo iPhone, iPad, Mac e molti altri prodotti rappresenti un’azienda multiprodotto.

In realtà, rappresenta un caso limite, in quanto il fatturato di Apple deriva in larga parte (oltre il 70%) dalle vendite di iPhone. Pertanto la Apple è molto iPhone dipendente.

Oggi la Apple ha una solidità e un brand molto forte.

Ma ipotizziamo uno scenario futuro  in cui un competitor, con una strategia molto aggressiva, sia in grado di causare una contrazione sostanziale delle vendite degli iPhone.

A risentirne sarebbe inevitabilmente il fatturato della Apple.

Evidentemente ciò rappresenta un’importante criticità per la Apple.

In un tale scenario, è molto probabile che gli investitori inizino a storcere il naso e a vendere le azioni, causando una discesa dei corsi azionari.

Per la Microsoft, che ha un fatturato molto più equilibrato in termini di diversificazione delle voci di ricavo, tale scenario è molto più improbabile.

Perché? Perché una riduzione delle vendite del pacchetto Office può essere controbilanciata.

Un aumento delle vendite dei pacchetti Windows o da un aumento delle vendite dei servizi cloud sarebbero un ottimo contro bilanciamento.

Pertanto si può affermare che il fatturato della Microsoft sia esposto ad una minore volatilità rispetto a quello della Apple.

Questa è una motivazione che spinge il mercato a ritenere Microsoft una società un pò più solida e stabile rispetto alla Apple.

Se vuoi qualche indicazione su alcune aziende su cui investire dai un’occhiata qui.

Come investire: Strategie operative

Per chi predilige mettere in piedi operazioni short è bene focalizzarsi su aziende monoprodotto, meglio se fortemente indebitate.

Viceversa, chi cerca opportunità long sul mercato dovrebbe rivolgere la propria attenzione alle società multiprodotto.

Ma oltre ai prodotti come detto bisogna guardare anche agli indici di bilancio approfondiamo dunque i principali da guardare.

Indici di bilancio: il ROE

Questo tra gli indici di bilancio indica il Ritorno sull’Equity, ossia il capitale proprio.

Esso è dato dal rapporto tra il Reddito Netto dell’esercizio e il valore del capitale utilizzato proprio durante il medesimo esercizio.

Di conseguenza è pari al rapporto tra (RN/CN) x 100.

CN sta per Capitale Netto usato nell’esercizio, può essere anche sostituito con MP che sta per Mezzi Propri.

Questo tra tutti gli indici di bilancio evidenzia sia il potenziale del capitale di rischio, sia la capacità di attrarre capitali, ma soprattutto dice quanto un’azienda fa uso dei soldi degli investitori.

Indica quindi l’economicità della gestione aziendale, la sua redditività e quanto dunque ha saputo autofinanziarsi, e anche quanto il management è stato bravo nella gestione.

Se è uguale a 0 indica che l’esercizio si è chiuso in pareggio.

Se minore di 0 che c’è stata una perdita, se positivo allora l’azienda ha conseguito un utile.

Analisi di bilancio, gli indici da paragonare

Per valutare se un ROE è buono o cattivo per un investimento, di solito lo si confronta con titoli meno rischiosi come BOT o CCT, valutando il costo opportunità di tale investimento.

Se dal confronto emerge un valore pari a zero non conviene investire in un’azienda, solitamente più rischiosa che un titolo obbligazionario.

Dalla differenza tra il valore dell’investimento in BOT e il valore del ROE si ottiene infatti il cosiddetto premio di rischio che indica proprio quanto investire in uno più che nell’altro premierà.

Se il ROE è maggiore, ad esempio, al rendimento dei Titoli di Stato allora converrà investire.

In questa valutazione bisogna però fare attenzione a due cose.

Primo, agli extraprofitti perché essi indicano un rischio finanziario maggiore.

Secondo, un alto ROE può indicare un’alta liquidità conseguita o riacquistando azioni proprie o pagando. dividendi.

Per queste criticità non conviene basare la propria analisi di bilancio solamente su questo indicatore, ma accompagnarlo con altri indici.

Analisi di bilancio: il ROI

Tra gli inidci di bilancio il ROI indica invece il ritorno sull’investimento e, dunque, la redditività operativa di un’azienda.

Esso è dato dal rapporto tra la il risultato operativo sul capitale investito.

In particolare, il Risultato Operativo è uguale alla differenza tra ricavi e costi, ma tuttavia prende in considerazione solo la gestione caratteristica, tralasciando alcune informazioni.

Mentre una criticità legata al capitale investito è che esso non distingue tra investimenti degli azionisti e investimenti effettuati dall’azienda (capitale proprio).

Questo dunque valuta l’efficienza dell’impresa nell’usare le risorse a disposizione, ossia l’economicità solo della gestione caratteristica, a prescindere del tipo di fonti di finanziamento usate.

Può essere molto utile per valutare sia il ritorno degli investimenti fatti da un’azienda, sia molto spesso anche per valutare l’efficacia di un’azione di marketing.

Anche qui, come dunque il ROE, risultati postivi indicano la capacità dell’impresa di vendere e di fare utili.

Come trovare il ROI

Questo indice è ottenuto anche dal prodotto di due altri indici di bilancio: il ROS, reddito generato dalle vendite, moltiplicato per il ROT, tasso di turnover o tasso di rotazione del capitale investito.

Se pari a 0, allora qualcosa si è incrinato e ovviamente è segno negativo che l’azienda comincia a mostrare qualche difficoltà o potenziali debolezze.

Nell’individuare se la debolezza è relativa alla singola azienda o all’intero settore in cui opera, il ROI viene confrontato con quello di altre aziende, si parla così di analisi spaziale.

Nell’analisi di bilancio per indici solitamente viene anche messo a confronto con il tasso medio di interesse sui debiti.

Quando il ROI è più alto di questo allora significa che alla società conviene prendere in prestito denaro per investirlo.

All’opposto, se il ROI è basso o inferiore al costo del denaro preso a prestito, allora significa che la società non sa ottenere profitti dai propri investimenti.

Nelle nostre analisi di bilancio per indici è importante perché così per operare l’azienda potrebbe andare ad intaccare il capitale degli azionisti e aumentare la leva finanziaria.

Capite bene che, in quest’ultimo caso, è meglio attendere prima di investire sul titolo.

Cos’è il ROA?

Il ROA è il Return on Asset e indica il ritorno che un’azienda riesce a generare sugli asset.

Ossia, se un’azienda riesce a produrre ricchezza, rendere produttive tutte le risorse che detiene. indici di bilancio

 

Ecco perché questo nell’analisi di bilancio è tra gli indici viene valutato moltissimo dagli investitori e dagli istituzionali.

Un’azienda in grado di generare ricchezza potrà pagare eventuali dividendi agli investitori.

Il ROA ha origine dalla divisione dell’utile pre-oneri finanziari o dall’utile netto sul totale dell’attivo più il passivo (nel ROE era meno il passivo), così come riportato nello Stato Patrimoniale.

Cos’è l’indice ROA?

E per quali valutazioni può tornarci utile?

Definizione dell’indice ROA

Il ROA è acronimo di return on Asset, ossia il ritorno sui suoi asset.

Permette così di capire quanto un’impresa riesce a sfruttare in maniera profittevole le risorse in suo possesso e dalle sue attività.

Certo, confrontare in prima battuta, profitti con ricavi può darci già un’idea dell’efficienza di un’azienda, ma confrontarli con le risorse usate è ancora più predittivo se un’azienda può sopravvivere.

E se un’azienda sopravvive, e noi come investitori siamo suoi soci, significa che il nostro investimento resisterà nel tempo.

Come si calcola il ROA?

Il ritorno sugli investimenti, il ROA, si calcola dividendo utile netto dell’impresa sul totale delle attività o dell’attivo e poi moltiplicando il tutto per 100.

In questo modo, usando l’importo percentuale dell’indice ROA, sarà più facile fare confronti con altre aziende.

Vediamo un esempio di come si calcola l’indice ROA.

Prendiamo un’azienda con utile netto di 45.000€ e attività totali di 150.000€ nel 2020 e 170.000€ nel 2019.

Esempio di calcolo del ROA

ROA= 45.000/(150.000+170.000/2)*100

L’indice ROA si può scomporre in due elementi, il margine sulle vendite e il tasso di rotazione dell’attivo.

Moltiplicando il ROA per la leva finanziaria otteniamo un altro indice di bilancio, il ROE, ossia il ritorno sull’equity, il capitale proprio svincolato da altre attività.

Più alto è il ROE rispetto al ROA, più la leva finanziaria e il debito di un’azienda sono alti.

Un buon ROA è pari a circa il 5% mentre è ottimo oltre il 20%.

Come usare l’Indice ROA?

Oltre che a comprendere quanto un’azienda sia in buona salute, il ROA consente di fare confronti tra aziende.

Rimane perciò molto utile per confrontare due aziende di uno stesso settore e quindi su quale investire per avere un investimento in azioni più sicuro.

Anche perché alcune aziende di settori diversi hanno ROA differenti a causa del diverso impiego delle risorse.

Un’azienda edile avrà un ROA più alto rispetto a una società di software.

Usano asset di base diversi e diverse sono le attività.

Come diciamo sempre non basta solo un indicatore per capire la bontà o meno di un titolo.

Non si può sottovalutare altri indici come il debito.

Qui trovi altri indici importanti prima di iniziare a investire in azioni: Indici di bilancio per l’analisi fondamentale.

Per questo servono conoscenze e nella nostra masterclass apprenderete tutto ciò che è necessario per fare buone analisi tecniche ma anche fondamentali.

Non solo, imparerete anche come settare e condurre un trading profittevole nel tempo.

Ricordate che, generalmente, più alto è il ROA più l’azienda riesce a sfruttare al meglio le proprie risorse.

Cosa comporta e qual è la differenza tra ROI e ROA?

Differenza tra ROI e ROA

La differenza tra ROI e ROA è data dalle diverse unità di misura conteggiate.

Il ROI indica il ritorno sugli investimenti.

Il ROA indicherà la redditività complessiva di un’azienda, il ROI la redditività delle fonti finanziarie totali. Differenza tra ROI e ROA

Questa seconda misura è solitamente più analizzata dagli investitori che così sanno quanto un’unità del proprio investimento ha generato valore.

Un’ulteriore differenza tra ROI e ROA è che il primo è un indice di redditività mentre l’indice ROA rimane più un indice di efficienza indici di bilancio

 

La differenza tra ROE e ROA

Per questo è indicativo perché, a differenza del ROE, tiene conto anche del livello di indebitamento che, se aumenta, fa diminuire il ROA.

Anche questo indice di bilancio per essere buono deve essere maggiore di zero.

In più deve anche essere solitamente superiore rispetto ai tassi di interesse offerti dalle banche centrali, altrimenti significa che il denaro preso a prestito è costato più di quanto gli ha effettivamente reso.

Di conseguenza è bene valutare questo indicatore insieme agli altri indici di bilancio ed, in particolare, in combinato con il ROE.

Come usare gli indici di bilancio per l’analisi fondamentale in pratica

Ecco un immagine di sintesi per l’analisi di bilancio per indici.

Vi presentiamo: ROE – ROI -ROA per il titolo Snam, vedete come sono tutti in positivo?

Ma guardate quest’altra analisi di bilancio per indici, vedete sono tutti a zero, di chi stiamo parlando? Analisi di bilancio trading

 

Di Uber che però è quotata e rende anche.

Come è possibile?

Magari ne parliamo un’altra volta!

Analisi di bilancio per indici: il mio immancabile

Ma qual è l’indicatore che non può mancare mai in una buona analisi di bilancio per indici fondamentali per valutare la bontà o meno per fare trading o investire su un’azienda?

Nella mia strategia per fare trading tra tutti e tre questi indici di bilancio per analisi fondamentale uso in particolare il…. Su…se avete letto il libro dove la spiego lo sapete benissimo…

Eh si, uso proprio il primo, il ROE, se vuoi scoprire una strategia pronta all’uso guarda e metti alla prova qui.

Intanto voglio sapere: anche voi li utilizzate questi indici di bilancio?

Cos’è il PMI?

Acronimo di Purchasing Managers Index è essenzialmente l’indice degli acquisti dei manager.

Una volta al mese, gli Indici PMI vengono pubblicati sul Calendario Economico, questi dati molto importanti impattano moltissimo sull’economia generale.

Questi indici PMI sono dunque delle indagini che vengono condotte su una serie di importanti aziende dove gli intervistati sono i manager del settore acquisti.

Usati per capire cosa pensano i responsabili degli acquisti riguardo il futuro dell’industria manifatturiera, i risultati possono indicare quale sarà il sentiment di mercato e quindi dare un’idea di base sulla sua direzione futura.

Vengono valutate egualmente diverse categorie, i cui punteggi vengono calcolati singolarmente in base alle risposte dei responsabili degli acquisti.

Le categorie includono il numero dei nuovi ordini, la produzione del settore, le consegne dei fornitori, le merci in magazzino e i dati relativi all’occupazione.

Le risposte vengono ponderate e forniscono un punteggio medio sul PMI mensile.

Come usare l’indice PMI?

Un punteggio superiore a 50 indica una fase di crescita del settore manifatturiero, invece un punteggio inferiore a 50 indica una decrescita del settore, mentre un punteggio pari a 50 indica che la situazione è rimasta identica al mese precedente.

Gli svantaggi del PMI

Un vantaggio di questa misurazione è nella raccolta di dati reali.

Questi dati per il PMI presi dalle domande rivolte ai diretti responsabili per verificare le condizioni economiche del settore.

Questo significa che le cifre che compongono un PMI sono basati su dati concreti, diversi dai sondaggi.

Sono indicatori delle condizioni economiche reali del settore.

Un altro dei vantaggi del PMI riguarda la cadenza mensile dell’emissione dei dati, ciò significa che riescono a dare un’indicazione tempestiva sull’eventuale crescita o decrescita dell’industria mese dopo mese.

Di contro, uno degli svantaggi del PMI è che i report danno una visione puramente generale della salute del settore economico, senza comprendere i dati completi dell’intera forza lavoro.

Che ad oggi come puoi leggere anche qui è in grande sofferenza: PIL e posti di lavoro, Italia in crisi per il Coronavirus.

Il settore manifatturiero, che in passato era sempre stato un benchmark vitale delle economie globali, specie negli USA, oggi ha perso molta della sua importanza ed è effettivamente in declino quindi ci sono degli svantaggi del PMI e nel monitorare solo questo indicatore.

Altri report mensili, come il report economico non-manifatturiero, un sondaggio che riguarda l’andamento del settore pubblico USA, sono diventati un indicatore molto più utilizzato per verificare lo status dell’economia nazionale e ridurre gli svantaggi del PMI.

Un sito per l’analisi fondamentale

Il sito che utilizzo per l’analisi fondamentale trovare i dati più importanti è Finviz.com,  questo sito ci permette di vedere diverse informazioni come la capitalizzazione di mercato, il reddito netto, l’utile netto,

insomma tutti i multipli di mercato per vedere se un’azienda è sopravvalutata o sottovalutata, si possono valutare anche vendite, EPS, insiders e istituzionali.

Ha una sola limitazione però: è inerente al solo mercato americano.

Il secondo sito che vi consiglio  è Investing.com, non mi soffermo perchè se ci seguite e siete un minimo addentrati lo conoscete fin troppo bene e ne avevamo già parlato.

All’interno del corso morale avanzato, trovate all’interno della vostra area una marea di materiale educativo gratuito sia sull’analisi tecnica e analisi fondamentale, quindi approfittate perchè so che non ve ne pentirete.

D’altra parte so che una volta iniziato anche voi seguirete il trend e non smetterete più di appassionarvi.

Alessandro Moretti

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